Stomachion

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mercoledì 23 aprile 2025

Matematica in pausa pranzo

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Non contento di aver seguito la collana Matematica, ho proseguito con le letture codognane recuperando Matematica in pausa pranzo, seguito del fortunato Matematica in pausa caffè. E' rimasto quasi un decennio in attesa di venire letto: evidentemente non era ancora il momento giusto per leggerlo e proprio la collana Matematica ha creato il terreno fertile per leggerlo. D'altra parte molti dei rompicapi presentati nel testo, in versione ridotta, sono stati riciclati dal buon Maurizio proprio nel corso dei suoi Giochi nei vari volumi della collana.
Ovviamente non ha molto senso soffermarsi sullo stile dell'autore, che ho raccontato in varie occasioni nel corso dei mesi precedenti. E' utile, invece, ricordare come la metafora del titolo viene declinata con una suddivisione nelle varie fasi in cui il pasto principale della giornata viene suddiviso, soprattutto nei giorni di festa: un antipasto dedicato ai paradossi, tra cui cito il paradosso di Berry, che non conoscevo (almeno non nei termini messi giù da Maurizio); i primi dedicati alle applicazioni della matematica nel mondo reale, tra cui cito in particolare il sottocapitolo dedicato alla legge di Zipf; quindi i secondi dedicati alla matematica di base, con un sottocapitolo dedicato alla serie armonica o un altro ancora al teorema di Pick; e infine il dessert ricco di curiosità come quelle dedicate alle tassellazioni del piano, al taglio della pizza o ai pancake di Bill Gates. C'è, infine, anche un digestivo, con i ringraziamenti, un paio di soluzioni e vari link di approfondimento.
Un bel libro, veloce come nello stile di Maurizio Codogno, leggero, chiaro e mai banale.

martedì 22 settembre 2020

Darwin alla prova

La metabiologia è un campo parallelo alla biologia che si occupa dell'evoluzione casuale del software artificiale (programmi) piuttosto che del software naturale (DNA).1
Questa è la difinizione di metabiologia fornita dal suo fondatore, Gregory Chaitin. Non pretendo di discutere in questa sede di un campo sostanzialmente nuovo della scienza, qualcosa che unisce matematica, informatica e biologia, ma mi sono reso conto che non ho mai realmente scritto qualcosa legato a Darwin alla prova, arrivato in Italia alcuni anni fa grazie a Codice Edizione.
Il libro, in effetti, propone al lettore un nuovo paradigma per esaminare i meccanismi alla base dell'evoluzione. Il tutto ruota intorno al problema della fermata di Turing, ovvero determinare se un dato programma informatico si fermerà in un qualche istante nel tempo oppure se proseguirà all'infinito la sua elaborazione. E' evidente come da questi pochi elementi Chaitin affronta non tanto l'evoluzione biologica, quanto quella informatica usando una sorta di automi cellulari, o di macchine di Turing algoritmiche. Alla fine il matematico cerca, forse spingendo troppo agli estremi il paragone con l'evoluzione, di mostrare come possa esistere un'evoluzione alla Charles Darwin senza la necessità di qualcuno che ne abbia deciso in anticipo le regole, o per essere più espliciti senza la necessità di un creatore.
Il maggior interesse del libro, però, a parte quello squisitamente matematico, è proprio nel tentativo, per certi versi riuscito, di raccontare gli inizi di una nuova disciplina che magari riuscirà a fornire un punto di vista nuovo e interessante sui meccanismi cui soggiace l'evoluzione stessa.
  1. Metabiology and the complexity of natural evolution ↩

giovedì 10 settembre 2020

L'orologiaio miope

L'isola dei Wuzzles, serie animata disneyana del 1985, giunta in Italia l'anno dopo, era popolata da esseri che erano la fusione di animali differenti. Vista la copertina, ci si potrebbe immaginare che sia di un genere di animali di questo tipo che ci parlerà Lisa Signorile ne L'orologiaio miope, e invece la vastità di esseri strani, tra insetti e mammiferi, che riempie il sommario hanno poco a che fare con i Wuzzles (anche se qualche esserino che sembra spuntare da quella fantastica serie c'è!) e, in alcuni casi, molto a che fare con la vita di tutti i giorni.
Dopo la lettura di questo libro, vedrete con occhi diversi non solo la vostra casa e persino il vostro stesso letto, posti dove si annidano molti più esseri viventi di quelli che genralmente vediamo sgattaiolare negli angoli bui, ma persino le scampagnate in montagna o il caffé che vi portate nel thermos per mantenrlo caldo o i luoghi dove andrete in vacanza.
E' un libro interessante, a tratti divertente grazie all'humor inglese che, per esperienze lavorative, ha ormai permeato Lisa, ma che non consiglio alle persone deboli di cuore che magari non amano insetti e serpenti: se però siete proprio curiosi, potrete saltare i capitoli corrispondenti, ma a quel punto fatevi coraggio e leggete di ragni, insetti e altri strani esseri più o meno viscidi. Il coraggio verrà ripagato dalla conoscenza sui meccanismi dell'evoluzione e anche dai capitoli dedicati a simpatici animaletti come i tardigradi o gli zibetti, anche detti civette delle palme (nonostante non siano per nulla uccelli!).

lunedì 1 giugno 2020

Agenzia Erba Volant

C'erano una volta i bei tempi dei blog, si dice in giro, anche di quelli scientifici. E tra gli animatori di "quella volta" c'era anche Renato Bruni con Meristemi. O Erba Volant. Era, riducendo all'osso, un blog di botanica, anche con un buon seguito, e per un po', quando finalmente iniziamo a utilizzare anche in Italia Researchblogging, fu anche una colonna di questo aggregatore scientifico, che è sostanzialmente morto anche nella sua versione originale in inglese.
Sto divagando: torniamo a Renato. Ovviamente l'esperienza del blog, che ha ormai abbandonato da circa un paio di anni, è stata un'ottima palestra per scrivere, in particolare libri. E' arrivato a tre e di questi l'ultimo ha come titolo proprio il blog da cui tutto, almeno per lui, ebbe inizio: Erba volant.

lunedì 2 dicembre 2019

Storie che contano: nel segno dei Vedovi Neri

I Rudi Mathematici sono un trio costituito da Rodolfo Clerico, Piero Fabbri e Francesca Ortenzio che hanno deciso di seguire le orme di Martin Gardner e dedicare parte della loro attività alla matematica ricreativa. Hanno iniziato tale meritoria operazione prima con la famosa math-zine che da il nome al gruppo e che ha iniziato le pubblicazioni nel 1999, quindi con una rubrica mensile sulle pagine de Le Scienze iniziata nel 2008. A questa rubbrica affiancano anche un blog che è una delle colonne del Carnevale della Matematica.
Di tutta questa loro attività (e poi c'è qualcuno che dice in giro che quello che scrive tanto sarei io!) spiccano, in particolare, due sottogeneri: le biografie e i problemi matematici. Ed ecco, allora, la geniale idea: per il loro Storie che contano edito da Codice edizioni il formidabile trio matematico ha pensato bene di unire questi due cavalli di battaglia condendo il tutto con un po' di sana reinterpretazione artistica della materia. I tre autori, infatti, hanno scelto 8 figure di spicco della matematica e della fisica mondiali prese dagli albori della disciplina fino ai giorni nostri, affiancando loro altri protagonisti più o meno noti della storia, pur non avendo a disposizione alcuna fonte attestante che tali illustri personalità si siano mai incontrate, o, nella migliore delle ipotesi, si siano incontrare esattamente in quelle circostanze. L'idea, ovviamente, è quella di approfondire la personalità degli uomini e delle (poche) donne che hanno fatto la storia della matematica attraverso una descrizione che sia la più coerente possibile con i caratteri dei personaggi stessi, condendo il tutto con un rompicapo matematico che i tre Rudi invitano il lettore a risolvere prima di proseguire con la lettura di ciascun racconto.
D'altra parte ognuno degli 8 testi di cui è costituito il libro, decisamente molto snello e leggero, è un racconto a se stante, e quindi si può leggere Storie che contano con l'ordine che più si preferisce, visto che anche la matematica necessaria per risolvere i rompicapi non è eccessivamente complicata né legata a conoscenze presenti in altri racconti del libro.

venerdì 10 novembre 2017

Essere umani

Alla domanda su "chi siamo?" prova a rispondere, in maniera apparentemente sorprendente Essere umani di Brian Christian, poeta e vincitore del titolo di "umano più umano" nel 2009.
Un'indegna introduzione
La storia inizia con il premio Loebner, una competizione internazionale tra intelligenze artificiali indetta e finanziata da Hugh Loebner. L'idea del premio nasce dal gioco dell'imitazione ideato da Alan Turing, meglio noto come test di Turing, cristallizzatosi su una formula non troppo diversa da quella proposta dal matematico britannico. Alcuni giudici, infatti, chattano per cinque minuti con un utente che non possono vedere e danno a ciascuno una sorta di livello di umanità. Alla fine vengono assegnati due premi, uno al bot risultato più umano e l'altro all'... umano più umano. In Essere umani Brian Christian racconta della sua esperienza e di come si è preparato per la sua partecipazione, di fatto realizzando una ricerca su ciò che ci rende umani.
In ultima analisi, ciò che mi ha stupito di più del libro di Christian è come, utilizzando il semplice obiettivo di dimostrarsi umano durante il test di Turing, ci si avvicini a vari aspetti più o meno connessi tra loro, come l’intelligenza, il linguaggio, la compressione delle informazioni.
I bot come terapisti
Il cuore del Premio Loebner, il moderno test di Turing, sono le ricerche sui bot. Questi sono essenzialmente dei programmi di chat (da cui il nome più preciso di chatterbot) che dialogano con gli utenti cercando di simulare degli esseri umani nel modo migliore possibile.
Il primo software di questo genere fu ELIZA, sviluppato nel 1966 da Joseph Weizenbaum. A partire da ELIZA i bot si sono sviluppati sempre di più, riuscendo ad avvicinarsi in molte occasioni al superamento del test di Turing. L'osservazione più interessante sull'argomento è che una delle principali applicazioni dei bot è nell'ambito dell'assistenza psicologica: un bot, infatti, si rivela un terapista migliore di un essere umano!
Ovviamente di possibili applicazioni se ne possono immaginare moltissime, dall'ambito letterario (vedi, ad esempio, Le argentee teste d’uovo per un'interpretazione umoristica della vicenda), a quelli politico, giornalistico e così via. E ci si aspetta che potrebbero tranquillamente affrontare qualunque genere di lavoro, almeno nel momento in cui li si dota di corpi adatti a qualunque scopo.
Certo c'è da dire che il vantaggio dei bot che hanno partecipato al premio Loebner, e in fondo di un po' tutti i bot che circolano in giro, è la loro specializzazione. I bot del premio devono convincere i giudici che sono esseri umani, un compito leggermente più semplice che esserlo sul serio, proprio grazie alle possibilità che concede lo studio del linguaggio. Una delle caratteristiche di questi bot, però, è una qual certa mancanza di creatività, non solo relativamente alla gestione della conversazione(1), ma anche nella capacità di cambiare argomento all'improvviso o in base agli spunti dell'interlocutore.
Questo, però, ci porta dritti alla delicata questione della progettazione di un'intelligenza artificiale e quindi a uno dei pionieri nel campo, Claude Shannon, che ha tra l’altro anche contribuito allo sviluppo teoria matematica della crittografia.

martedì 24 maggio 2016

Paradossi, giochi e altro in pausa caffé

La lettura di Matematica in pausa caffé di Maurizio Codogno, motore del Carnevale della Matematica, è indubbiamente veloce, rilassante e divertente. Ho iniziato a leggere il volumetto sul Freccia Rossa che stava riportando, mia sorella e me, dal Salone del Libro di Torino a Milano. Un viaggio di un'ora circa, che però non è stato sufficiente per finirlo (la lettura effettiva sul treno, però, non è stata di un'ora, ma meno), per cui non chiedetemi una stima di quanto sia veloce leggere Matematica in pausa caffé (sebbene dopo aver letto il libro chiunque dovrebbe essere in grado di avere un'idea su come stimare grandezze a piacere!): vi basti sapere che non dovrebbe impegnarvi così tanto tempo e soprattutto vi fornirà una serie di interessanti argomenti di discussione, da utilizzare in ogni occasione, sia davanti al distributore del caffé, come suggerisce il titolo, sia in una serata tranquilla con gli amici, sia per animare una conferenza sonnacchiosa.
Non mi metto a esaminare qualcuno dei giochi o dei paradossi che Maurizio propone ai suoi lettori: sono molti e tutti trattati in maniera rapida seppur sufficientemente completa, con una ricca sitografia e bibliografia posta nell'appendice del volume. D'altra parte qualcuno di quelli verrà nelle prossime settimane riproposto in maniera sprint qui (e forse uno sul Cappellaio Matto), per cui ciò che mi resta da scrivere è che è in lavorazione un seguito, Matematica in pausa pranzo, di cui è da poco terminata la bozza zero.
Lettura consigliata per tutti gli amanti della matematica, ma anche per chi vuole provare a rendere questa affascinante disciplina un po' meno oscura!

venerdì 26 luglio 2013

Tavola 50

Sono sempre stato convinto che chiunque sia in grado di scrivere un fumetto. Anche un buon fumetto è alla portata di tutti. Già scrivere un bel fumetto (che è qualcosa di più di un buon fumetto) è più difficile. Scrivere un capolavoro è impresa che richiede tempo, più che difficoltà (o se preferite la difficoltà sta nel tempo richiesto), per raffinare le proprie qualità di scrittura e il proprio stile. La vera difficoltà è saper utilizzare la scienza, sia nel caso di una storia realistica, sia nel caso di una storia fantastica, perché devi conoscerla, almeno un pochino. Ciò che però è sommamente difficile è scrivere della buona divulgazione in forma fumettistica. O è incredibilmente semplice quando sai da che parte iniziare: la scienza!

Pagina della sceneggiatura di "Cosmicomic" pubblicata su FB e segnalata da Amedeo

domenica 19 maggio 2013

Gli uomini che scoprirono il Big Bang

Ieri, con mia sorella e un altro paio di amici, siamo andati al Salone del Libro di Torino. Girando più o meno a casaccio tra i padiglioni del Lingotto, sono capitato allo stand di Codice edizioni e, al momento di pagare, sul banco, noto un volantino che pubblicizza la nuova iniziativa editoriale dell'editore, un libro intitolato Cosmicomic. Gli uomini che scoprirono il Big Bang:
1964, Holmdel, New Jersey. Mentre mettono a punto un'antenna, due giovani radioastronomi captano un fastidioso e onnipresente rumore di fondo di cui non riescono a darsi una spiegazione. Inizia così un'investigazione che li porterà a ripercorrere a ritroso mezzo secolo di storia della scienza, tra scoperte sensazionali e intuizioni ingiustamente trascurate, seguendo le tracce di scienziati noti e meno noti: dai mostri sacri Einstein e Hubble al prete-scienziato Lemaitre, dal dissacrante Gamow all'eretico Hoyle. Ognuno di loro ha intravisto un pezzo della soluzione, ma nessuno è riuscito a ricostruire il quadro completo. E mentre la storia si dipana, prende corpo la possibilità che dietro un banale ronzio possa nascondersi qualcosa di molto più importante, la risposta alla domanda che l'umanità si è posta fin dalla sua infanzia: come e quando è iniziato tutto quanto?
In effetti Cosmicomic è un romanzo a fumetti che prevede la presenza di due autori: uno è il disegnatore, Rossano Piccioni, che dalle immagini presenti nel volantino propone uno stile e un tratto che ricordano da una parte Leland Myrick (che con Jim Ottaviani ha realizzato Feynman, la cui recensione sto ritardando per motivi disparati...), dall'altra Guy Davis, disegnatore, tra gli altri, del Sandman Mystery Theatre. Lo scrittore, invece, è Amedeo Balbi, conosciuto un paio di anni e mezzo fa in quel di Frascati in occasione dell'edizione 2010 di Comunicare Fisica.
Il volume (di almeno 144 pagine, a quanto pare), uscirà a ottobre, quindi ancora ci vuole un po' di tempo, ma nel frattempo inizio a fargli un po' di pubblicità, visto che altre piccole anticipazioni sono uscite anche in questa intervista di Vittorio Bo per il Corriere.