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sabato 10 maggio 2014

Il piccolo Pierre

Succede di andare alla Fiera del libro di Torino (quella del 2013, però...) e di tornarsene con un volume a fumetti. Succede che il disegnatore del volume, uno dei miei preferiti, è allo stand e mi disegna uno dei protagonisti del volume. E succede che, grazie al fatto che lo sceneggiatore è italiano, si torni a casa con un fumetto francese che non ha avuto bisogno di alcuna traduzione.
Corrado Mastantuono, infatti, oltre a essere uno dei migliori disney italiani, è da alcuni anni anche un autore di fumetti francesi (ad esempio ha disegnato la saga di Elias, di cui scriverò qualche riga quando riuscirò a leggerla tutta - i tre volumi li ho tutti, ma mi manca da leggere solo il terzo, ad essere sincero, e in ogni caso è al momento reperibile in edicola, in bianco e nero e in volume unico, grazie ai ragazzi di Editoriale Cosmo), e per Il piccolo Pierre si fa aiutare dall'amico Stefano Intini, anch'egli disneyano.
Come ci si dovrebbe aspettare da due autori che hanno uno stile grafico non troppo dissimile, una sintesi tra Cavazzano e De Vita, giusto per dare alcune indicazioni di massima, la storia scorre veloce e dinamica senza un attimo di respiro e racconta delle avventure del piccolo Pierre, un bambino studioso e posato che ha la sfortuna di avere per amico immaginario il pestifero Pilar, un diavolo custode più impegnato a combinare guai che non a proteggere Pierre. Il bambino, tra l'altro, si ritroverà in viaggio sul mare verso un misterioso laboratorio in compagnia di un burbero, ma apparentemente bonario capitano quasi in pensione, dove dovrà affrontare un intrigo internazionale che coinvolge degli ortaggi giganteschi.
Forse con un finale un po' troppo veloce, il personaggio in ogni caso promette di ritornare con nuove avventure che si spera siano altrettanto divertenti, mentre il volume si completa con una serie di autoconclusive che propongono gag semplici, immediate e divertenti per un volume decisamente per tutta la famiglia.

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