Per Natale mi hanno regalato un libro di racconti natalizi, ma non i soliti racconti natalizi, bensì delle
ghost stories. La raccolta ha anche un'altra caratteristica: a parte un racconto, sono tutti scritti da donne! Anche le ambientazioni, temporali e storiche sono molto simili: la maggior parte dei racconti (8 in tutto), infatti, sono a ridosso del Natale e ambientati in era vittoriana. La principale eccezione in questo schema è il racconto iniziale, che pur avendo un'ambientazione invernale, non cita il Natale, e inoltre presenta una collocazione temporale decisamente più moderna, nonostante il titolo abbia un riferimento che lo accosta all'era su descritta, almeno nello spirito.
Con un titolo come
Uno studio in bianco e nero Bridget Collins predispone già il lettore a un racconto di genere
conandoyliano, anche se questa influenza si perde un po' visto che il tema principale è una partita a scacchi del protagonista del racconto con un fantasma. Che è tutto fuorché innocuo.
L'inquilina di casa Thwaite di
Imogen Hermes Gowar è, invece, forse uno dei più intelligenti della raccolta è dimostra, qualora ce ne fosse ancora il dubbio, che il genere
horror, quando fatto bene, è qualcosa di più di una semplice storia di paura. Il tema portante, infatti, è quello della violenza domestica, raccontato con l'occhio di una donna dell'epoca vittoriana.