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domenica 9 gennaio 2005

Vita su un altro pianeta (omaggio ad Eisner)

Vorrei fare un piccolo omaggio ad Eisner, pubblicando un estratto di un articolo che ho realizzato per Wikipedia e che ho inserito oggi on-line:

Mio Dio! Questo significa che è... un segnale! Può essere soltanto di origine biologica... una forma di intelligenza... come la nostra... proveniente dallo spazio!

Tra tutte le opere di Eisner, Vita su un altro pianeta è un'opera doppiemente particolare, almeno per l'Italia. Pubblicata per la prima volta nel 1978, arriva nel nostro paese, grazie alla Kappa Edizioni, solo nel 2004, presentando un Eisner al massimo della maturità non solo grafica, ma anche narrativa.
Strutturata in otto capitoli, la narrazione, da un incipit fantascientifico, prosegue con una narrazione veloce ed appassionante tipica delle migliori spy story e dei polizieschi più interessanti, alternando, graficamente, tavole con più vignette, a volte col bordo, spesso sfumate una nell'altra, a splash page di grande effetto e sempre con la solita attenzione nel disegnare le espressioni o nel presentare i dettagli fondamentali nella comprensione e nella lettura della storia.
La premessa alla storia, necessaria per un minimo di comprensione della vicenda che successivamente Eisner si appresterà a narrare: la NASA, con le sonde Pioneer 10 e 11, ha cercato di mettersi in contatto con eventuali nuove forme di vita intelligente. Questa ricerca, fatta con osservatori sulla Terra, era iniziata già nel 1950 con l'osservatorio radioastronomico di Greenbank nel West Virginia. Successivamente altri paesi (Canada, Unione Sovietica) cercarono di mettersi in contatto con gli alieni, ma la ricerca continua ancora oggi.
Il segnale
La storia di Eisner, però, si basa su un segnale proveniente dalla stella Barnard, che già il 30 Maggio del 1916 mostrò un insolitamente rapido spostamento. Negli anni successivi numerosi segnali, dalla natura insolita, attirarono l'attenzione dei ricercatori: non è pertanto assurdo che l'inusuale segnale che viene raccolto da due ricercatori, Malley ed Mark Argano, nell'osservatorio radioastronomico di Mesa in New Mexico provenga proprio dalla stella Barnard. I due hanno, però, il torto (o la sfortuna) di rivolgersi a Cobbs della sala tracciati, che esaminando il segnale suppone che possa provenire da un pianeta che orbita intorno alla stella Barnard, a circa dieci anni dalla Terra, non più grande della Luna. Cobbs, però, si rivela essere una spia dell'Unione Sovietica, Zorky, che prontamente avvisa la propria ambasciata.
(continua...)

La storia, quindi, prosegue con i ritmi della spy story, come detto, e racconta di come un astrofisico, Bludd, venga gettato nella mischia, in un mondo di spie e controspie, in cui gli interessi economici e politici fanno di una corsa idealistica verso un nuovo pianeta una lotta intestina tra terrestri per vedere chi sfrutta meglio la vicenda.
In definitiva, ancora una volta, la storia è solo un pretesto, per Eisner, di mostrare i difetti e gli errori e le difficoltà di essere umani. In definitva è probabilmente la migliore storia di Eisner che io abbia mai letto.

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