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domenica 8 giugno 2014

L'ecofantascienza secondo Casty

Ora che non abbiamo più l'impegno del silenzio, si può dire: il Premio Papersera 2014 è stato assegnato a Casty, il talentuoso sceneggiatore che dalle pagine di "Lupo Alberto" è passato a quelle di "Topolino", riproponendo le atmosfere tipiche di maestri come Gottfredson e Scarpa. L'articolo che ho proposto per l'occasione è un rimontaggio, riscrittura e in alcuni passaggi approfondimento di quattro recensioni di storie castyane a sfondo ecologico, "L'isola di Quandomai", "Il mondo di Tutor", "Il Buz pappapianeti", "I mostri in giardino". Questo di seguito è l'articolo che è comparso sul librone, che presto sarà disponibile anche su lulu.com.
Si potrebbe definire con il termine ecofantascienza (eco sci fi), quel sottogenere della fantascienza, soprattutto distopica, in cui la tematica ecologica è fondamentale. Attraverso questo genere di romanzi, l'autore discute del futuro ecologico della Terra, sia direttamente, ambientando la storia sul nostro pianeta, sia indirettamente, attraverso un pianeta alieno. Un esempio di questo genere può essere considerata Paperino e la penuria ferrosa di Silvano Mezzavilla e Giorgio Cavazzano, dove Paperino finisce su un pianeta, E-Co, che viene ricoperto di metallo dai robot che i locali hanno messo al governo. In questa avventura, in parte ballardiana, non è solo presente la paura dell'intelligenza artificiale che diventa incontrollata e incontrollabile, ma è evidente anche il riferimento a un pianeta Terra dove il suolo cede sempre più spazio, almeno nel mondo Occidentale, alle costruzioni umane.
A questo sottogenere di letteratura appartengono, chi più chi meno, un gruppo di storie di Casty dove l'ecologismo ha una sua parte importante nell'economia della trama: sicuramente Il mondo di Tutor, pubblicata in occasione del 40° Giorno della Terra, che ha alcuni elementi in comune con La penuria di ferro, cui si aggiungono L'isola di Quandomai, I mostri in giardino e Il Buz pappapianeti.
Iniziamo con l'esame delle due storie più lunghe, in particolare dall'Isola di Quandomai, che ha avuto l'onore di essere pubblicata anche negli Stati Uniti.

Le scelte di oggi, il mondo di domani
L'isola di Quandomai porta Topolino, Minni, Pippo, Pluto insieme con Gambadilegno e Trudy su un'isola apparentemente deserta dopo il naufragio del transatlantico Tristan Oceanic, con una prima puntata che, ispirata a Topolino e l'eta della pietra (ad esempio uno dei comprimari, Barraquater, sembra una controfigura di Ossivecchi, e non a caso visto che all'interno dell'isola circolano dei dinosauri!), recupera anche le atmosfere del serial televisivo Lost. L'isola di Quandomai, però, nasconde un segreto ben diverso: il misterioso progetto Eon Vortex, che, come suggerisce il nome stesso, è in grado di aprire un portale (un vortice) temporale verso gli eoni futuri, in particolare verso l'anno 120000, anche qui con un evidente riferimento a una delle possibili interpretazioni del "motore" dell'isola di Lost.
Tornando alla storia di Casty, il mondo del futuro che l'autore descrive si rivela essere una landa desertica, ormai resa sterile (o quasi) dall'intensivo sfruttamento dell'uomo, partito eoni prima per lo spazio alla ricerca di nuovi mondi da sfruttare. Ora la Terra è in mano agli insetti, che si sono evoluti e hanno preso la nicchia ecologica prima occupata dai dinosauri e poi dagli uomini che
... se ne sono andati, migliaia di anni fa! Diretti verso le stelle, hanno abbandonato la Terra al proprio destino dopo averla sfruttata, disseccata e ricoperta di rifiuti!
E' stato allora che ci siamo evoluti noi!
Tu ci biasimi, ma altro non abbiamo fatto che raccogliere la vostra... eredità!
Gli insetti evoluti del futuro sono al tempo stesso gli eredi della Terra, così come lo sono ad esempio gli scimpanzé ne Il pianeta delle scimmie, e i suoi spazzini, raccattando le ultime risorse che il pianeta è in grado di concedere ai suoi abitanti.
Se il messaggio ecologico è il punto di arrivo di tutta la trama de L'isola di Quandomai, come detto Il mondo di Tutor è un'avventura esplicitamente ecologica sin dalla data della sua pubblicazione, coincidente con il Giorno della Terra. Come ne La penuria ferrosa, il protagonista, che in questo caso è Topolino, coadiuvato da Eta Beta, si confronterà con una intelligenza artificiale, le cui direttive, questa volta, non sono quelle della produzione continua, ma quella del benessere degli abitanti del suo pianeta.
Tutor, rappresentato come un robot gigantesco, con evidente ispirazione tratta dal genere giapponese dei mecha (i robottoni), però, per riuscire a rispondere a tutte le richieste dei suoi padroni, ha letteralmente consumato le risorse del pianeta, così per rispettare i desideri dei bambini, che vogliono dei cuccioli veri con cui giocare, è costretto a mandare le così dette teste di Tutor sulla Terra a prelevarne gli animali. Grazie a uno stratagemma, anche Topolino ed Eta Beta giungono su questo mondo desolato e ormai prossimo all'esaurimento, dove, grazie a un'idea risolutiva di Topolino, riescono a risolvere le esigenze dei due pianeti: la maggior parte degli animali torneranno sulla Terra, mentre un'altra parte, per sua libera scelta, resterà con i bambini di quel mondo desolato.
I potenti del mondo, che hanno visto tutto grazie alla registrazione fatta dalle telecamere volanti di Eta, le telecamerille, non sono d'accordo con la scelta, rivolendo indietro quegli stessi animali che volevano, all'inizio della storia, sostituire con surrogati tecnologici:
Non è colpa nostra se quegli scervellati hanno rovinato il loro pianeta!
dicono i potenti riuniti nell'assemblea dell'ONU.
Il vero colpo di scena, però, in parte atteso per il fedele e attento lettore dell'Isola di Quandomai, è la rivelazione
Questa è la Terra dell'anno 2810!
E' un monito dal futuro, un futuro che, continuando con lo sfruttamento attuale delle risorse, ha buone probabilità di avverarsi, ma che possiamo provare a scongiurare: basta sedersi intorno a un tavolo e proporre e mettere in pratica le soluzioni, suggerisce Casty, che con grande intelligenza e semplicità, conclude così la sua splendida avventura:
In realtà non sappiamo come veramente finisce questa storia... Topolino ed Eta Beta non tornarono più nel 2810... anche perché, forse, quel futuro non esiste più! O forse sì... Non ci è dato saperlo! Poiché il futuro è sempre in movimento e dipende dalle scelte che 'oggi' facciamo noi e che un domani farete voi, amici lettori!
Lo spazzino cosmico
Realizzata, probabilmente, nel 2009 (il commentatore televisivo, nella prima vignetta, afferma: Dopo quasi quarant'anni, una spedizione internazionale sta per mettere nuovamente piede sulla Luna!), Il Buz pappapianeti viene stampata sul Topolino n.2845 datato 8 giugno 2010, cioè circa un mese prima del 41.mo anniversario dello sbarco della missione Apollo 11 sulla Luna.
Davanti al televisore troviamo Topolino ed Eta Beta che assistono a un nuovo allunaggio, questa volta portato a termine da un astronauta per continente, giunti tutti insieme su un'unica astronave. Purtroppo la Luna, alla bandiera piantata sul suo suolo, risponde con una pernacchia! Il motivo di questa reazione imprevista è semplice: degli alieni di un solo occhio l'hanno sostituita con un pallone gonfiato d'aria per usarla come esca contro la minaccia di un divoratore di pianeti.
Tutto questo lo hanno scoperto i nostri eroi dopo che Eta ha ristrutturato la macchina di Topolino in modo da renderla un veicolo spaziale personale: riprendendo quindi l'inclinazione all'invenzione, quella stessa che portò all'atombrello, il simpatico Uomo del domani, per affrontare l'indagine spaziale, costruisce un motore che viaggia grazie al rock. Prima i nostri due eroi seguono le tracce della Luna, grazie a una lente gigantesca, poi cercano di scoprire l'origine di questo affamato divoratore, che non è l'inquietante e gigantesco Galactus del Marvel Universe, ma l'altrettanto grande e se vogliamo ancora più inquietante Buz, simpatico verme spaziale sintetico, come si scoprirà in seguito.
Eta Beta, a bordo dell'astronave, stava formulando proprio questa ipotesi, sintetizzando anche il naturale ciclo alimentare:
Eta Beta: Pqualcosa non pquadra! Non è possibile che esista un animale come il Pbuz! Vedete, gli ecosistemi pfunzionano perché ogni animale e ogni pianta psono necessari gli uni agli altri e tutti si ptrovano nel giusto punto di una pcatena!
Topolino: Non ha senso un animale che si pappa... tutta la catena!
Eta Beta: Pgià! La natura fa sempre le pcose per bene! Pquindi...
Ipotesi "A": Il Pbuz si trova fuori dal proprio ecosistema!
Oppure, Ipotesi "B": Il Pbuz è...
un essere non-naturale, come si scoprirà. E' stato, infatti , costruito da Fabricant, uno dei saggi dell'Universo, per depurare il sistema solare dei sapienti, i cui pianeti sono stati sfruttati, sporcati e inquinati fino all'eccesso dai suoi abitanti. Casty, dunque, non rinuncia al tema ecologista, lanciando anche in questo caso un riferimento esplicito al genere umano, che nella storia disneyana inizia a pulire il pianeta solo con la minaccia che il depuratore vermiforme dello spazio profondo profondo si "pappi" il pianeta come opera di pulizia cosmica, a differenza di quanto fatto da Douglas Adams nella Guida Galattica, per esempio, dove la Terra viene distrutta per permettere la costruzione di un'autostrada galattica.
Alcune curiosità in chiusura: innanzitutto c'è la questione del rumore nello spazio (la pernacchia della Luna), che non può propagarsi in assenza di aria, ma questo è un passaggio poetico che si può perdonare all'autore, visto l'intento della stessa, ovvero mandare una sonora pernacchia a tutto il genere umano.
La trasformazione da parte di Eta Beta dell'auto di Topolino in un veicolo spaziale sembra invece vagamente ispirata a quella realizzata nel febbraio del 2007 dal programma della BBC Top Gear in cui l'utilitaria britannica Reliant Robin viene riutilizzata per costruire un piccolo shuttle personale.
Le tute invisibilizzanti utilizzate dai nostri eroi sono delle tue speciali che generano immagini tali da ingannare la vista binoculare: basta infatti un solo occhio, quell'unico di cui sono dotati gli alieni rapinatori di lune, per venire scoperti.
Infine quando Topolino ritorna sulla Terra, a Washington, viene bombardato e cannoneggiato proprio come quando stava tornando sulla Terra dopo l'escursione spaziale che ha concluso Il deserto del nulla.

Appendice in giardino
Chiudiamo con due parole su I mostri in giardino.
Nel 2010 sulle pagine di Topolino venne proposta la serie Topolino che risate! dove un gruppo di autori disneyani reinterpretavano alcuni dei classici animati della casa madre. Tra gli autori coinvolti c'era anche Casty, che scelse di riadattare il classico Mickey's garden, ma ribaltandone di fatto il soggetto: mentre nel cartone era il giardino a ingrandire, nella storia di Casty è Topolino, insieme al fido Pluto, a rimpiccolire. La colpa è del solito bis-bis di Pippo e della solita invenzione un po' assurda, l'intruglione, un pastone strano che diluito nell'acqua crea una sorta di insetticida, che però non uccide ma rimpicciolisce gli esseri viventi.
Tra Walsh e Gattfredson e il maestro Scarpa, Casty ripropone l'ennesima variazione sul tema del protagonista piccolo in un mondo gigantesco, una storia divertente con un leggero messaggio ecologico di fondo, un invito a conoscere meglio il mondo naturale che ci circonda, con l'intento di realizzare noi stessi un mondo più armonioso e fondato sulla collaborazione.
In questa edizione, però, mi sono allargato, e ho partecipato con un secondo articolo, scritto a quattro mani con il solito Andrea Bramini, ma questo sarà materia per un secondo post!

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