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giovedì 17 gennaio 2013

I rischi del mestiere

Potrebbe succedere a chiunque di noi. Nel momento in cui critichiamo, anche a ragione e indipendentemente dalla buona fede, potremmo essere costretti a rettificare o modificare o cancellare qualcosa che abbiamo scritto e, non mi stanco di ripeterlo, al di là della giustezza di quanto scritto.
Science Fraud era un blog che aveva come missione quella di mostrare tutti i trucchetti che venivano utilizzati all'interno dei grafici allegati agli articoli di ricerca: tagli ingiustificati, ma fatti così male da essere evidenti; dati o porzioni di dati che venivano riproposti in contesti differenti (che poi è uno dei casi più diffusi, visto che la pigrizia è diffusa e non va a nessuno di ripetere le stesse esperienze di altri, in barba al metodo scientifico!). A quanto pare è ora chiuso e per chi se l'è perso, si possono recuperare solo una porzione dei sei mesi di attività del blog su archive.org.
La chiusura del blog avviene con questo post (recuperato dalla copia cache, visto che ora neanche quello è visibile): Della chiusura ne aveva discusso subito Retraction Watch, che, seguendo Science Insider, il giorno successivo ha aggiornato la storia con la vera identità del blogger di Science Fraud: Paul Spencer Brookes dell'Università di Rochester. Il giovane ricercatore aveva rivelato tutto in un post sul suo blog di ricerca, ora cancellato e leggibile solo sul post di Retraction Watch.
Se da una parte i ricercatori sono con Paul, come ad esempio mostra questo commento di Jeffrey Beall:
I've followed Fraudster for several months and think Brookes is a hero. He has fought to improve the integrity of the academic record, and I hope he is able to continue this work.
He has done nothing wrong. He clearly and convincingly documented many cases of image manipulation found in publicly available articles. He presented the fraud in a way that made it easy to understand and confirm.
He documented bogus research that was conducted using public research monies. I hope that those who are going after him are exposed and their research further scrutinized.
il portavoce dell'Università, Tori D'Agostino, ha scritto:
While we respect his right to free speech, we cannot condone the manner in which he raised these critically important questions. We will immediately develop a plan with Dr. Brookes to ensure that he follows our policies for any University-related activity and that his personal activities continue to be kept entirely separate from his University role.
Non ho ben chiaro se D'Agostino si riferisca all'anonimato o ai toni, forse a volte accesi (anche se mi sembrano più che altro ironici), fatto sta che l'esigenza di una scienza sempre più trasparente e onesta sta diventando sempre più importante e, come altri prima di me hanno scritto e mostrato, nemmeno riviste storiche come Nature e Science sono immuni alla scienza fraudolenta.
If the data are without integrity, there is no science!
Paul Spencer Brookes

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