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lunedì 18 agosto 2003

Meno di zero!

Quest'oggi, a firma di Lester People, su la Gazzetta del Sud, è stato pubblicato un interessantissimo articolo su uno studio statistico sull'astrologia:

Una documentata ricerca dimostra che stelle e pianeti non condizionano la personalità
Astrologia? Tutto da rifare
L'approfondito studio condotto da scienziati inglesi

Come molti avevano già sostenuto, gli scienziati hanno dimostrato che l'astrologia non funziona.
Una ricerca approfondita e durata decine di anni(1) ha mostrato infatti che la data di nascita e la posizione di pianeti e stelle non condizionano la personalità e le caratteristiche che un individuo svilupperà durante la sua vita.
I ricercatori, scrive il Sunday Telegraph, hanno preso in esame 2000 persone nate a Londra nei primi giorni di marzo del 1958 e ne hanno osservato lo sviluppo in più di 100 caratteristiche fisiche e caratteriali come occupazione, livello d'ansia, aggressività, socievolezza, livello d'intelligenza ed abilità nelle arti, nello sport, nella matematica e nelle lettere.
A detta degli astrologi, questi individui avrebbero dovuto mostrare caratteristiche molto simili, ma al contrario gli scienziati non sono riusciti a identificare nessuna similarità tra i soggetti in esame(2).
I risultati della ricerca sono stati riportati nella rivista filosofico-scientifica britannica Journal of Counsciousness Studies. Gli scienziati dichiarano: "Le condizioni nelle quali lo studio è stato intrapreso avrebbero potuto con molte probabilità dimostrare la validità dell'astrologia, ma i risultati sono decisamente contrari".
I dati ricavati dalla ricerca sono stati analizzati dal dottor Geoffrey Dean, uno scienziato ed ex astrologo di Perth, in Australia, e da Ivan Kelly, uno psicologo dell'università di Saskatchewan, in Canada.
I risultati dello studio hanno causato rabbia ed allarme nei circoli astrologici britannici(3). Roy Gillett, presidente dell'Astrological Association of Great Britain, sostiene che la ricerca deve essere trattata con "estrema cautela"(4) ed ha accusato il dottor Dean di cercare di "screditare l'astrologia"(5).
Ma lo studio dei "gemelli di nascita" - così vengono chiamate le persone nate in momenti vicini tra loro - è solo l'inizio di una serie di cattive notizie che gli astrologi non potevano prevedere(6).
Il dottor Dean ed il professor Kelly hanno anche cercato di scoprire se gli astrologi fossero in grado di abbinare una certa data di nascita con la personalità di una serie di individui scelti casualmente. Più di 700 astrologi hanno preso parte allo studio e nessuno di loro è riuscito a portare a termine il test correttamente.
Nonostante ciò, l'astrologia è oggi più popolare che mai in Gran Bretagna. Recenti sondaggi hanno rivelato che più della metà dei britannici ci crede, molti di più rispetto a 50 anni fa, quando solo il 13% si affidava alla lettura delle stelle.

Ripromettendomi di andare a cercare in rete quanto prima dati su questa ricerca (il messaggio verrà, infatti, postato molto dopo all'effettiva data di scrittura, che è quella che leggete sopra il messaggio stesso), vi lascio alle mie note personali:
(1) Una ricerca del genere, al limite del futile, richiede un certo investimento economico. Perché la Gran Bretagna può permettersi una simile spesa, mentre l'Italia non riesce a finanziare quanto gli altri paesi d'Europa neppure le ricerche più importanti?
(2) Per fortuna il genere umano è molto vario!
(3) A giusta ragione: solo perché dei semplici scienziati lo insinuano, rischiano di essere trattati tutti come ciarlatani e imbroglioni! (Magari!)
(4) E' solo uno studio statistico... e si sa, la statistica non è una scienza! (AH! AH! AH!) Senza contare che lo studio si basa su una ricerca durata solo 10 anni. Troppo pochi!!!
(5) Se vogliamo, lo fa già il fatto che sia stato un astrologo e poi ha giustamente cambiato idea. Questo fatto dovrebbe certamente far pensare l'attento lettore!
(6) Ma non è il loro mestiere?

E adesso speriamo che le persone inizino a convincersi che l'astrologia è una bufala; continuo a ripetermi: quanti astrologi (oggi li chiamo così, domani chissà...) hanno vinto il Nobel?

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