Stomachion

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mercoledì 7 gennaio 2026

Cube Escape: Le stagioni di un'anima

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Uno dei motivi per cui stavo per fare come Pippo sulla copertina di Topolino #3658 era che stavo giocando a un gioco in stile escape room appartenente alla serie di Hidden Town della Dark Dome. Tutto nasce dal fatto che ho ripreso la serie più di successo in questo sottogenere, Cube Express della Rusty Lake.
Ho ricominciato a giocare per l'ennesima volta la serie perché ho finalmente deciso di acquistare Underground Blossom, l'ultimo (per ora) capitolo della serie. Decisione che è stata aiutata dal fatto che lo studio di programmazione sta per lanciare un nuovo, ulteriore capitolo sempre ambientato nei dintorni di Rusty Lake.
Visto, però, che è dal 2020 che non scrivo nulla di questa serie, penso sia bene fare un piccolo recap.

sabato 5 settembre 2020

Cube Escape: Un omicidio in una scatola

Con la serie di Cube Escape di Rusty Lake, ormai più di un mese fa, eravamo giunti ad Arles, terzo capitolo della serie, mentre queste recensioni erano iniziate con Samsara Room. Riprendiamo a esaminare la serie di videogiochi con Harvey's Box, Case 23 e The Mill.
Una scatola nel nulla
Come nel trittico precedente, anche in questo due dei capitoli sono strettamente legati uno all'altro, ma partiremo da quello slegato, seguendo la cronologia d'uscita di ciascuno, quindi ecco Harvey's Box.
Siamo letteralmente rinchiusi in una scatola. Il nostro obiettivo è, ovviamente, uscire dalla stessa. Gli enigmi sono abbastanza semplici da risolvere, ma non banali. Sono tutti sostanzialmente basati sulla matematica e la logica (motivo forse per cui li ho definti "semplici da risolvere"?) e uno anche di genere musicale. La conclusione, ovviamente, non è l'uscita dalla scatola, ma la scoperta dell'ennesimo gioco metamatematico dei programmatori, che prosegue con i due capitoli successivi.
Case 23 e The Mill sono strettamente legati. In particolare la storia iniza con l'indagine della morte di una donna, la stessa di Samsara Room. Nonostante alcuni elementi un po' bizzarri, la prima parte dell'indagine è sostanzialmente classica, ma nella seconda parte le cose diventano piuttosto surreali, ovviamente con la solita spolverata di atmosfere lovecraftiane. Queste, però, permeano a piene mani The Mill, avventura claustrofobica che, insieme con il precedente, inizia a mescolare i pezzi in una storia dai toni spaziotemporali ingarbugliati legata, come i precedenti capitoli, ad alcuni misteriosi cubi colorati.
La differenza sostanziale tra questi due capitoli è che, mentre Case 23 si svolge in una serie di camere chiuse una diversa dall'altra, con The Mill abbiamo un edificio all'interno del quale ci spostiamo in funzione degli enigmi che man mano dobbiamo risolvere. Alla fine ci ritroviamo in un certo senso assediati dalle forze oscure, un po' come in The Lake. D'altra parte il mulino dove si svolge il tutto si trova proprio sullo stesso lago e, giunti a questo punto, ciò che sappiamo è che tutta la storia è legata all'omicidio della donna in Case 23.

sabato 1 agosto 2020

Cube Escape: una gita al lago

Dopo aver giocato il capitolo di interludio della saga di Cube Escape, Samsara Room, sono passato direttamente al capitolo conclusivo della serie, Paradox, decidendo, una volta conclusa la prima parte, di seguire la saga dall'inizio, ovvero con The Lake. Non mi limiterò, però, solo a questo primo, breve, gioco, ma aggiungerò anche i due capitoli successivi. E così spero di fare anche per gli articoli successivi. Iniziamo.
Atmosfere lovecraftiane
I vari giochi di Rusty Lake sono in qualche modo legati uno all'altro, ma per poterne apprezzare i legai, bisogna giocarli, non necessariamente nell'ordine suggerito dagli autori. Cosa che è in parte evidente già da Seasons. Andiamo, però, con ordine e iniziamo con The Lake, che ha una storia semplicissima: ci troviamo all'interno di un capanno su un lago. Uno dei lati ha una finestra che si affaccia su dei monti, mentre un altro lato si affaccia sul lago e ci permette, una volta trovate lenza, amo e canna, di pescare "cose" dal lago stesso. Oltre alle quattro pareti, è anche possibile esaminare il soffitto, cosa che gioca un ruolo importante anche negli altri due capitoli che esaminerò in seguito.
Diventa molto presto evidente che la storia, seppur breve, ha una forte ispirazione lovecraftiana. La raccolta degli oggetti, infatti, rende le atmosfere del gioco sempre più inquietanti e la stessa conclusione è perfettamente in linea con il genere horror della saga. Un aspetto interessante, che ci permette anche di cambiare la storia stessa, caratteristica in un certo senso presente nel secondo capitolo, è il collegamento di uno degli oggetti pescati con Seasons: l'enigma a esso collegato non può essere risolto se non viene giocato anche il secondo capitolo.

sabato 25 luglio 2020

Rusty Lake: Alla ricerca di se stessi

Quando ai tempi incrociai la serie su Kongregate, la snobbai, non solo preferendogli altre tipologie di gioco, ma altri giochi dello stesso genere: sto parlando della serie Cube Escape della Rusty Lake, una serie di videogiochi di genere punta e clicca appartenenti al sottogenere dell'escapismo, in effetti definiti come scappa dalla stanza. Come intuibile dal termine originale di questo sottogenere, escape the room, proprio questo tipo di videogiochi, che nasce nel 1988 con l'avventura testuale Behind Closed Doors di John Wilson, è all'origine delle escape room. Ovviamente non sono l'unica fonte per questo divertente gioco dal vivo, e probabilmente approfondirò l'argomento in altra occasione, ma ovviamente in questo caso vi inizierò a "parlare" della serie ideata dalla Rusty Lake, partendo, però, dal gioco che ha riacceso la mia passione verso questo sottogenere, Samsara Room.