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lunedì 3 maggio 2010

La paura che cancella i ricordi

Sentì un fruscio e alcò il volto. Si asciugò le lacrime con la mano sinistra e si alzò velocemente. Senza accorgersene indietreggiò di un passo verso la parte opposta da cui veniva il rumore.
Apparve tra i cespugli un ragazzo con la divisa scolastica... Hiroki Sugimura (maschio numero 11). La giacca e la camicia non avevano la manica destra, il braccio era nudo. Del sangue si era diffuso dalla benda bianca sulla sua spalla. Il colore era roseo a causa della pioggia. E in mano aveva... una pistola.
Hiroki aprì leggermente la bocca. Ma Kayoko vedeva solo due occhi in un volto ricoperto di fango. Due occhi che brillavano ferocemente.
Sentì un profondo terrore. "Perché non mi sono accorta che qualcuno si era avvicinato così tanto... perché...?"
- Kayoko...
Lei strillò e si girò per scappare. Si infilò tra i cespugli. Non le importava che i rami e le foglie graffiassero il suo volto e strappassero i suoi capelli, non le importava neanche inzupparsi di pioggia. Voleva soltanto scappare. "Se non scappo... mi ucciderà!"
(...)
Kayoko strinse i denti. Non voleva. Ma doveva farlo. Lui stava cercando di ucciderla.
Facendo forza sulla gamba destra, si fermò di colpo. E si girò. Aveva già puntato la pistola con due mani. Aveva già tolto la sicura di cui aveva letto nelle istruzioni. C'era scritto che bastava solo premere il grilletto, senza alzare il cane, per sparare. L'unico problema era... se sarebbe veramente riuscita a usare un aggeggio del genere.
Sulla strada, a sette o otto metri da lei, Hiroki Sugimura si era fermato con gli occhi spalancati.
E' troppo tardi. Pensavi che non fossi in grado di spararti?"
Kayoko allungò bene le braccia e premette il grilletto. Sentì il rumore secco dello sparo e un piccolo fuoco uscì dalla bocca della pistola. Le sue braccia sobbalzarono per il rinculo. Al di là della pistola vide che il grande corpo di Hiroki si girava mentre cadeva all'indietro, col viso rivolto al cielo.
(...)
Inginocchiandosi per terra pianse, coprendo il corpo di Hiroki. Lei era amata... Hiroki l'aveva cercata seguendo solo il suo sentimento, in un luogo pericoloso, in cui chiunque avrebbe potuto attaccarlo. Quanto doveva essere stata difficile quella impresa. Doveva aver combattuto. Per questo... proprio per questo lui aveva ferite... sul fianco e... sulla spalla. Solo per trovarla. "No..." I singhiozzi di Kayoko si fermarono per un secondo. "Sono stata proprio io ad attaccarlo." Alla fine, giusto nel momento in cui lui era riuscito a raggiungere il suo obiettivo. Serrò fortemente gli occhi e pianse di nuovo. "Hiroki mi amava... come io desideravo dichiararmi a 'quel ragazzo', anche Hiroki pensava a me e mi cercava. C'era un ragazzo che mi amava così tanto nella nostra classe. E nonostante ciò... io..."
Improvvisamente si ricordò una scena. Durante l'orario di pulizia, quando lei puliva la lavagna con un panno bagnato e non riusciva ad arrivare in alto, Hiroki le aveva detto:
- Sei piccina, Kayoko.
E subito dopo si era fatto dare il panno e aveva pulito dove lei non arrivava.
Proprio ora se ne era ricordata.

(da Battle Royale di Koushun Takami, trad. Tito Faraci)

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