Stomachion

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giovedì 15 ottobre 2026

L'uomo che morì due volte

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Dopo il folgorante esordio del primo romanzo della serie che ha anche portato a un film su Netflix, Il club dei delitti del giovedì ritorna con un altro interessante romanzo (lo so che nel frattempo ne sono usciti altri, ma non leggo mica solo questa serie!).
Ritroviamo, dunque, tutti i protagonisti del primo romanzo, Elizabeth, Joyce, Ron e Ibrahim, e visto che nel frattempo ho anche visto il film, li ho immaginati con i volti degli attori. La storia, in questo caso, si concentra su Elizabeth e sul suo passato da spia, in particolare sul ritorno del suo ex e sull'intricata vicenda che lo lega a un boss mafioso locale. La storia, se possibile, si complica ancora di più rispetto al romanzo d'esordio, ma non perde di verve e divertimento. Da un lato ognuno dei personaggi, inclusi Chris e Donna, vengono ulteriormente approfonditi, mentre il buon Bogdan continua a restare persona affidabile, ma con ancora molti aspetti da chiarire.
La storia più interessante, però, è quella sviluppata intorno a Ibrahim, vittima di un furto che lo manda in ospedale e lo spinge a ripensare il suo posto nel mondo, autoconfinandosi in casa. C'è qualcosa di ironico in questa storia, ma in senso amaro e non divertente: Ibrahim, di fatto il personaggio di origini straniere del gruppo, viene rapinato e mandato in ospedale da un giovane britannico bianco. Voi potete leggerci quel che volete, ma se mettiamo questo episodio in fila con i criminali britannici presenti nel romanzo, direi che la critica a una certa narrazione che si sta facendo largo in Europa da alcuni anni a questa parte è più che evidente.

martedì 28 ottobre 2025

Margherita Dolcevita

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Mi spiace ci sia voluto un evento come la scomparsa di Stefano Benni per leggere, finalmente, Margherita Dolcevita, ma le cose, a volte, vanno così.
C'è ben poco da dire dal punto di vista stilistico: se conoscete Benni non ho da aggiungere altro, e se non lo conoscete, ci sono le mie precedenti recensioni. Ad ogni modo, cercando di essere il più breve possibile, troviamo proprio l'autore che a noi benniani piace leggere: ironico, irriverente e dissacrante. E in questo la scelta della protagonista, nonché "io narrante", una ragazzina che sta diventando adolescente, con tutto ciò che ne consegue, risulta una scelta perfetta, perché da un lato concede a Benni di essere anche esplicito in molte espressioni gergali, ma dall'altro di mostrare un punto di vista ancora non edulcorato dall'età adulta.
L'inizio è in qualche modo fuorviante:
Sono andata a letto e le stelle non c'erano più. Ho pulito per bene il vetro della finestra, ma niente da fare. Erano sparite. Era sparita Sirio e Venere e Carmilla e Alzator. anche Mab e Zelda e Bacduc e Dandelion e la costellazione del Tacchino e la Croce di Lennon.

martedì 5 agosto 2025

Il mugnaio urlante

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Come in Un uomo felice, anche ne Il mugnaio urlante Arto Paasilinna racconta la storia di un uomo che si traferisce dal sud verso il nord della Finlandia e, a causa dei suoi comportamenti ritenuti in qualche modo sopra le righe, viene ostracizzato fino al punto da essere dichiarato pazzo e mandato in manicomio, e questo solo perché mima le gru e ulula alla Luna!
Date queste premesse ci si potrebbe aspettare di essere di fronte a un classico romanzo ricco di humor e risate, ma in effetti si ride poco, anche se di ironia ce n'è a carrettate. Soprattutto, però, c'è anche un grande amore per la natura, come emerge dalle vivide descrizioni della seconda parte, nel corso della quale Paasilinna manda il suo protagonista, Gunnar Huttunen, a nascondersi nei boschi mentre mezzo paese lo cerca per riportarlo nel manicomio.
In effetti è proprio sul senso di "normalità" che il romanzo vuole invitarci a riflettere, e su quanto, spesso solo per via di una profonda diffidenza, si ritiene troppo facilmente folle qualcuno che è semplicemente diverso da noi.

venerdì 18 luglio 2025

Racconti della prima fantascienza

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In un agile libercolo, Alter Ego presenta tre racconti dell'inizio della carriera di scrittore di Herbert George Wells: Il bacillo, un divertente racconto con risvolti catastrofisti che in effetti anticipa romanzi di fantascienza distopico/catastrofista in cui microscopici agenti letali sfuggono da laboratori di ricerca; Il sorprendente caso della vista di Davidson, forse il più squisitamente fantascientifico, perché il protagonista acquisisce temporaneamente un fantastico potere che gli permette di sperimentare ambienti differenti da quelli in cui si trova fisicamente (e grazie a questo potere Wells può mostrare la bellezza del mondo naturale, anche qui quasi a voler mettere sull'avviso il lettore della sua epoca su ciò che si potrebbe, e che in effetti stiamo pertendo); Il tesoro nella foresta, che in effetti è un vero e proprio racconto d'avventura, in linea con la ben più famosa Isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, ma con una conclusione molto più amara e drammatica per i protagonisti.
Un trittico di racconti dalla lettura veloce e di vario genere che non possono mancare nella libreria dei cultori delle origini della fantascienza e di Wells in particolare.

sabato 5 ottobre 2024

Le avventure galattiche del capitano Crociera

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Alla fine non ho fatto passare molto tempo per leggere Il grande libro cosmico del capitano Crociera di Leonardo Lotti, in arte Polsino. L'ho acquistato, infatti, un paio di anni fa durante Bricola, il festival dell'editoria a fumetti indipendente organizzato dal Museo WOW a Milano. E mi stupisco anche di come il buon Lotti sia riuscito, piuttosto a caso oserei dire, a disegnarmi sulla copia il personaggio che alla fine si è rivelato il mio preferito, il castoronin Itto Origami.

mercoledì 7 agosto 2024

Un uomo felice

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Sebbene non abbia la stessa carica "ridanciana" di altri romanzi di Arto Paasilinna, Un uomo felice risulta una lettura divertente delle peripezie di un ingegnere costruttore di ponti che a un certo punto si ritrova ostracizzato dalle autorità e dagli abitanti di un paesotto di destra in cui i suoi comportamenti piuttosto di sinistra (come per esempio familiarizzare con gli operai) danno adito a pettegolezzi e maldicenze. La vendetta di Akseli Jaatinenn, questo il nome del protagonista, non si fa attendere, e con essa arrivera anche una piccola rivalsa da parte degli stessi operai, che ovviamente vedevano nell'ingegnere una persona da rispettare molto di più dei notabili del paesotto tutti concentrati nel mantenere le loro posizioni di potere.

giovedì 13 giugno 2024

Il mattatoio dei matti

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Quando ho acquistato questo volume a Bookpride 2024, pensavo fosse un romanzo, anche se un po' il dubbio mi era venuto leggiucchiando un po' tra le pagine prima dell'acquisto. E invece alla lettura mi sono ritrovato con una raccolta di racconti in cui Federico Bottoni ha esplorato in vari modi i temi della follia, della vita, della morte e dell'amore, senza dimenticare il male di vivere moderno il tutto con un gusto che ora oscilla tra il sarcastico, ora l'ironico, in alcuni casi addirittura il ridanciano, alternando a racconti più intensi, sia per la forza dell'orrore lì rappresentato, sia per la delicatezza dello stile adottato. Lo scrittore non rinuncia nemmeno a introdurre elementi di quella che, probabilmente, è la sua filosofia di vita, esibendo alla fine uno stile che ricorda ora Edgar Allan Poe, ora Neil Gaimann (che mi sembra il nume tutelare più presente), ora Stefano Benni. Un alettura piacevole e a suo modo stupefacente.

giovedì 16 novembre 2023

Collezione Disney #12: Ridi Topolino

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Dopo il fantasy e il fantastico in generale di PaperFantasy è venuto il momento di una delle riviste più sperimentali (almeno a mio parere) dell'epoca, gli anni Novanta del XX secolo: Ridi Topolino!
Nata dalla florida mente di Massimo Marconi e Tito Faraci, ha visto muovere i primi passi anche di disegnatori come Giuseppe Ferrario e Carlo Limido, ma soprattutto ha fatto ridere mezza Italia (l'altra mezza l'ha fatta ridere Rat-Man, anche se esiste una intersezione non nulla tra queste due metà, quindi non si coprì l'Italia intera con i lettori delle due riviste).
Prima di lasciarvi al video, vi do appuntamento al prossimo episodio, che spero di riuscire a mettere on-line a dicembre, dedicato a due storiche riviste dell'area collezionistica, Maestri e Tesori Disney. E ora... Buona visione!

giovedì 9 novembre 2023

La grande migrazione

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Da grande estimatore di Arto Paasilinna, non poteva sfuggirmi il fantascientifico e umoristico La grande migrazione di Kari Hotakainen. La storia è semplice: a causa della globalizzazione, la popolazione finlandese in particolare deve migrare dalla campagna alla città. Questo flusso di persone genera un problema di organizzazione degli spazi, compito che viene affidato a un gruppo di persone per lo più disoccupate che si dovranno prendere la responsabilità di scelte che saranno sicuramente impopolari. Il romanzo, edito in Italia da Iperborea, presenta un vasto panorama urbano in cui i vari caratteristi esaminati sono un'enfatizzazione portata all'eccesso di un po' tutte le tipologie di persone che possiamo trovare nella nostra società.
Una delle cose che mi ha colpito maggiormente è, però, la descrizione di un gruppo di persone che vengono momentaneamente fatte vivere all'interno di un centro commerciale, concludendo una specie di trasformazione iniziatica, visto che, come sottolineato in Sentieri metropolitani di Gianni Biondillo, i centri commerciali sono spesso progettati per riprodurre la vita, anche quella all'esterno, nelle quattro mura del centro stesso.
Un'altro spunto interessante è, poi, la presenza di Mumin, che, anche se non identificato esplicitamente, è chiaramente riconoscibile. La sua rappresentazione è quella di un personaggio ormai commercializzato, simbolo di un certo modo un po' superficiale di comunicare che punta su quegli elementi che potrebbero fare presa sul pubblico nell'immediato. Tra l'altro lo stesso Mumin, alla ricerca di un nuovo feticcio consumistico, cerca di propinare ai suoi "amici" animali, tra i quali è ora costretto a vivere a causa della Grande migrazione, proprio quella stessa formula di cui è diventato, suo malgrado, rappresentante.
Infine è molto utile soffermarsi sulla percezione che gli altri politici hanno sia della prima ministra finlandese, che nel romanzo segue un percorso di autoconsapevolezza sugli eventi che le sue scelta hanno generato, sia del gruppo di precari che si sobbarcano un lavoro che dovrebbe essere di competenza di altri, con una descrizione al limite della follia. Un po' come se pensare a un mondo a misura di persone fosse una cosa folle e illogica.
Al netto delle conclusioni dolci-amare del romanzo, è comunque una lettura divertente che, come tutta la letteratura d'ironia, su tutti il nostro Stefano Benni, ha come obiettivo non solo quello di divertire, ma anche di far riflettere.

giovedì 13 luglio 2023

Il club dei delitti del giovedì

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Acquistato come lettura estiva, Il club dei delitti del giovedì di Richard Osman si è rivelato, come peraltro mi aspettavo, una lettura divertente e stimolante.
Come impianto narrativo siamo di fronte a un giallo classico i cui protagonisti sono un gruppo di 4 pensionati benestanti che ogni giovedì si riuniscono in una delle sale messe a disposizione del centro di riposo dove soggiornano per discutere vecchi casi irrisolti presi dall'archivio di una delle due fondatrici del gruppo, finita in coma in ospedale.
La storia inizia quando Elizabeth arruola la neo arrivata Joyce nel gruppo, completato da Ibrahim e Ron. Da lì in poi, però, i 4 si ritrovano coinvolti in due omicidi che, ovviamente, cercheranno di risolvere con delle indagini parallele a quelle ufficiali della polizia.
La storia procede essenzialmente sui binari dell'ironia, cui lo stile leggero di Osman ben si sposa. I due intrighi risultano sufficientemente intricati da essere degli ottimi enigmi anche per i lettori, che vengono continuamente stimolati a risolverli, cercando di cogliere quei dettagli che poi si riveleranno risolutivi.

martedì 26 ottobre 2021

Golem 100

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Lo confesso: ciò che mi ha attirato (e che mi ha spinto ad acquistarlo dal banchetto di libri usati dove l'ho visto) di Golem100 di Alfred Bester sono state le illustrazioni di Jack Gaughan. Queste non sono un semplice accompagnamento al testo, ma hanno una loro importanza narrativa, permettendo di visualizzare il rito magico con cui inizia tutto il romanzo o il viaggio psichedelico che compiono i protagonisti a più riprese alla ricerca delle origini della letale e misteriosa entità mistica che sta uccidendo gli esseri umani del futuro. Tra l'altro queste illustrazioni presentano anche alcuni concetti scientifici, come la rappresentazione di un atomo, o un'illustrazione che sembra la foto di una camera a bolle, o ancora un'illustrazione che ricorda le strutture cosmiche. Ci sono anche illustrazioni di chiara ispirazione fumettistica (quasi kirbyana) e altre dalla struttura matematica frattale (o quasi).

sabato 19 settembre 2020

L'uomo cozza

Morso da una cozza radioattiva a causa dell'inquinamento delle acque, l'uomo cozza sorge dall'oceano accompagnato da un granchio parlante con baffoni e sopracciglia che fuma sigari e dotato di occhiali da sole, che si sa che nei fondali marini il riverbero del sole è piuttosto fastidioso. L'uomo cozza diventa il difensore del mare contro l'inquinamento e lo sfruttamento, colpisce senza pietà i pescatori sulla spiaggia, dei semplici gitanti, peraltro, costringendoli a sgombrare nonostante le ferite a morte.
L'uomo cozza non fa ridere nonostante le battute, prova a essere splatter, ma il tratto del disegnatore è ancora poco adatto al genere, mentre il lettering sembra quello di una borchure di una biblioteca di quartiere di una cittadina di periferia.
Nel complesso un fumetto di cui si sconsiglia vivamente la lettura, indeciso tra l'essere una parodia, un fumetto d'azione e un fumetto di denuncia. Al confronto Sponge Bob è più efficace nel veicolare il messaggio ecologista.
P.S.: ho potuto leggere il pdf del fumettucolo grazie a LSB. C'ho messo più di un anno per decidermi a far uscire la recensione. Speriamo che questa prima uscita non abbia alcun seguito.

lunedì 16 dicembre 2019

La grande missione di Prendiluna

Non potevo non leggere Prendiluna in questo 2019, visto il nome della protagonista, che è anche il titolo del romanzo. Prendiluna è una simpatica signora, ormai sul viale del tramonto, che riceve, in sogno, la visita di un angelo che la invita a mettersi in viaggio con i suoi dieci gatti, i Diecimici, e il compito di darli in affidamento ad altrettante persone che, secondo il suo giudizio, meritano di averli in custodia.
La storia non è un semplice viaggio di scoperta, ma è un vero e proprio modo, ironico e divertente, di interrogarsi sulla nostra società. Sono certo un interesse e un tema abbastanza tipici dell'istrionico Stefano Benni, che in questa occasione si occupa in particolare dell'alta finanza e dei suoi deliri di onnipotenza. Benni non risparmia neanche il mondo accademico, in particolare le connivenze tra i baroni e il potere politico ed economico. Non mancano i personaggi sopra le righe, come i due ex-allievi di Prendiluna fuggiti da un manicomio... pardon, una clinica psichiatrica, o la monaca militare ultracentenaria, o il capo della setta degli Annibaliani, tale Chiomadoro, che ritiene se stesso al livello di un dio. E' interessante, in questo caso, osservare una certa vicinanza di caratterizzazione tra Chiomadoro e Alexandre Dorfmann, magnate del pretolio, uno dei personaggi di Lavoro a mano armata. Il che è qualcosa di indubbiamente molto interessante.

mercoledì 2 ottobre 2019

Una mucca indiana a Sarajevo

Tra il 1992 e il 1995 la Bosnia è stata territorio di una guerra etnica e civile caratterizzata soprattutto dalla forte presenza dei cecchini in molte delle città bosniache, prima su tutte Sarajevo. Uno degli elementi più stupefacenti, almeno per qualcuno che si reputa abbastanza lontano dalla religione, è come le ideologie che hanno diviso la popolazione bosniaca hanno di fatto separato amici e parenti, persone che fino al giorno prima erano in rapporti più o meno stretti e che poi si sono ritrovate dai due lati della barricata. Per la maggior parte la scelta è stata in un certo senso dettata dalla paura di essere isolati dalla comunità religiosa di appartenenza, per altri la conclusione di un percorso di odio. Ad ogni modo la Bosnia è stata di fatto invasa sia dalle forze di pace di ONU e NATO, sia da cecchini e mercenari di altre nazioni che videro nella guerra in Bosnia un'ottima occasione per lucrare sulla morte.
In tutto questo contesto la città di Sarajevo ha resistito a un vero e proprio assedio, opponendo alla violenza la forza della vita e della cultura, di cui la città è stata sempre ricca. Ed è proprio tutto questo che Lorenzo Mazzoni racconta ne Il muggito di Sarajevo, un romanzo indubbiamente realistico, ma al tempo stesso incredibilmente surreale. Per capire soprattutto quest'ultimo punto, basta riassumere il romanzo attraverso questi pochi elementi:

martedì 27 agosto 2019

La dannazione non è una cosa seria

Primo di una trilogia non ancora conclusa, Dannazione racconta le avventure di Madison Spenser, una tredicenne finita all'inferno. Raccontato in prima persona, ha come incipit di ogni capitolo una sorta di lettera indirizzata a Satana, ispirandosi evidentemente a Are You There, God? It's Me, Margaret di Judy Blume, presenta il solito stile al tempo stesso preciso e asciutto di Chuck Palahniuk, che per l'occasione si propone con un genere tra il fantasy, l'horror e il gotico. Ricco di dotte osservazioni sui demoni, che nell'inferno di Palahniuk non sono solo quelli della tradizione occidentale, ma anche divinità dimenticate di altri pantheon, inizia però un po' in sordina. La struttura dei capitoli, infatti, risulta in qualche modo ripetitiva, con una serie di espressioni che si ripetono puntualmente nei primi capitoli. Sebbene tale soluzione prosegua un po' per tutto il romanzo, il racconto delle informazioni provenienti dall'inferno e dai suoi abitanti mescolato con le informazioni biografiche della protagonista diluisce tali ripetizioni fornendo ritmo a un romanzo altrimenti noioso. La stessa Madison, poi, risulta piuttosto antipatica per buona parte del romanzo e vorresti vederla morta, con l'unico dettaglio che effettivamente è morta!
La rivelazione finale cui giunge Madison su se stessa risulta una interessante svolta narrativa relativamente al libero arbitrio, argomento che evidentemente non può mancare in una serie di romanzi che si occupa dell'inferno, e che si spera verrà sviluppato nei prossimi libri, a partire dal secondo e per ora ultimo libro della serie, Sventura.

martedì 2 luglio 2019

La fattoria dei malfattori

Al mio secondo romanzo di Arto Paasilinna mi ritrovo con una vicenda forse meno esilarante del precedente Piccoli suicidi tra amici, ma altrettanto irriverente e ironica. Il protagonista, Jalmari Jyllanketo, è una spia finlandese che si infiltra come agronomo del governo in un'azienda agricola biologica della Finlandia settentrionale. L'obiettivo è verificare le strane voci che circolano intorno alla Palude delle Renne (questo il nome dell'azienda) e alla sua titolare, Ilona Karmeskallio.
Man mano che Jyllanketo si introduce sempre di più all'interno dell'azienda, scopre un mondo particolare, dove è possibile incontrare un ex-parlamentare e un vescovo che, uno accanto all'altro, vanno per i campi a dare una mano alla raccolta dei prodotti della terra. E questa è solo la punta dell'iceberg di un sistema di reclutamento della manodopera decisamente molto creativo che potrebbe rivoluzionare persino i sistemi detentivi mondiali!
Come detto una divertente, per quanto non esilarante cavalcata, decisamente molto arguta e dal ritmo serrato. Ottima lettura estiva, vista l'ambientazione, che dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, quanto in ritardo sia persino l'Italia, visto che il romanzo venne pubblicato in patria nel 1998 ma, in un certo senso, potrebbe benissimo essere ambientato nell'Italia di oggi. A voi l'ovvia conclusione.

sabato 23 marzo 2019

martedì 23 ottobre 2018

Piccoli suicidi tra amici

Anche se scrivo di essere nello spirito giusto per scrivere la recensione di Piccoli suicidi tra amici, non preoccupatevi, prima o poi passa (bisognerebbe stabilire quale sia lo "spirito giusto" per il romanzo, però, e non è così scontato...). E in ogni caso Arto Paasilinna non ha certo scritto un libro per buttarsi giù, è anzi un modo per scherzare in maniera divertente sui cliché che fanno dei finlandesi... finlandesi! E alla fine si scopre che, in fondo, tutto il mondo è paese, perché il viaggio degli aspiranti suicidi, riunitisi in un autobus "simpaticamente" ribattezzato la Saetta della Morte, li porta fuori dai confini finlandesi, a sconvolgere un po' il resto del continente, mentre cercano un posto buono per lanciarsi con tutto l'autobus.
In realtà sono proprio queste avventure un po' strane, quasi al limite, che permettono loro di ritrovare un qual certo gusto per la vita. D'altra parte Paasilinna, da fine umorista, non poteva chiudere il romanzo con un suicidio di massa, altrimenti il senso stesso del proverbio con cui si apre il romanzo
In questa vita la cosa più seria è la morte; ma neanche quella più di tanto.
si sarebbe indubbiamente perso.
L'allegra brigata messa in piedi da Paasilinna non potrà fare altro che coinvolgere il lettore nel suo sgangherato viaggio, ricco di lacrime, dolori, avventure e divertimento. In una parola: vita.

mercoledì 25 luglio 2018

Robot fuorilegge

Anni dopo aver letto l'esilarante Sistema riproduttivo, ritrovo su una bancarella il divertente e umoristico, per quanto non altrettanto esilarante, Robot fuorilegge sempre di John Sladek.
Con un omaggio al Mago di Oz, il protagonista e narratore in prima persona è il robot Tik-Tok. Vive in un non meglio imprecisato anno del terzo millennio e, come tutti i robot, è, o dovrebbe essere soggetto ai circuiti asimov, che costringono gli assistenti meccanici dell'umanità a seguire le direttive delle tre leggi della robotica ideate da Isaac Asimov. C'è solo un problema in Tik-Tok: per un qualche motivo, non meglio precisato (anche se un'idea il lettore se la può fare), il robot protagonista del romanzo riesce ad aggirare la programmazione dei circuiti asimov e inizia a uccidere, dipingere, copulare, progettare rapine e atti di terrorismo, provare odio e ambizione, insomma inizia a essere un po' più umano.
Sladek non ha, però, alcuna intenzione di cavalcare la tigre della paura dell'intelligenza artificiale (o forse un po' lo fa!), ma il suo abbastanza evidente intento è quello di mettere in evidenza i difetti e gli eccessi degli esseri umani. Molti personaggi, infatti, hanno caratteri e comportamenti decisamente sopra le righe, come l'uomo che decide di costruire una copia esatta della Grande Piramide, o quello che non perde il suo ottimismo nemmeno dopo che ha perso tutto, famiglia, averi, onore. Lo stile ironico del racconto è infine enfatizzato dal racconto distaccato di Tik-Tok, osservatore per lo più imparziale anche di se stesso.

lunedì 9 luglio 2018

Compagno Hasek

Jaroslav Hasek nel romanzo Compagno Hasek, comandante della città di Bugul'mà, non ha solo raccontato una vicenda a lui realmente accaduta, ma ha anche scritto un libro veloce, divertente, intelligente e di critica dall'interno del bolscevismo. Il breve romanzo racconta, infatti, del periodo che Hasek passo in Russia nel 1918 come soldato dopo aver disertato dal suo esercito. Lo scrittore, infatti, era nato a Praga, all'epoca in Boemia, uno dei territori dell'impero austro-ungarico.
Nel giugno del 1916 venne reclutato per unirsi come volontario alla Brigata Cecoslovacca che combatteva per gli austriaci. Presso tale Brigata ebbe compiti di impiegato, giornalista, agente di reclutamento fino al febbraio del 1918. A marzo di quell'anno la Brigata intraprese un viaggio per unirsi al Fronte Occidentale: Hasek, però, non era d'accordo con questa scelta, decidendo così di passare tra i bolscevichi cechi e russi. Dall'ottobre del 1918 entrò nell'Armata Rossa, lavorando sempre come reclutatore e scrittore di propaganda.
Da questa esperienza, come scritto, nasce il breve romanzo (o racconto lungo) narrato con ritmo veloce e piglio umoristico Compagno Hasek, comandante della città di Bugul'mà.