Stomachion

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martedì 5 agosto 2025

Il mugnaio urlante

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Come in Un uomo felice, anche ne Il mugnaio urlante Arto Paasilinna racconta la storia di un uomo che si traferisce dal sud verso il nord della Finlandia e, a causa dei suoi comportamenti ritenuti in qualche modo sopra le righe, viene ostracizzato fino al punto da essere dichiarato pazzo e mandato in manicomio, e questo solo perché mima le gru e ulula alla Luna!
Date queste premesse ci si potrebbe aspettare di essere di fronte a un classico romanzo ricco di humor e risate, ma in effetti si ride poco, anche se di ironia ce n'è a carrettate. Soprattutto, però, c'è anche un grande amore per la natura, come emerge dalle vivide descrizioni della seconda parte, nel corso della quale Paasilinna manda il suo protagonista, Gunnar Huttunen, a nascondersi nei boschi mentre mezzo paese lo cerca per riportarlo nel manicomio.
In effetti è proprio sul senso di "normalità" che il romanzo vuole invitarci a riflettere, e su quanto, spesso solo per via di una profonda diffidenza, si ritiene troppo facilmente folle qualcuno che è semplicemente diverso da noi.

mercoledì 7 agosto 2024

Un uomo felice

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Sebbene non abbia la stessa carica "ridanciana" di altri romanzi di Arto Paasilinna, Un uomo felice risulta una lettura divertente delle peripezie di un ingegnere costruttore di ponti che a un certo punto si ritrova ostracizzato dalle autorità e dagli abitanti di un paesotto di destra in cui i suoi comportamenti piuttosto di sinistra (come per esempio familiarizzare con gli operai) danno adito a pettegolezzi e maldicenze. La vendetta di Akseli Jaatinenn, questo il nome del protagonista, non si fa attendere, e con essa arrivera anche una piccola rivalsa da parte degli stessi operai, che ovviamente vedevano nell'ingegnere una persona da rispettare molto di più dei notabili del paesotto tutti concentrati nel mantenere le loro posizioni di potere.

martedì 2 luglio 2019

La fattoria dei malfattori

Al mio secondo romanzo di Arto Paasilinna mi ritrovo con una vicenda forse meno esilarante del precedente Piccoli suicidi tra amici, ma altrettanto irriverente e ironica. Il protagonista, Jalmari Jyllanketo, è una spia finlandese che si infiltra come agronomo del governo in un'azienda agricola biologica della Finlandia settentrionale. L'obiettivo è verificare le strane voci che circolano intorno alla Palude delle Renne (questo il nome dell'azienda) e alla sua titolare, Ilona Karmeskallio.
Man mano che Jyllanketo si introduce sempre di più all'interno dell'azienda, scopre un mondo particolare, dove è possibile incontrare un ex-parlamentare e un vescovo che, uno accanto all'altro, vanno per i campi a dare una mano alla raccolta dei prodotti della terra. E questa è solo la punta dell'iceberg di un sistema di reclutamento della manodopera decisamente molto creativo che potrebbe rivoluzionare persino i sistemi detentivi mondiali!
Come detto una divertente, per quanto non esilarante cavalcata, decisamente molto arguta e dal ritmo serrato. Ottima lettura estiva, vista l'ambientazione, che dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, quanto in ritardo sia persino l'Italia, visto che il romanzo venne pubblicato in patria nel 1998 ma, in un certo senso, potrebbe benissimo essere ambientato nell'Italia di oggi. A voi l'ovvia conclusione.

martedì 23 ottobre 2018

Piccoli suicidi tra amici

Anche se scrivo di essere nello spirito giusto per scrivere la recensione di Piccoli suicidi tra amici, non preoccupatevi, prima o poi passa (bisognerebbe stabilire quale sia lo "spirito giusto" per il romanzo, però, e non è così scontato...). E in ogni caso Arto Paasilinna non ha certo scritto un libro per buttarsi giù, è anzi un modo per scherzare in maniera divertente sui cliché che fanno dei finlandesi... finlandesi! E alla fine si scopre che, in fondo, tutto il mondo è paese, perché il viaggio degli aspiranti suicidi, riunitisi in un autobus "simpaticamente" ribattezzato la Saetta della Morte, li porta fuori dai confini finlandesi, a sconvolgere un po' il resto del continente, mentre cercano un posto buono per lanciarsi con tutto l'autobus.
In realtà sono proprio queste avventure un po' strane, quasi al limite, che permettono loro di ritrovare un qual certo gusto per la vita. D'altra parte Paasilinna, da fine umorista, non poteva chiudere il romanzo con un suicidio di massa, altrimenti il senso stesso del proverbio con cui si apre il romanzo
In questa vita la cosa più seria è la morte; ma neanche quella più di tanto.
si sarebbe indubbiamente perso.
L'allegra brigata messa in piedi da Paasilinna non potrà fare altro che coinvolgere il lettore nel suo sgangherato viaggio, ricco di lacrime, dolori, avventure e divertimento. In una parola: vita.