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martedì 13 ottobre 2009

La storia infinita

Michael Ende, figlio di Edgar pittore surrealista, ha trasfuso l'esperienza del genitore e tutto quello che da lui ha imparato nelle sue opere di letteratura, in particolare ne Lo specchio nello specchio, anche esplicitamente citato all'interno de La storia infinita.
La trama del romanzo è abbastanza nota a tutti: Bastiano, un ragazzino cicciotto e tiranneggiato dai compagni di classe perché studia (il classico nerd, insomma), bocciato un anno perché, a causa della morte della madre, aveva perso qualunque interesse nella scuola (interesse che non nutre particolarmente nemmeno ora, a causa dei suoi problemi), finisce nella libreria del signor Coriandoli, dove scorge un libro particolare, dal titolo La storia infinita. Il bambino, lettore vorace, prende il libro e fugge per rifugiarsi nella soffitta della scuola e leggere fino a notte fonda le avventure di Atreiu e del Dragone della Fortuna Fùcur per salvare Fantàsia e l'Infanta Imperatrice dall'avanzare del Nulla.
Il romanzo, del 1979, ebbe una parziale trasposizione cinematografica nel 1984 di grandissimo successo, abbastanza fedele all'originale nella trama ed estremamente fedele all'atmosfera. La trasposizione è da considerarsi parziale perché il film di Wolfgang Petersen si fermò praticamente a meno della metà del romanzo di Ende, quando l'Imperatrice accoglie Bastiano in Fantàsia, catturandolo in una complessa spirale narrativa (un concetto che è stato esplorato anche in molti fumetti di supereroi grazie a sceneggiatori come Moore o Morrison). In questo caso Bastiano da il nome all'Infanta Imperatrice e Fantàsia può tornare a vivere, mentre il nostro piccolo eroe inizierà un percorso nel mondo fantastico, almeno nel romanzo. Questa prima parte de La storia infinita è da mettersi in parallelo con Momo, dove la dolce bambina ideata da Ende e diventata protagonista di un bel lungometraggio animato di produzione italiana, inizia una sfida agli uomini grigi che cercano di rubare il tempo agli esseri umani: in questo caso è il Nulla a fare la parte degli uomini grigi.
La seconda parte è, in pratica, il racconto del viaggio di Bastiano in Fantàsia che, con l'Auryn al collo, di desiderio in desiderio, dovrà cercare la strada per tornare al suo mondo, arrivando vicinissimo a perdersi per sempre. Molte delle immagini e delle situazioni richiamano sicuramente Lo specchio nello specchio (successivo a La storia infinita) e in questo senso è forse la parte del romanzo più difficile e complessa da leggere, ma il materiale che era stato scartato per il primo film era tanto, così tanto che si pensò bene di metterlo nel seguito, La storia infinita 2(1) del 1990. Purtroppo quel film, a causa anche delle pesanti modifiche alla trama originaria, nonostante conservasse molti degli elementi e degli spunti di base, ha perso di fatto l'atmosfera del film originario e del romanzo di Ende.
La storia infinita, comunque, resta un caposaldo della letteratura mondiale, un capolavoro di letteratura surrealista (passatemi il termine), un invito alla lettura, ad immergersi nei mondi fantastici che vengono descritti nei libri, un messaggio che, ad esempio, Firmino non è riuscito compiutamente a trasmettere. Nel romanzo di Ende, comunque, molti sono gli elementi presenti in romanzi fantasy precedenti, in particolare in quelli della serie de Le cronache di Narnia: Ende, in effetti, ne cattura le atmosfere favolistiche, i personaggi semplici e animaleschi e gli spunti surreali, esaltando questi ultimi e incastrando perfettamente i primi nella creazione dei suoi personaggi, delle sue situazioni, della sua vicenda. Un romanzo che non ci si può esimere dal leggere.
(1) Ho scoperto su wiki che c'è anche un terzo film del 1994.

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