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sabato 25 gennaio 2014

La fisica e la geometria delle particelle Pym

La super famiglia per eccellenza, i Fantastici Quattro, si sono meritati da tempo due serie regolari, la classica Fantastic Four e la gemella FF. Da un annetto e mezzo circa le due serie sono ripartite da 1 e a scriverle entrambe c'è Matt Fraction, un abile sceneggiatore entrato subito in sintonia con le atmosfere della famiglia, strutturando però i due serial in maniera diversa. Mentre Fantastic Four è diventato una sorta di Lost in space marvelliano, dove i Richards sono a viaggiare nello spazio-tempo (forse dispersi), su FF seguiamo le avventure dei loro sostituti, che oltre a dover salvare il mondo sono anche impegnati a gestire la Fondazione Futuro, una sorta di scuola per ragazzini dai superpoteri. Nella Fondazione Futuro ci sono vari insegnanti, che passano a dare lezioni sull'Universo Marvel e sull'ultimo numero scritto da Fraction (ultimo nel senso che dopo lascerà la testata a qualcun altro), lo sceneggiatore propone una lezione dell'Osservatore sulle particelle Pym, scoperte dall'eroe e scienziato Hank Pym, uno di quelli che non sai in cosa è laureato e poi quando te lo dicono pensi ma gli sceneggiatori lo sanno che ora gli scienziati sono specializzati e non tanti Pico della Mirandola?, un tipo esperto di fisica, nanotecnologia, intelligenza artificiale, biologia e altro ancora, come nemmeno Feynman e Majorana insieme!
A parte queste sottigliezze (si potrebbe dire la stessa cosa del Dottor Octopus, per esempio, o di Reed Richards) è interessante la lezione dell'Osservatore perché lega le proprietà della particella Pym a un modello geometrico, piuttosto naif, certo, ma che non è troppo differente da quello che si prova a fare nella fisica-matematica avanzata, dove sono proprio le simmetrie e le trasformazioni geometriche a fornire le proprietà al mondo fisico.
Di tutti coloro che hanno utilizzato le particelle Pym, Scott Lang è il primo ad aver scoperto come funzionano realmente.
L'ostinata ricerca di Scott attraverso i miei documenti storici era abbastanza piacevole da guardare. Un sogno a occhi aperti(1), in effetti.
Infastidì Scott il fatto che Giant-Man sembrasse più forte e più duraturo di quanto causato da una semplice crescita.
Allo stesso modo, l'anomalia di Ant-Man che conservava la forza delle dimensioni normali.
Studiando la storia delle particelle Pym, Scott venne colpito dalla risposta(2):
Le particelle Pym non si muovono solo lungo un asse direzionale per le dimensioni(3), ma lungo tre assi che governano anche la forza e la duratura. Asse $x$, $y$, $z$.
Perché Ultron non ha dato a Visione il potere delle particelle Pym?
In verità, l'edipico e complessato robot ci ha provato.
Invece, Visione ha acquisito il controllo della densità che ha aumentato la sua forza e durata.
Il cervello di Wonder Man era adattato per utilizzare non l'asse $x$ del cambiamento di dimensioni, ma gli assi $y$ della forza 3 $z$ della durata, e questo perché il barone Zemo aveva creato Wonder Man utilizzando aveva utilizzato particelle Pym ionizzate.
Più tardi Power Man combinò la forza ionica con le particelle Pym per diventare un super-Golia, una combinazione che irretiva senza soluzione di continuità a causa del suo scopo.
Nella speranza che la traduzione non sia stata così terribile, l'unico consiglio che vi posso dare è provare a seguire Fantastici Quattro, non solo per questa lezione dell'Osservatore, ma anche perché raccoglie entrambi i serial, che sono scritti veramente molto bene.
E' tempo di distruzione!

(1) Nell'originale, Fraction utilizza il termine woolgathering che indica una indulgenza nel pensiero senza meta o immaginazione sognante, secondo Google, o più esplicitamente, impegnarsi in un sogno fantasioso a occhi aperti
(2) La frase originale, Scott hit upon the answer è attiva, ma l'ho resa passiva per rendere il processo più aderente a una scoperta scientifica: in un certo senso è sempre la risposta che arriva e non tu che la prendi.
(3) La traduzione letterale della frase in italiano mi suonava troppo semplicistica, così ne ho proposto il senso scientifico, o qualcosa che gli si avvicina.

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