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domenica 31 ottobre 2004

18. Earth Mope

La ripresa spirituale dopo la guerra ha concesso un barlume di luce... ma il fatto che sia rappresentata come una stella indica che è ancora minuscola e circondata dalle tenebre.
Sono le tenbre degli atroci eventi
Della strada oscura del secolo venti,
In cui spicca un orrare osceno, corrotto,
A lume di Luna, la carta diciotto.

Illustra la carta l'oscura ora
Più aspra per l'uomo, pria dell'aurora.
Hiroshima, Auschwitz, ogni sciagura,
Ogni tirannide la luce oscura.

Tutti i tarocchi hanno un ordine arcaico
Corrispondente all'alfabeto ebraico
E Questa carta lunare specifica
Corrisponde a qoph, che "nuca" significa.

L'inconscio dell'uomo è così sottinteso,
Il suo lato illogico, oscuro, incompreso.
Della Luna vediam la faccia più oscura,
Gli inferi d'Ecate, della paura.

Regna il dolore per più d'una decade
Nell'incubo tertro del regno di Ecate.
Aumentan le testate nucleari
Ai suoi raggi esangui, crepuscolari.

Sull'uomo una nube di dubbio è sospesa:
Si spegnerà la sua fiamma, appena accesa?

L'uomo pensa alla fine sempre più spesso.
Lo stesso pianeta sembra

(da Metaphore, di Alan Moore e J.H.Williams III, su ABC#13, ed.Magic Press, trad.Leonardo Rizzi, il grande!)

(trad. titolo: la depressione della terra)

(nota: per i colori vedi Promethea)

sabato 30 ottobre 2004

I grandi (2)

Mafalda: Hai visto il sacco di problemi che c'è nel mondo, Felipe? Non lo so, ma ho l'impressione che gli adulti abbiano una voglia matta...
Felipe: Una voglia matta? Di che cosa?
(il babbo di Mafalda passa fischiettando con un vaso in mano)
Mafalda: Di scaricare quel sacco sulle nostre spalle!
(Quino)

venerdì 29 ottobre 2004

Gentilezze

Antonello Venditti dal premio Tenco di Sanremo non le manda a dire al mondo dell’industria del disco (qui per approfondire)
Se leggete l'articolo (sulla Gazzetta del Sud odierna c'è anche un articolo più esteso) potrete notare come certamente tal Venditti non solo non le manda a dire, ma è anche molto più gentile che non con i calabresi.
A volte capita a tutti di sbagliare...

giovedì 28 ottobre 2004

Rivestirsi a nuovo

Ogni tanto fa bene rivestirsi a nuovo. Anche se non aiuta in quello che dobbiamo fare, ma certamente distrae, aiuta ad allontanarsi per un attimo dalle difficoltà e dalle delusioni di ogni giorno.
Saluti, e votate Elisa!

giovedì 21 ottobre 2004

17. Map O' Ether

Siamo arrivati al ventesimo secolo e il sogno di un'utopia industriale è tramontato tra le fiamme della prima guerra mondiale.
Allora, cosa viene dopo la torre?
Le torri dell'uomo crollan nel fuoco.
Il cuore si spezza ma impara in quel poco
Quanto non mai, pesto, col sangue in testa,
Tra le rovine di quello che resta.

Per un mondo sfregiato e semivivo
Lo spirito è un balsamo semivivo.
Nel buio dell'uomo, luce promette
La stella, ovvero carta diciassette.

All'indoman del cruento conflitto
L'uomo anela a un più sacro tragitto.
In un mondo in lutto di vite in tumulto,
Nasce la fede, è chiar, nell'occulto.

Gli angeli di Mons; la teosofia;
Le fate di Cottingsly in fotografia;
I riti che la Golden Dawn conduce;
Brevi visioni di lontana luce.

Muore il materialismo e le sue ossa,
Pur giovanili, riposano in fossa.
Gli uomini, stanchi di mappe di guerra,
Esploran la realtà dell'altra Terra.

Rivelan le scienze occulte il confine
Tra le cose umane e quelle divine,
Tracciano coste spettrali del paradiso,
Il profilo cangiante del loro viso.


(da Metaphore, di Alan Moore e J.H.Williams III, su ABC#13, ed.Magic Press, trad.Leonardo Rizzi, il grande!)

(trad. titolo: la mappa dell'etere)

(nota: per i colori vedi Promethea)

sabato 16 ottobre 2004

Il cerchio della vita

Nascere, innamorarsi, fare figli, morire.
Noi del congresso monarchico abbiamo deciso di adottare il vecchio stile di vita, che salvaguarda il ciclo naturale.

(Konig, l'orso di pezza della regina di Marte Limeira, da Alita - Last Order #6, di Yukito Kishiro)

martedì 12 ottobre 2004

16. Metro-heap

Quindi il rinascimento ha introdotto l'età della ragione, che ha sostituito lo spiritualismo con il materialismo.
Sarà stato allora che i programmi umani sono cambiati dall'idea di un cammino spirituale a un progresso fisico quantificabile...
E' nostra opinione che sia naturale.
Il mondo della realtà materiale
Doveva crescere in beni e sapienza
Prima di pensare ad una coscienza.

Ma senza un'anima da contrappeso,
Il fine a cui il materialismo è proteso
Nel fior dell'industria si può trasporre:
La sedicesima carta, la torre.

Come Babele che non toccò il cielo,
Ogni torre dell'uomo crolla in sfacelo.
Un fulmine scende dal cielo splendente
E ricorda che c'è un solo onnipotente.

Il materialismo in ascesa globale
Crolla per la prima guerra mondiale.
La saetta scoppiata sui cieli d'Europa
Dà all'ideale di industria un colpo di scopa.

Il suo epico sogno, il suo grande piano,
"La scienza al servizio del genere umano",
Muore come predetto da ogni Cassandra,
Tra il filo spinato e il fango di Fiandra.

La società industrial perde la testa
Nella ferocia di quella tempesta.
Saette di guerra dalle azzurre volte
Fanno crollar le città, nel fumo avvolte.


(da Metaphore, di Alan Moore e J.H.Williams III, su ABC#13, ed.Magic Press, trad.Leonardo Rizzi, il grande!)

(trad. titolo: balzo metropolitano)

(nota: per i colori vedi Promethea)

lunedì 11 ottobre 2004

Il vestito buono dell'imperatore

Il fax si lamenta mentre gli impulsi elettrici viaggiano a velocità luce. L'atmosfera intorno si fa tesa in attesa della risposta di colui che tutto decide con un semplice atto della propria mente.
E la parola si fa reale...

- La Verità è una bugia patologica ben documentata. Invariabilmente salta fuori che è la Narrativa che indossa un bel vestito.

Questo disse il sommo. Queste le parole scritte che l'essere della quarta dimensione lesse sul tomo della vita. E quando tali parole si formarono nella sua quadri-mente, decise che l'entità della terza dimensione dovesse per tutti chiamarsi Alan Moore.
E in quel momento il sommo iniziò ad esistere.

domenica 10 ottobre 2004

Contenti e felici...

...sono quei lettori e naviganti di Excite Musica che hanno commentato, malamente, l'uscita dell'ultimo singolo di Elisa, la brava cantante di Gorizia.
Si potrebbe dare ragione a qualcuno che dice che Elisa fa sempre la stessa musica (ma in fondo vorrei vedere cosa farebbe lo stesso commentatore se dovesse presentarsi al pubblico, quali scelte farebbe: forse avrebbe il coraggio di snaturare le proprie passioni e presentare, male, musica che non gli piace?), si potrebbe dare ragione anche a chi la accusa di scarsa originalità (ma poi bisognerebbe ricordare che l'originalità, nella musica, è stata dimenticata da un pezzo e viene oggi ridotta alla semplice riscoperta di atmosfere musicali di epoche apparentemente passate di moda, e in questo senso Pearl days promette di essere uno dei CD più originali in giro), ma quello che non può assolutamente andare bene è l'attacco gratuito ad una persona che per quanto ti stia antipatica, non conosci: è un pò come condannare una persona di omicidio senza sapere nemmeno se ci sono prove a suo carico o, come nel primo episodio di Senza Traccia di ieri sera, marchiare un arabo di terrorismo solo per la sua provenienza e perché, come un qualsiasi tifoso, ha detto che uno stadio andrebbe demolito solo per ricostruirlo per migliorare l'accoglienza della gente e la visione dello spettacolo.
Non capisco proprio perché si debba attaccare così gratuitamente una persona che semplicemente ed umilmente prova ogni giorno a proporre le sue passioni ed il suo stile senza dare mai nulla per scontato: nemmeno quell'amore dei suoi fun, che per fortuna resta immutato!

Uomini e donne...

Zia Scoiattola: Noi donne ci sacrifichiamo! Tiriamo su i bambini! Facciamo le schiave in cucina! Puliamo le schifezze di voi uomini! E voi ci trattate come fossimo spazzatura!
Pogo: Ma tu sei una giovane vedova! Hai alle spalle poche primavere e poche estati, e non hai figli. Come puoi andare avanti a dire...
Zia Scoiattola: Hai ragione, Pogo, dolcezza... come posso andare avanti? Ah, giubilo! Se tutti gli uomini fossero comprensivi come te, Pogo... disposti ad aiutare una vedova sposandola e trasportandola in un sogno d'amore... Pogo, sei un tesoro!
Pogo: Sfortunatamente io non sono quel tipo di uomo...
Zia Scoiattola: Farabutto!
(E Zia Scoiattola lancia un sasso, che colpisce Alberto e Beauregard)
(da Prigioniero d'amore, su Pogo, 51° volume della serie I Classici del Fumetto di Repubblica, trad. Marco M.Lupoi, Bruno Cavallon)

venerdì 8 ottobre 2004

Classici del Fumetto Serie Oro: Zio Paperone

Immagine di Zio Paperone, La dinastia dei PaperiOggi, insieme a La Repubblica c'era il terzo volume della serie dei Classici del Fumetto: serie Oro, dedicato a Zio Paperone.
Il volume ristampa per intero La Saga di Paperon de Paperoni, sia le dodici storie di Don Rosa pubblicate tra il 1994 e il 1995, sia le Appendici (almeno una parte di esse), ovvero quegli episodi che, a causa della brevità della Saga, non potevano essere approfonditi in quella sede.
Dopo un'introduzione (filosofica) di Luca Raffaelli, inizia la sezione seria della parte redazionale, ad opera di Luca Boschi: dopo la sezione sullo stile dell'autore del Kentucky, che probabilmente è stata corretta per uniformarsi allo stile dei volumi precedenti, nella sezione Dietro le chine finalmente si legge il solito Boschi, con un lungo articolo di tre pagine che certo non è sufficiente a supportare la lunghezza della storia, ma che è decisamente la parte più interessante tra i redazionali del volume. I redazionali si chiudono, quindi, con una biografia di Don Rosa e sono corredati da illustrazioni dello stesso Don, che fa la parte del leone, e da altri artisti Disney, tra cui si riconoscono Roberto Santillo, G.B.Carpi, Giorgio Cavazzano, Marco Rota.
Quindi il volume è completato dalle copertine statunitensi della Saga (tutte di Don) e da quelle italiane (di Rota) e dalle illustrazioni che l'artista milanese ha realizzato per le quarte di copertina di Zio Paperone, anche se le didascalie sotto le illustrazioni non sono tutte corrette.
In definitiva un buon volume, che presenta delle splendide storie, con dei buoni redazionali, ma nel complesso non al livello dei volumi e delle pubblicazioni cui ci ha abituato la Disney Italia in questi anni, almeno restando al reparto collezionisti.

martedì 5 ottobre 2004

15. The mop hera

Non capisco. Se il rinascimento è stato una boccata di ossigeno per la cultura, come mai la prossima carta è il diavolo?
Tutto dipende da qual senso si imparta
Al diavolo, la quindicesima carta.

Vi è un pentacolo sopra al satanasso
Con quattro punte in alto e una in basso.
Si elevan le pareti della materia,
Mentre lo spirito giace in miseria.

Il mondo di spirito, immateriale,
Noi escludiamo da ciò che è reale.

Così satana porge a Cristo, in offerta,
Le ricchezze del mondo su una coperta.
Il diavolo è, nel suo trasformismo,
L'atroce miraggio del materialismo.

Così, nella luce del rinascimento,
L'età dei lumi ha il suo fondamento.
Ora il razionale su tutto regna,
La scienza ascende, Dio è in consegna.

Blake chiamò l'ascesa del materialismo
"Il sonno di Newton", con un eufemismo.
Questo dona al mondo un ricco cammino,
Ma acceca gli uomini su quel che è divino.

Son doni allettanti che il diavolo porta,
Macchine, stampa, splendor d'ogni sorta
Che fissano un tempo, di conseguenza,
Di spirituale convalescenza.


(da Metaphore, di Alan Moore e J.H.Williams III, su ABC#13, ed.Magic Press, trad.Leonardo Rizzi, il grande!)

(trad. titolo: l'era della scopa)

(nota: per i colori vedi Promethea)