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lunedì 24 settembre 2012

I Gabinetti di Fisica

La storia di come è nato il primo esperimento di barcamp scientifico, lo ScienceCamp2012 ospitato all'interno della Blogfest di fine settembre, quella a Riva del Garda dove vengono consegnati i Macchianera Blog Award, è stata ottimamente riassunta da Beatrice Mautino. Alla discussione su facebook non ho partecipato, ma mi sono piacevolmente ritrovato coinvolto nel giro di e-mail che è seguito quando la proposta si è effettivamente concretizzata grazie all'organizzazione della Blogfest. All'inizio contavo di partecipare anche io, ma un'imprevisto sotto forma di supplenza in un liceo scientifico mi impedisce di essere a Riva del Garda: viaggio troppo complicato e lungo per poter salvare capra (la giornata di lavoro al liceo) e cavoli (la presenza a Riva del Garda). Mi dovrò, così, accontentare di guardare da lontano, se magari ci sarà uno streaming, la riunione, al massimo di contribuire via blog o, se la tecnica potrà, di partecipare via chat. Una mezza idea in questo momento la sto portando avanti, ma molto probabilmente si concretizzerà in occasione di Comunicare Fisica 2012, che quest'anno di terrà a Torino e dove dovrei essere presente l'11 ottobre. E allora, leggendo il post di Beatrice di cui sopra, mi è venuta in mente una lettura recente, che tral'altro si ricollega all'esperienza di Comunicare Fisica 2010: un articolo uscito sul Giornale di Fisica vol.50, n.3, del 2009, preso proprio a quella conferenza, dedicato ai così detti "Gabinetti di Fisica". Queste istituzioni, un po' laboratori, un po' luoghi di incontro e discussione, un po' luoghi anche di divulgazione, mi hanno dato la sensazione di essere molto sperimentali e dinamici, un po' come spero possano diventare i barcamp scientifici nostrani. E allora ho pensato che pubblicare un paio di passaggi da quell'articolo potrebbe essere una buona introduzione al barcamp di Riva del Garda.
Buona lettura!


Origine e sviluppo dei Gabinetti di Fisica in Italia
A partire dal XVII secolo, con la nascita della Fisica Sperimentale, nuovi strumenti scientifici fecero la loro comparsa. Tali strumenti si differenziavano radicalmente dalla grande maggioranza degli strumenti antichi, giacché questi ultimi avevano scopi essenzialmente pratici, quali la navigazione o l'agrimensura. Strumenti come ad esempio termometri, barometri, pompe a vuoto e così via, erano invece autentiche "macchine fisiche" atte a consentire l'osservazione dei fenomeni naturali e la dimostrazione delle leggi fisiche secondo il metodo sperimentale. Gradualmente, tra la fine del XVII secolo e l'inizio del XVIII secolo, le "macchine fisiche" trovarono uno specifico luogo di raccolta, sovente denominato "Gabinetto di Fisica".
La fine del XVII secolo segna anche l'esordio di una nuova modalità di insegnamento della fisica in ambito accademico, e in particolare, come per prima accadde presso le Università di Oxford, Cambridge, Londra, Leida, quello della dimostrazione con macchine fisiche. Tra i più abili dimostratori si ricorda la figura dell'abate Jean-Antoine Nollet, il cui trattato Leçons de physique expérimentale (pubblicato a Parigi tra il 1743 e il 1748) presenta oltre 350 esperimenti. Molto spesso le macchine fisiche erano finalizzate all'intrattenimento della colta nobiltà dell'epoca, e talvolta gli apparati si trovavano anche all'interno delle case di facoltosi personaggi e principi. Notevole fama ebbero alcuni Gabinetti di Fisica privati quali quello dello zar Pietro il Grande, di lord Cowper a Firenze e di Laura Bassi a Bologna, tutti attivi intorno alla metà del Settecento. Altrettanto significativo fu il Gabinetto di Fisica del re Ferdinando II di Borbone a Napoli, attivo nel secolo successivo.
Nelle università le macchine fisiche furono dapprima di proprietà dello stesso insegnante di fisica sperimentale che spesso faceva "lezioni private", cioè lezioni pagate dall'università tenute dal professore spesso in "sua propria casa". Queste "macchine" furono poi acquistate dalle università stesse e confluirono, assieme a donazioni provenienti da collezioni private, nei Gabinetti di Fisica, generalmente istituiti con delibera delle università. Tra il secolo XVIII e il XIX nacquero così in Italia importanti Gabinetti di Fisica. Uno dei primi fu quello di Torino, le cui origini risalgono probabilmente al 1721. Altri importanti Gabinetti sorsero a Padova (col Teatro di Filosofia Sperimentale di Giovanni Poleni risalente al 1740), Bologna (al cui sviluppo, risalente al 1745 contribuì Papa Benedetto XIV con importanti donazioni), Roma (Teatro fisico della Sapienza, 1748), Perugia (fondato da Luca Antonio Pellicciari nel 1759), Pavia (1771), Modena (risalente al 1772, data nella quale Francesco III chiamò ufficialmente ad insegnare la "Fisica generale" Fra Mariano Morini di Parma), Genova (1784), Napoli (Gabinetto Fisico del re Ferdinando II di Borbone, 1813), Urbino (1832).
Fondi particolari erano stanziati anche a scopo di compenso del "macchinista", un abile artigiano addetto alla manutenzione delle "macchine" e che eseguiva materialmente esperienze dimostrative di quanto spiegato dal "Professore". Questo personaggio, "spesso uomo di scienza, era un abilissimo artigiano, capace inoltre di realizzare nuove apparecchiature su richiesta del docente. Il macchinista aveva anche l'incarico di migliorare, adattare strumenti acquistati da costruttori italiani, francesi, inglesi, tedeschi oppure oggetto di lasciti. A volte lo stesso professore era costruttore ed ideatore di strumenti o ne seguiva da vicino la realizzazione".
Sebbene i Gabinetti di Fisica universitari fossero nati da esigenze di insegnamento e di studio, anche l'aspetto della divulgazione della nuova scienza sperimentale era considerato importante. Ad esempio, a Roma, durante il pontificato di Pio VI (1775-1799), l'insegnamento della fisica venne regolamentato, stabilendo anche che nel periodo di vacanza, per quindici giorni, il professore doveva tenere presso il Teatro fisico altrettante lezioni pubbliche con esperimenti eseguiti dal macchinista.

I Gabinetti di Fisica e i congressi degli scienziati italiani
L'attività dei Gabinetti di Fisica, in particolare nell'Ottocento, non si limitava tuttavia alla dimostrazione di leggi della fisica o alla ripetizione di misure particolarmente significative a scopo didattico o a scopo divulgativo. Un aspetto importante, ma sino ad ora largamente trascurato dalle analisi storiche, era quello della ricerca in fisica che in essi veniva sviluppata. Ne sono una testimonianza significativa i contributi scientifici presentati nel corso dei dodici Congressi degli Scienziati Italiani, tenutisi annualmente tra il 1839 e il 1847, (rispettivamente a Pisa, Torino, Firenze, Padova, Lucca, Milano, Napoli, Genova, Venezia), e successivamente nel 1862 (a Siena), nel 1863 (a Palermo) e nel 1875 (a Roma), e in cui venivano annunciati i risultati sperimentali via a via raggiunti per la maggior parte nei vari Gabinetti di Fisica dislocati in Italia.
I Gabinetti di Fisica, inoltre, in quanto ritenuti, a ragione, strutture strumentalmente e scientificamente ben attrezzate, giocavano un ruolo determinante nello svolgimento stesso di questi Congressi degli Scienziati Italiani. A quel tempo, tanto grande era l'interesse e l'attenzione verso l'aspetto sperimentale della Fisica che di fronte alla comunicazione di una qualche nuova scoperta sperimentale, era consuetudine che i Presidenti delle Sezioni di Fisica chiedessero a una Commissione appositamente nominata, oppure allo stesso presunto scopritore, di ripetere in pubblico l'esperimento che stava alla base di detta scoperta. Ciò poteva esser fatto grazie alla presenza del locale Gabinetto di Fisica, che metteva a disposizione la strumentazione necessaria.

Fonte:
M. Leone, A. Paoletti e N. Robotti, La Fisica nei "Gabinetti di Fisica" dell'Ottocento: il caso dell'Università di Genova, Giornale di Fisica, vol.50, n.3, 2009 (pdf)

Link:
Il Gabinetto di Fisica del Re: due articoli sul Gabinetto di Ferdinando II di Rossana Spadaccini e Alfonso Grasso
Gabinetto di Fisica dell'Ottovento, Università di Pavia
Il Gabinetto di Fisica, Università di Torino
Origini e Vicende Storiche del Gabinetto di Fisica dell'Università di Urbino, pdf
Il Gabinetto di Fisica dell'Istituto Tecnico "O.G.Costa" a Lecce, pdf

Ad essere pignoli un barcamp scientifico c'entra poco con gli storici Gabinetti di Fisica, ma questa, in effetti, mi sembrava una buona occasione per tirare fuori dagli archivi un interessante discorso sulla storia della fisica.

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