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lunedì 21 febbraio 2005

Storie d'Italia

Questa mattina, superate le greggi di pecore che si dirigono, con scarso sguardo verso avanti, al loro malvisto pascolo, giunto sul bus che mi avrebbe portato all'università - nell'ufficio dove sto provando a prepararmi per l'ignoto mondo della ricerca - come ogni mattina, dicevo, salgo sul bus ed inizio con le solite riflessioni.
Alcune notize e letture recenti mi portano verso un pensiero che poco c'entra con cornetti, latte e cioccolato, che sono già di per sé una buona colazione: in Portogallo, nelle recenti elezioni, il centro destra è stato battuto dall'opposizione, il Partito Socialista! Vediamo invece in Italia: dopo noti fatti, avvenuti alcuni decenni fa, il Partito Socialista è crollato per lo scandalo delle tangenti in politica (finanziamenti di privati, laddove era invece vietato dalla legge); successivamente, dopo alcuni sconvolgenti eventi nazionali (come la nascita di nuovi movimenti) sorgono ben due nuovi partiti socialisti, uno nel centro sinistra, l'altro nel centro destra. Ora, non si sa perché, non riescono a riunirsi, nemmeno nel nome di ideali, che, si suppone, siano comuni.
Nel frattempo, dopo la caduta del muro, il Partito Comunista decide di cambiare nome, identità, faccia, ma poiché siamo italiani, adesso esistono ben due partiti comunisti, ed anche loro non sembrano intenzionati a riunirsi!
Dulcis in fundo il Partito Repubblicano, che negli Stati Uniti è considerato di destra ed è attualmente al potere, in Italia sta col centro sinistra (almeno fino alle ultime notizie!), il tutto senza dimenticare il grande centro che, sempre dopo gli eventi di tangentopoli, si è disgregato in una serie di piccoli partiti di centro, sparsi in giro per le due coalizioni, e che ogni tanto dicono: vogliamo riunirci, vogliamo riunirci, proviamoci almeno.
Mi chiedo? Perché ciò non avviene? Perché non si riuniscono e non iniziano a semplificarsi(ci) le idee?

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