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giovedì 11 gennaio 2024

Gli sfogliatopi: Topolino #1370 e il volumone celebrativo di Topolino #3000

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Ricordate il nono episodio di Collezione Disney? In quell'occasione vi avevo parlato del Topolino #1370, un numero mai uscito, e del volumone della Biblioteca del Papersera dedicato al Topolino #3000. Il materiale che avevo a disposizione relativamente ai due volumi realizzati dall'Associazione Papersera era tali per cui avevo in animo di realizzare due veri e propri sfogliatopi completi, uno per ciascuno. Ed eccoveli qui uno dietro l'altro:

lunedì 16 giugno 2014

I personaggi classici secondo Casty: Eta Beta e la Spia Poeta

Come avevo accennato nel post precedente, per il Premio Papersera 2014 assegnato a Casty ho contribuito con due articoli, il secondo dei quali scritto insieme ad +Andrea Bramini, con cui spesso ci troviamo a scrivere anche di cose disneyane, ma non solo. Per l'occasione ci siamo concentrati su due personaggi che l'autore ha rinnovato all'interno della tradizione classica, Eta Beta e la Spia Poeta.
L'articolo, ovviamente, fa parte, insieme a molti altri, del librone, che presto sarà disponibile anche su lulu.com.
P.S.: le immagini a corredo non sono quelle presenti nell'articolo uscito sul librone.

Sin dal suo esordio disneyano, Casty ha utilizzato con grande intelligenza comprimari e avversari di Topolino.
Che fossero nuovi personaggi creati ad hoc o le celebri spalle femminili anche ricorrenti (come Estrella Marina, Eurasia Tost o la cronauta Uma), l'autore ha sempre saputo valorizzare questi gregari, lavorando molto sopra alla loro personalità e caratterizzandoli con grande intelligenza, rendendoli importanti per la trama ma comunque così ben definiti da poter essere potenzialmente autonomi, come per esempio Eurasia Tost che è stata utilizzata anche da Gabriele Panini in accoppiata con Indiana Pipps e da Jérôme Wicky sul francese Le Journal de Mickey. Come già sotto altri aspetti, Casty dimostra, quindi, di aver appreso la lezione di Romano Scarpa, che spesso creava personaggi secondari dotati di un certo spessore, anche quando erano destinati a un'unica apparizione (basti pensare all'Uomo di Ula-Ula o ai due marinai di Topolino e la fiamma eterna di Kalhoa).
Anche sul fronte degli avversari il discorso è non troppo differente: tra quelli creati appositamente, il più noto è sicuramente Vito Doppioscherzo. Ricalcato sul Giocattolaio disneyano ideato da Jerry Siegel, ha il merito di riportare su Topolino in maniera non banale una delle trame più amate da Floyd Gottfredson e Romano Scarpa: l'uomo dall'apparenza bonaria che si rivela mosso da loschi intenti.
Casty, però, ha dimostrato di saper utilizzare in modo intrigante anche personaggi già presenti nel cast disneyano, prediligendo quelli caduti nell'oblio o quelli il cui utilizzo, nel corso degli anni, si è discostato dall'interpretazione originale.
In questo articolo vogliamo concentrarci su due esempi in particolare: Eta Beta, per quel che riguarda i comprimari, e la Spia Poeta, per gli avversari.
L'Uomo del domani
Eta Beta non è certo tra i personaggi secondari dimenticati dagli autori Disney. Anzi, è stato ripreso in numerose occasioni, facendogli vivere diverse avventure a fianco di Topolino. Dopo lo splendido ciclo curato da Floyd Gottfredson per i quotidiani statunitensi, il personaggio viene ripreso da Romano Scarpa e successivamente da moltissimi altri sceneggiatori, ma il personaggio viene a volte svuotato delle sue prerogative, rendendolo un ricettacolo di stereotipi - la naftalina, il gonnellino senza fondo etc. - e spesso favorendo l'errata convinzione che Eta sia un alieno, invece che un terrestre del futuro.
Casty riprende invece il sense of wonder insito nell'idea di base del personaggio, quello di uomo di grande cultura scientifica e di spiccata saggezza, peculiarità figlie della sua provenienza dal futuro. Storie come Topolino e la neve spazzastoria sono ottimi esempi di una classica avventura, ben scritta e dinamica, vissuta dal duo: i protagonisti vanno in vacanza in un ameno paesello, solo per essere testimoni di uno strano fenomeno atmosferico dagli effetti ancora più strani sulle persone. Topolino e l'amico entrano in azione per cercare di svelare il mistero, ed è vedendoli in azione che si capisce che Casty ha ben chiaro come usare Eta Beta. Lo strano ometto del futuro è coraggioso, volitivo, onesto, una spalla inossidabile per Topolino, e in questo senso trova la sua ragion d'essere rispetto all'impiego di Pippo, per esempio, che ha ben altre qualità con le quali affianca Mickey.
Topolino e il mondo che verrà, storia nota soprattutto per la reintroduzione della Spia Poeta come avversario, mette in mostra anche un ottimo Eta Beta, a fianco di Topolino proprio come nella storia d'esordio della terribile spia. Qui Casty pone l'accento, inizialmente, sulle qualità di scienziato dell'Uomo del domani, il quale lavora in una base segreta - una reinterpretazione castyana della mitica Area 51 - su ogni sorta di congegno e sperimentazione tecnologica: smesso il camice, l'amico proveniente dal futuro è pronto all'azione in compagnia dell'eroe dalle grandi orecchie.
Nella storia creata per il n. 3000 di Topolino, poi, uno dei congegni futuribili di Eta è proprio il centro attorno cui si sviluppa una storia dai tratti inquietanti e in cui Casty rende onore a tutti i personaggi coinvolti, Eta Beta tra tutti, in quanto motore dell'azione, per quanto inconsapevole.
L'uomo del futuro viene anche promosso a titolare di una storia castyana: Eta Beta e il Buz pappapianeti non è tra i racconti più ricordati dell'autore, ma in realtà ha una carica ironica e demenzial-fantascientifica davvero potente, dove davvero Eta la fa da padrone. Giusto quindi intitolargli la storia, ed è ottimo vederlo agire in modo del tutto coerente alle sue caratteristiche: è l'attenzione e la passione verso questo universo narrativo che porta Casty a visualizzare il personaggio mentre dorme in bilico su un pomello o mentre agisce in modi del tutto imprevedibili, come effettivamente capitava agli esordi.
È infine interessante notare il fatto che Casty spesso vede Eta Beta come veicolo per i suoi messaggi ecologici, tematica tanto cara all'autore. Già nel Buz pappapianeti si può rintracciare questa tendenza, ma ancor di più nella lunga Topolino e il mondo di Tutor, dove Eta accompagna Topolino nel tentativo di risolvere un mistero che andrà a coinvolgere la Terra, il futuro e... i pericoli dell'inquinamento sfrenato, appunto.
Grazie alla sua visione privilegiata di uomo del futuro, infatti, Eta Beta si fa efficace portatore di un'ideologia che quel futuro vorrebbe salvaguardarlo nella maniera migliore, e questo fa buon gioco a Casty.

domenica 8 giugno 2014

L'ecofantascienza secondo Casty

Ora che non abbiamo più l'impegno del silenzio, si può dire: il Premio Papersera 2014 è stato assegnato a Casty, il talentuoso sceneggiatore che dalle pagine di "Lupo Alberto" è passato a quelle di "Topolino", riproponendo le atmosfere tipiche di maestri come Gottfredson e Scarpa. L'articolo che ho proposto per l'occasione è un rimontaggio, riscrittura e in alcuni passaggi approfondimento di quattro recensioni di storie castyane a sfondo ecologico, "L'isola di Quandomai", "Il mondo di Tutor", "Il Buz pappapianeti", "I mostri in giardino". Questo di seguito è l'articolo che è comparso sul librone, che presto sarà disponibile anche su lulu.com.
Si potrebbe definire con il termine ecofantascienza (eco sci fi), quel sottogenere della fantascienza, soprattutto distopica, in cui la tematica ecologica è fondamentale. Attraverso questo genere di romanzi, l'autore discute del futuro ecologico della Terra, sia direttamente, ambientando la storia sul nostro pianeta, sia indirettamente, attraverso un pianeta alieno. Un esempio di questo genere può essere considerata Paperino e la penuria ferrosa di Silvano Mezzavilla e Giorgio Cavazzano, dove Paperino finisce su un pianeta, E-Co, che viene ricoperto di metallo dai robot che i locali hanno messo al governo. In questa avventura, in parte ballardiana, non è solo presente la paura dell'intelligenza artificiale che diventa incontrollata e incontrollabile, ma è evidente anche il riferimento a un pianeta Terra dove il suolo cede sempre più spazio, almeno nel mondo Occidentale, alle costruzioni umane.
A questo sottogenere di letteratura appartengono, chi più chi meno, un gruppo di storie di Casty dove l'ecologismo ha una sua parte importante nell'economia della trama: sicuramente Il mondo di Tutor, pubblicata in occasione del 40° Giorno della Terra, che ha alcuni elementi in comune con La penuria di ferro, cui si aggiungono L'isola di Quandomai, I mostri in giardino e Il Buz pappapianeti.
Iniziamo con l'esame delle due storie più lunghe, in particolare dall'Isola di Quandomai, che ha avuto l'onore di essere pubblicata anche negli Stati Uniti.
Le scelte di oggi, il mondo di domani
L'isola di Quandomai porta Topolino, Minni, Pippo, Pluto insieme con Gambadilegno e Trudy su un'isola apparentemente deserta dopo il naufragio del transatlantico Tristan Oceanic, con una prima puntata che, ispirata a Topolino e l'eta della pietra (ad esempio uno dei comprimari, Barraquater, sembra una controfigura di Ossivecchi, e non a caso visto che all'interno dell'isola circolano dei dinosauri!), recupera anche le atmosfere del serial televisivo Lost. L'isola di Quandomai, però, nasconde un segreto ben diverso: il misterioso progetto Eon Vortex, che, come suggerisce il nome stesso, è in grado di aprire un portale (un vortice) temporale verso gli eoni futuri, in particolare verso l'anno 120000, anche qui con un evidente riferimento a una delle possibili interpretazioni del "motore" dell'isola di Lost.
Tornando alla storia di Casty, il mondo del futuro che l'autore descrive si rivela essere una landa desertica, ormai resa sterile (o quasi) dall'intensivo sfruttamento dell'uomo, partito eoni prima per lo spazio alla ricerca di nuovi mondi da sfruttare. Ora la Terra è in mano agli insetti, che si sono evoluti e hanno preso la nicchia ecologica prima occupata dai dinosauri e poi dagli uomini che
... se ne sono andati, migliaia di anni fa! Diretti verso le stelle, hanno abbandonato la Terra al proprio destino dopo averla sfruttata, disseccata e ricoperta di rifiuti!
E' stato allora che ci siamo evoluti noi!
Tu ci biasimi, ma altro non abbiamo fatto che raccogliere la vostra... eredità!
Gli insetti evoluti del futuro sono al tempo stesso gli eredi della Terra, così come lo sono ad esempio gli scimpanzé ne Il pianeta delle scimmie, e i suoi spazzini, raccattando le ultime risorse che il pianeta è in grado di concedere ai suoi abitanti.
Se il messaggio ecologico è il punto di arrivo di tutta la trama de L'isola di Quandomai, come detto Il mondo di Tutor è un'avventura esplicitamente ecologica sin dalla data della sua pubblicazione, coincidente con il Giorno della Terra. Come ne La penuria ferrosa, il protagonista, che in questo caso è Topolino, coadiuvato da Eta Beta, si confronterà con una intelligenza artificiale, le cui direttive, questa volta, non sono quelle della produzione continua, ma quella del benessere degli abitanti del suo pianeta.
Tutor, rappresentato come un robot gigantesco, con evidente ispirazione tratta dal genere giapponese dei mecha (i robottoni), però, per riuscire a rispondere a tutte le richieste dei suoi padroni, ha letteralmente consumato le risorse del pianeta, così per rispettare i desideri dei bambini, che vogliono dei cuccioli veri con cui giocare, è costretto a mandare le così dette teste di Tutor sulla Terra a prelevarne gli animali. Grazie a uno stratagemma, anche Topolino ed Eta Beta giungono su questo mondo desolato e ormai prossimo all'esaurimento, dove, grazie a un'idea risolutiva di Topolino, riescono a risolvere le esigenze dei due pianeti: la maggior parte degli animali torneranno sulla Terra, mentre un'altra parte, per sua libera scelta, resterà con i bambini di quel mondo desolato.
I potenti del mondo, che hanno visto tutto grazie alla registrazione fatta dalle telecamere volanti di Eta, le telecamerille, non sono d'accordo con la scelta, rivolendo indietro quegli stessi animali che volevano, all'inizio della storia, sostituire con surrogati tecnologici:
Non è colpa nostra se quegli scervellati hanno rovinato il loro pianeta!
dicono i potenti riuniti nell'assemblea dell'ONU.
Il vero colpo di scena, però, in parte atteso per il fedele e attento lettore dell'Isola di Quandomai, è la rivelazione
Questa è la Terra dell'anno 2810!
E' un monito dal futuro, un futuro che, continuando con lo sfruttamento attuale delle risorse, ha buone probabilità di avverarsi, ma che possiamo provare a scongiurare: basta sedersi intorno a un tavolo e proporre e mettere in pratica le soluzioni, suggerisce Casty, che con grande intelligenza e semplicità, conclude così la sua splendida avventura:
In realtà non sappiamo come veramente finisce questa storia... Topolino ed Eta Beta non tornarono più nel 2810... anche perché, forse, quel futuro non esiste più! O forse sì... Non ci è dato saperlo! Poiché il futuro è sempre in movimento e dipende dalle scelte che 'oggi' facciamo noi e che un domani farete voi, amici lettori!

domenica 16 giugno 2013

Ritratti: Giuseppe Dalla Santa

All'inizio del mese, è stato assegnato il Premio Papersera 2013 a "Topolino" in occasione dello storico traguardo delle 3000 uscite. A ricevere il prestigioso premio è stata il direttore che ha raggiunto l'obiettivo, la mitica Valentina De Poli. Con un po' di ritardo rispetto a quello che avrei voluto, pubblico l'articolo con il quale ho contribuito al volumone realizzato quest'anno dai formisti.
Nato a Venezia il 18 settembre del 1950, muore il 29 aprile del 2011 dopo una lunga malattia. Sulla scheda I.N.D.U.C.K.S. le informazioni essenziali sulla sua carriera: formatosi all'Accademia delle Belle Arti della sua città natale, debutta nel mondo del fumetto nel 1976 su LancioStory e Skorpio. Negli anni Ottanta del XX secolo lavora tra Francia e Italia su fumetti di vario genere (western, erotico, giallo), per poi approdare alla Disney a partire dal 1989, dove debutta su Topolino n.1768 con Zio Paperone e la scatola del tempo, su testi di Fabio Michelini.
Disegna anche storie per l'estero, in particolare per gli Stati Uniti nella serie Duck Tales (mi piace segnalare The Relic Racket su testi di Marv Wolfman).
Per una strana coincidenza se ne va pochi mesi dopo Bruno Concina, con il quale ha collaborato in varie occasioni, ad esempio su Zio Paperone e il tempo rovesciato o per la storia a bivi Paperino e la città western. Su testi di Massimo Marconi realizza, poi, una bella Avventura sull'acqua, che riprende la moda estiva dello sci acquatico (alimentata probabilmente anche dai successi in campo sportivo degli atleti italiani... ero troppo giovane e distratto per ricordare di più, però).
Scegliere quale storia o quali punti significativi della sua carriera siano importanti è veramente difficile: sicuramente nella mia memoria di ragazzino, ho la netta sensazione di un suo inizio di carriera insieme a Roberto Santillo (l'I.N.D.U.C.K.S. conferma), oggi a capo dell'Accademia Disney. A differenza di Santillo, dal tratto ispirato soprattutto da Giovan Battista Carpi, primo direttore dell'Accademia, Dalla Santa aveva un tratto ispirato a Romano Scarpa. Ha collaborato con vari sceneggiatori e scritto storie di vario genere, da quelle in costume (Passaggio a Nord Ovest su testi di Giorgio Pezzin, prima puntata di una serie che non è mai proseguita; Topolino e la colazione di sua maestà e Topolino e il ventaglio di Sua Maestà su testi di Horace, ambientate alla corte del Re di Francia). Un paio di storie particolari che mi vengono in mente, legate ad eventi italiani, sono Zio Paperone e l'indi-gestione telefonica sui testi di Alessandro Sisti riguardo la liberalizzazione del mercato della telefonia fissa, e Zio Paperone e il doppio evento di capodanno, terz'ultima storia di Dalla Santa pubblicata su Topolino su testi di Carlo Panaro, sul passaggio al digitale terrestre.
I ricordi migliori, però, sono legati alle sue collaborazioni ad alcune serie specifiche, l'ultima delle quali Topolinia 20802, serie corale scritta e disegnata a più mani. Si conta, poi, un episodio ne I bis-bis di Pippo scritta da Alessandro Sisti e, sempre su testi di Sisti, è uno dei quattro scarpiani (insieme con Cavazzano, Gervasio e Mazzarello) a disegnare Topolino e la deriva U-Cronica, che segna il ritorno in grande stile della serie sulla Macchina del Tempo con una storia intricata dove Topolino e Pippo incontrano anche dei viaggiatori del tempo provenienti dal futuro, con i quali dovranno risolvere un paradosso temporale che richiama alla memoria la serie della Time patrol di Poul Anderson.
La fantascienza, insieme al fantasy, sono due degli ambiti dove il tratto di Dalla Santa sembra sia riuscito più efficace. Andando a ritroso c'è il 4.o e ultimo episodio della serie dei Paperi Galattici, Zio Paperone e il recupero monetario. Nella serie, scritta da Stefano Ambrosio, si recuperano alcuni personaggi del passato, dai Paperoidi di Romano Scarpa, presentati in una versione per certi versi più inquietante e minacciosa, visto che non è mai chiarito fino all'ultimo episodio il loro essere nemici o amici nei confronti dei Paperi, ai Ki Kongi di Rodolfo Cimino, una sorta di golem di un pianeta lontano contro cui, nel 1973, Paperone dovette fare i conti.
Sempre nella fantascienza si contano varie storie come Topolino e Pippo pionieri a Straluna, la collaborazione con la saga di Pezzin e De Vita de I Signori della Galassia con i disegni de L'invasione dei replicanti, e poi c'è anche Topolino e il mistero della Luna Nera su testi della moglie, Caterina Mognato.
Sempre con la moglie ha realizzato forse una delle saghe più note, memorabili e amate dagli appassionati disneyani, recentemente pubblicata sugli Astromondi di Topolino n.7 (aprile 2011), primo numero di una serie di 6 albi dal titolo ombrello Disney Fantasy: mi sto riferendo alle Fantaleggende.

domenica 14 ottobre 2012

Il mondo scientifico di Don Rosa

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Finalmente, grazie a Comunicare Fisica, sono riuscito a vedermi con Piero Patteri, che mi ha consegnato nelle mani il volume "Don Rosa: A little something special" che il Papersera.net ha consegnato a Don nel 2011. Nel corposo volume di poco oltre le 480 pagine, è presente anche un articolo scritto a quattro mani dal sottoscritto e da Piero. E visto che si sta avvicinando "Lucca Comics&Science" (per la quale ancora non sono pronto...) ho ben pensato di riproporre questo articolo anche sul blog come tappa di avvicinamento all'evento. Nel frattempo, oltre a leggere il programma completo, passate da Roberto Natalini, che vi racconta un po' di retroscena. Il sottoscritto, che è stato gentilmente coinvolto dai due organizzatori (l'altro è Andrea Plazzi) sarà il primo giorno nelle due "conferenze" dell'1 novembre, alle 12 e alle 14.
E ora via alla lettura!


Le leggi fisiche del mondo reale si applicano in maniera molto approssimativa nel mondo dei fumetti. Spiaccicarsi, rimbalzare, colpirsi in scontri terribili ma innocui sono eventi comuni nelle strip, almeno a cominciare dalle mattonate tirate da Ignatz a Krazy Kat, sulla scia delle frenetiche sequenze delle comiche del cinema muto. Per questo motivo è davvero sorprendente, e anche divertente dal punto di osservazione di un fisico, che un artista dei fumetti riveli una costante attenzione a costruire le sue gag collocandole in un contesto fisico apprezzabilmente coerente.
Racconteremo le nostre sensazioni esplorando il mondo fisico di Don Rosa, sia nel viaggio nel mondo microscopico, in Zio Paperone: L'incerdibile avaro minuaturizzato, sia nel Sistema Solare in Zio Paperone: L'attacco delle orribili creature spaziali, entrambi temi che sembrano inevitabili nella carriera di un autore di fantascienza.
Dopo aver presentato alcune divertentissime gag ispirate al teletrasporto in Zio Paperone "su un piatto d'argento" approderemo infine nel territorio della Fisica Straordinaria in vigore in due storie di straordinaria originalità creativa: Paperino in Tempo rubato e Zio Paperone: Una questione di estrema gravità.

Nel mondo microscopico

La macchina riduttrice che appare in Zio Paperone: L'incredibile avaro miniaturizzato è una esplicita citazione della macchina di Carl Barks in Zio Paperone e il riduttore atomico, ma quella trovata dai paperi nella soffitta di Zio Paperone è difettosa, e il processo di rimpicciolimento, una volta avviato, procede indefinitamente.
Mentre nella storia di Carl Barks la riduzione delle dimensioni causa un repentino ribaltamento del ruolo cacciatore/preda trale formiche e i paperi, che sono salvati solo dal tempestivo intervento di Archimede Pitagorico, nella storia di Don Rosa, oltre alla scoperta di nuovi pericoli in un mondo sempre più piccolo, la prospettiva di una riduzione continua e incontrollabile accresce la tensione tavola dopo tavola. Zio Paperone e Paperino lottano a ogni livello, saltellando sulle monete del deposito come sui sassi di un ruscello, finché i vuoti tra di esse non le fa apparire come pareti scivolose di immense voragini, o scacciano un orribile pidocchio che presto diventa un mostro più grande di loro. Infine, tra la sporcizia nella tavola di un Bassotto, i germi che sembrano mostri mitologici come Medusa e Argo-dai-cento-occhi sono sul punto di sopraffarli e solo un intervento risolutore, un teatrale deus-ex-machina, può riuscire a salvarli.
Esplorando il nuovo ambiente alla ricerca di una via di fuga scoprono continuamente particolari della vita reale, come il sebo scivoloso su un capello, o la lanugine appiccicatasi sulla superficie di una prugna; si è tentati di dire che questi dettagli non aggiungono nulla alla trama, ma è proprio il loro essere 'superflui' che induce la sensazione che i paperi siano davvero finiti in un mondo straordinario, ma estremamente realistico. Così infine la possibilità di scappare saltando da uno spuntone all'altro della barba rasata non è un trucco inventato al momento, ma è un'opportunità costruita logicamente lungo tutta la storia.
Il susseguirsi precipitoso degli eventi ricorda talvolta le sequenze di inseguimento e fuga di Hitchcock, come in intrigo internazionale o La donna che visse due volte, e come nei film del Maestro del brivido, la conclusione balsa a sorpresa sugli spettatori/lettori, come Zio Paperone che riacquista le sue dimensioni sulle mani di un Bassotto.

Nello spazio cosmico

Ancora una volta, la sconsiderata accensione di un misterioso apparecchio influenza le proprietà fisiche del deposito di Zio Paperone. Questa volta perde il peso, e i paperi devono inseguirlo nello spazio, con la speranza di riuscire ad invertire il funzionamento dell'apparecchio.
I commenti all'edizione italiana di Zio Paperone: L'attacco delle orribili creature spaziali sottolineano l'omaggio alle classiche serie di fantascienza televisiva o cinematografica. Sebbene questo sia vero per quanto riguarda il tuffo nel tunnel dello spazio-tempo, che ricorda direttamente le saghe di Star Trek o Guerre stellari, noi pensiamo che una gran parte dei dettagli della storia siano un amorevole tributo a Paperino e il razzo interplanetario. Il viaggio dell'astronave nella fascia degli asteroidi e l'incontro con la famiglia di pescatori di minerali ricalca la sequenza di Luciano Bottaro.