Stomachion

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lunedì 13 aprile 2026

Aggiungi un posto in orbita

Ricordate la foto di WISPIT 2b all'interno del disco di accrescimento della stella WISPIT nella costellazione dell'Aquila? Ebbene: nuove osservazioni da Terra, sempre dal Very Large Telescope, indicano la presenza di un secondo pianeta in formazione all'interno del disco di accrescimento della stella.
Stiamo realmente assistendo alla nascita di un nuovo sistema solare!
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via ESO

giovedì 9 aprile 2026

Materia fermionica al centro della galassia?

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foto di Petr Horálek via ESO
Il punto interrogativo nel titolo del post è d'obbligo, visto che la cosa non è stata ancora verificata, ma se dovesse esserlo, potrebbe portare a una interessante revisione sulla teoria di formazione delle galassie. Nell'articolo The dynamics of S-stars and G-sources orbiting a supermassive compact object made of fermionic dark matter (tra gli autori c'è anche un ricercatore dell'INAF, Remo Ruffini) si sostiene che (semplificando l'articolo e saccheggiando l'abstract) è possibile spiegare le osservazioni intorno a Sagittarius A* sostituendolo con un
oggetto compatto supermassiccio composto da materia oscura fermionica autogravitante (DM).

giovedì 5 febbraio 2026

Salvi i cieli sopra Paranal

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foto di Petr Horálek via ESO
Avevo scritto poco più di un anno fa un breve post relativo alla questione di un impianto di produzione energetica che avrebbe rischiato di peggiorare la qualità del cielo sopra il complesso dell'ESO, dove è in costruzione l'Extremely Large Telescope.
Quella vicenda, come raccontato nel comunicato stampa dell'ESO, si è conclusa positivamente con l'annuncio di AES Andes di voler rinunciare al complesso energetico denominato INNA. Sembra che i fondi verranno dirottati verso altri progetti di energia verde, probabilmente in luoghi lontani dall'ESO.
Non me la sento di commentare ulteriormente, né dal punto di vista astronomico, né da quello ambientale, questo perché capisco sia la necessità di avere dei cieli senza inquinamento luminoso, sia quella di avere impianti di produzione energetica efficienti e con fonti altarnative. Sarà un rebus, questo, che probabilmente si ripresenterà nuovamente in futuro.

lunedì 29 settembre 2025

Fate spazio: arrivo io!

Sembra quasi dire questo, WISPIT 2b, l'esopianeta che si trova all'interno del disco di accrescimento della stella WISPIT 2, nella costellazione dell'Aquila. Anche questa scoperta, come quella di cui avevo scritto un mesetto fa, è stata realizzata grazie al Very Large Telescope dell'ESO. Nello specifico il pianeta è il punto giallo all'interno di strisce che, colori a parte, a me ricordano molto lo scudo di Cap (e il punto giallo un proiettile che cerca di scalfirlo). Dite che ho troppa passione per i supereroi? Sarà come sarà, ma per intanto godetevi questo scatto di un altro pianeta (di tipo gioviano, comunque!) che si sta facendo largo nell'universo!

via APOD

venerdì 8 agosto 2025

Un pianeta neo-nato

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Dopo aver raccontato della nascita di un sistema solare lontano lontano, ecco che l'ESO comunica una nuova eccitante osservazione: i primi movimenti di un pianeta in formazione intorno a una stella lontana da noi qualcosa come 440 anni luce.
La stella, HD 135344B, è piuttosto giovane, visto che il suo disco di polveri e gas è ancora presente. All'interno del disco, però, grazie agli strumenti del Very Lage Telescope (il VLT), si riesce ad apprezzare la presenza di un "punto" che sta modellando grazie alle forze gravitazionali l'ambiente circostante. Secondo le supposizioni avanzate dagli astronomi, questo "punto" sarebbe un pianeta in formazione di dimensioni doppie rispetto al nostro Giove e distante dalla sua stella quanto Nettuno lo è dal Sole.
L'osservazione ha molteplici elementi di interesse. Innanzitutto c'è una questione prettamente tecnologica: grazie al VLT, ricordo uno strumento a Terra, è possibile osservare direttamente il pianeta nel corso della sua evoluzione. Inoltre si può studiare il modo in cui interagisce con l'ambiente circostante e da qui farsi un'idea su come, per esempio, Giove ha "fatto spazio" intorno a se.
Ovviamente la speranza è riuscire prima o poi a osservare processi simili per pianeti come la Terra: la sensazione, però, è che sia solo questione di tempo prima che i nostri strumenti siano capaci di qualcosa del genere.

mercoledì 18 giugno 2025

La Galassia dello Scultore come non l'avete mai vista!

In effetti la Galassia dello Scultore è un po' difficile da osservare alle nostre latitudini. Si trova, infatti, nell'area coperta dalla costellazione dello Scultore, una piccola costellazione dei cieli meridionali definita dall'astronomo francese Nicolas-Louis de Lacaille durante i due anni trascorsi a Capo di Buona Speranza proprio con lo scopo di osservare i cieli dell'emisfero australe.
In particolare la Galassia dello Scultore, classificata come NGC 253, è una galassia a spirale scoperta nel 1783 da Caroline Herschel. Nota anche come Galassia moneta d'argento o dollaro d'argento, fa parte di un gruppo di galassie gravitazionalmente legate denimonato Gruppo dello Scultore.
Ora, grazie al Multi Unit Spectroscopic Explorer (MUSE), uno degli strumenti in uso al Very Large Telescope (VLT) dell'ESO, un gruppo di astronomi è riuscito a ottenere un'immagine della Galassia particolarmente dettagliata, in cui sono presenti alcune migliaia di colori (o se preferite migliaia di sfumature dei colori a noi noti). Se dal punto di vista visivo ciò ci restituisce un'immagine spettacolare e di rara bellezza, dal punto di vista scientifico questo implica avere migliaia di informazioni relative alle stelle e ai gas presenti nella costellazione. E dunque preziose informazioni sulla sua struttura. Senza dimenticare che questa foto spettacolare è stata prodotta con uno strumento a terra e non con un telescopio spaziale!

martedì 19 luglio 2022

Il primo buconero extragalattico

Un gruppo di ricerca che, generalmente, scova i falsi positivi nella grande famiglia degli annunci delle scoperte di nuovi buchi neri, ha scoperto il primo buconero extragalattico di massa stellare. Tra l'altro, oltre alla novità per il gruppo, che, come ricorda il leader Tomer Shenar, si è riunito per la prima volta per discutere di una scoperta e non di una cancellazione, c'è anche un interessante risvolto scientifico nella comprensione dell'evoluzione dei buchi neri. La stella che dovrebbe aver generato il buco nero appena scoperto grazie al Very Large Telescope non ha lasciato alcuna traccia di se e della sua esplosione: un interessante quesito cui rispondere!