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mercoledì 20 agosto 2003

Clima e stagioni

Tra i servizi della puntata di ieri di SuperQuark, su Rai Uno, uno è stato particolarmente interessante, soprattutto perché proprio oggi, a Erice, inizia un incontro tra alcuni tra i più importanti scienziati del pianeta proprio sulla situazione del clima.
Nel servizio di ieri, comunque, si parlava della ricerca di un "oceanografo" italiano (mi scuso se non re ricordo il nome) che esplora le grotte sottomarine presenti lungo le nostre coste. Infatti, in epoche passate, queste grotte sono state sulla superficie del mare, in altre, come ora, sotto e, dallo studio delle sezioni delle stalattiti e delle stalagmiti, si riesce a ricostruire la storia climatica della regione (e quindi del pianeta). Da una prima analisi dei primissimi dati, come ci si aspettava, l'alternanrsi di climi caldi e freddi sul pianeta è assolutamente naturale, tanto che questo attuale periodo di caldo potrebbe benissimo non essere dovuto all'azione dell'uomo. Molti, infatti, gli scienziati che, ad Erice e non solo, sono convinti che l'influenza dell'uomo sul clima non solo sia ancora tutta da dimostrare, ma che addirittura sia minima.
Certa è l'influenza sulla qualità dell'aria, ma non altrettanto quella sulle variazioni climatiche, tanto che molti propongono varie ipotesi, tra cui lo spostamento periodico dell'asse o l'azione del vento solare... Non si può ancora essere certi di quale sia la causa, ma bisogna essere consci del fatto che tutto ciò rientra nell'ordine naturale delle cose (secondo me la nostra influenza, al massimo, ha accellerato, e di poco, considerando che stiamo parlando di archi di tempo che variano dell'ordine dei secoli, l'arrivo di un clima più caldo, che mancava da qualche migliaio di anni - prima o poi, quindi, doveva pur ritornare!) e che, a differenza degli altri esseri viventi del pianeta (a parte pochi altri, forse), siamo la specie più adattabile alle variazioni climatiche e, inoltre, abbiamo conoscenze e abilità che ci consentirebbero anche di poter migrare in altre zone dell'Universo (penso così tanto a Marte, che già mi sento un marziano!).
Concludo ricordando che, già in altri messaggi postati su questo blog, viviamo su un pianeta vivente perché formato da esseri viventi che, proprio perché vivono, devono pagare un prezzo, che è la variazione del clima e che potrebbe essere spiegato solo da un modello termodinamico che, mi pare, ancora non c'è.

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