
La strada della sceneggiatura di Fancher, però, non si interruppe, arrivando fino al produttore Michael Deeley, che ebbe l'idea di contattare Ridley Scott. Questi, però, declinò l'invito a causa dei suoi impegni con la versione cinematografica di Dune. Questo progetto, però, si rivelò ben presto più lento del previsto e Scott, che sentiva la necessità di mettersi al lavoro il prima possibile, si sganciò da Dune per prendere le redini dell'adattamento cinematografico del romanzo di Dick.
Il regista di Alien mise mano alla sceneggiatura di Fancher avvalendosi dell'apporto di David Webb Peoples, che di fatto stravolse il lavoro del collega, spingendolo ad abbandonare la produzione per poi tornare sui suoi passi. Di fatto il film, che ottenne il titolo definitivo di Blade Runner, è un hard boiled fantascientifico, classificato come cyberpunk, sebbene sia molto meno cyberpunk del romanzo di Dick, raccontato con uno stile oscuro all'interno di un ambiente dove l'idea di una tecnologia invasiva è sì presente come nel romanzo, ma molto meno evidente rispetto a quanto scritto da Dick. Inoltre si perde completamente il tema religioso, a parte alcune battute di Roy Batty, interpretato da Rutger Hauer, che peraltro ha anche fortemente contribuito alla scrittura del suo personaggio, oltre che al famosissimo monologo finale, "Ho visto cose che voi umani..."
