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venerdì 10 agosto 2012

Ritratti: Mary Winston

La prima donna che sappiamo ruppe l'egemonia maschile nella scienza, che nell'antichità era sostanzialmente costituita dall'astronomia e dalla matematica, fu Ipazia (Hypatia) di Alessandria. Nonostante il suo lavoro venne in larga parte distrutto durante una serie di guerre civili religiose, quelle stesse che ne causarono la morte, noi oggi siamo riusciti, grazie al crescente interesse degli storici sulla sua figura, a conoscere molti dettagli sulla sua vita, rendendola di fatto il simbolo della scienza in generale e delle scienziate in particolare.
Ipazia fu, dunque, solo la prima di una lunga serie di scienziate (fisiche, matematiche, chimiche, biologhe, ...) tra una delle più note è sicuramente Emmy Noether, che ha dato nome a un importante teorema della fisica, o la nostra Gaetana Agnesi che ha dato nome a una curva di cui ha contribuito a dedurre le proprietà. Da questo elenco, folto ma non numeroso quanto quello dei matematici maschi, oggi estraggo la matematica Mary Frances Winston, la prima statunitense ad ottenere un Ph.D. in Europa, presso la prestigiosa Università di Gottinga.
Nata il 7 agosto del 1869 a Forreston, Illinois, da Thomas Winston, un medico di campagna nato in Galles e trasferitosi con la famiglia in giovane età(4), e da Caroline, che la istruì durante i suoi primi anni, andò a vivere, all'età di 15 anni, con il fratello maggiore, che si era iscritto all'Università del Wisconsin, la stessa dove, nel 1889, Mary si laureò in matematica(1, 2).
Per i due anni successivi lavorò al Downer College di Fox Lake, sempre nel Wisconsin, come insegnante di matematica e successivamente ricevette una fellowship (una sorta di assegno pre-dottorato) per studiare al Bryn Mawr College con Charlotte Scott, dove rimase fino al 1892, anno durante il quale si trasferì all'Università di Chicago. Fu qui che, nell'estate dell'anno successivo, incontrò una delle massime autorità del tempo per quel che riguarda la matematica: Felix Klein. Fu uno dei due incontri fortunati di Mary, perché fu proprio Klein che le chiese di venire a Gottinga a lavorare con lui(2)!
L'offerta era certo allettante ma non si sarebbe concretizzata senza un po' di aiuto, in particolare da Christine Ladd-Franklin, una di quelle donne che hanno speso buona parte della loro vita ad aiutare altre donne per sviluppare il proprio talento o avere la possibilità di concretizzare i propri progetti, oltre ad essere la prima donna statunitense ad ottenere un PhD in matematica negli Stati Uniti(5). Fu grazie ai suoi fondi, 500 dollari, che Mary riuscì ad andare in Germania, dove, una volta giunta, ricevette successivamente anche uno European Fellowship da parte della Association of Collegiate Alumnae(1).
A Gottinga Mary non era l'unica donna: erano, infatti, ospitate anche la matematica britannica Grace Chisholm e la fisica statunitense Margaret Maltby(1). Non era un caso che tutte e tre non fossero tedesche. Come infatti ricorda Judy Green(5), in quel tempo c'era una sorta di battaglia politica tra il Ministro della Cultura prussiano, abbastanza favorevole all'introduzione delle donne in Gottinga, e il rettore dell'università che era, invece, contrario. Alla fine si arrivò a un compromesso: ammettere donne straniere(5).
Atal proposito Klein ebbe a dire:
Mathematics had here rendered a pioneering service to the other disciplines. With it matters are, indeed, most straightforward. In mathematics, deception as to whether real understanding is present or not, is least possible.(5)
Il lavoro a Gottinga venne coronato dalla discussione della tesi di dottorato (Über den Hermiteschen Fall der Laméschen Differentialgleichungen(7), supervisore: Felix Klein) nel 1896 e dalla pubblicazione, l'anno precedente, su Mathematische Annalen vol. 46, di un articolo sulle funzioni ipergeometriche.
Queste funzioni ipergeometriche sono, in effetti, delle serie ipergeometriche, visto che sono definite proprio a partire da una serie: \[F (a,b,c,z) = \sum_{n=0}^\infty \frac{(a)_n (b)_n}{(c)_n} \frac{z^n}{n!}\] dove $|z| < 1$, $c \not= 0, -1, -2, \cdots$, \[(q)_n = ...\] Il primo a sviluppare la teoria per questo genere di funzioni fu Bertrand Riemann e proprio dal lavoro di quest'ultimo (e non poteva essere diversamente, visto che Gottinga era stata la sua università) Mary determinò un nuovo caso speciale all'interno della famiglia delle $P$-funzioni di Riemann, a loro volta delle particolari funzioni ipergeometriche le cui caratteristiche sono determinate dalle proprietà dei loro coefficienti. Ed è proprio con i coefficienti che Mary ha giocato ottenendo una condizione particolare necessaria per ottenere delle $P$-finzioni(6).
Con il suo PhD è connesso, comunque, un fatto curioso: per una serie di problemi, dovuti anche al fatto che negli Stati Uniti, all'epoca, era impossibile stampare i simboli matematici, dovette attendere il 1897 per ottenere ufficialmente il diploma, anno della pubblicazione in Germania della sua tesi(1)!
Tornata in patria prima insegnò nella scuola superiore di St. Joseph, Missouri, e dopo l'arrivo del diploma da Gottinga divenne professore di matematica del Kansas State Agriculture College, in un dipartimento che contava Mary come unico componente(1). Nel 1900, con il consolidarsi della sua posizione, sposa il collega matematico dell'Università del Kansas Henry Byron Newson, col quale ebbe tre figli. Purtroppo la tragedia era dietro l'angolo: Henry morì nel 1910 a causa di un attacco di cuore(1). Il momento fu difficile anche perché Mary era disoccupata. Questa situazione costrinse la giovane vedova ad abbandonare la ricerca e dedicarsi all'insegnamento presso il Washburn College di Topeka: la decisione era motivata dalla relativa vicinanza con Lawrence, dove si erano trasferiti i genitori, così da avere un aiuto con i bambini(5). Lascò Washburn nel 1921 per andare all'Eureka College come professore di matematica fino al 1942(1). I motivi dello spostamento non sono semplicemente dovuti all'avanzamento di carriera (a Washburn era semplice assistente), ma anche a causa di un appoggio politico non molto gradito dagli ambienti accademici(2).
Ad ogni modo, nonostante la poca attività di ricerca svolta, Mary venne saltuariamente consultata, insieme con il figlio Henry Winston Newson, fisico sperimentale di una buona fama che collaborò anche al Progetto Manhattan, sugli aspetti matematici del suo lavoro in fisica nucleare(1).
Tra i riconoscimenti vanno ricordati: l'associazione alla American Mathematical Society nel 1896; charter member della Mathematical Association of America; presidente della Kansas Association of Teachers of Mathematics; chairperson per la Eureka branch of the American Association of University Women; premiata nel 1940 presso il Women's Centennial Congress come una delle 100 donne che hanno ottenuto posizioni che non sono state aperte alle donne nei 100 anni precedenti(1).

(1) Mary Frances Winston Newson at Agnes Scott College
(2) Mary Frances Winston Newson at Wikipedia
(3) Mary Frances Winston Papers: Biographical note
(4) dal blog del nipote Dorian Winston
(5) Judy Green. How many women mathematicians can you name?. Math Horizons Vol. 9, No. 2 (November 2001), pp. 9-14 (pdf)
(6) Winston, F.M. (1895). Eine Bemerkung zur Theorie der hypergeometrischen Function, Mathematische Annalen, 46 (1) 160. DOI: 10.1007/BF02096208 (Göttinger Digitalisierungszentrum | Academic Search | versione in inglese)
(7) On the Hermite case of the Lamé differential equations (Sul caso hermitiano delle equazioni differenziali di Lamé).

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