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martedì 17 gennaio 2017

Il fantasy realistico di Poul Anderson

Il blocco dello scrittore può sorgere in due casi: o la sua mente si zitisce di fronte al foglio bianco, non sapendo cosa scrivere, o si ingolfa per le troppe bozze messe da parte, non sapendo quale utilizzare prima. Più o meno è quest'ultimo blocco quello che si sta presentando negli ultimi periodi: molte bozze abbastanza complete e scritte e l'indecisione su quale rileggere e pubblicare. Rileggendole, però, ecco spuntare ilnome di Poul Anderson, uno dei miei scrittori di fantascienza preferiti e presente tra le bozze delle recensioni con due romanzi, di cui uno leto nell'inverno del 2015. Ed è proprio di quello che vado a scrivere:
La spada spezzata
Come scritto, Anderson è uno scrittore di fantascienza, ma è stato anche un appassionato di storia. Una delle sue più grandi creazioni, la Pattuglia del tempo, ha unito queste sue inclinazioni: grazie a questa serie ha raccontato alcuni degli eventi cardine del passato, giocando con essi, modificandone gli esiti e quindi realizzando delle vere eproprie realtà alternative. Per riportare la storia sui giusti binari, permettendo così alla razza umana di evolversi, ecco ideare una delle prime tempolizie della letteratura, il cui compito era evidntemente quello di riportare gli eventi nel loro usuale corso storico.
La passione per la storia lo ha portato, oltre a scrivere alcuni romanzi di genere, anche a interessarsi alle leggende nordiche, quelle del mondo delle fate, o degli elfi, e dunque al fantasy. La spada spezzata è uno dei romanzi di Anderson nel genere che vede J.R.R. Tolkien dominatore quasi incontrastato. Non a caso un grande interprete del genere, Michael Moorcock, non solo confrontò La spada spezzata con Il Signore degli Anelli, ma lo ritenne ben superiore (e personalmente sono abbastanza d'accordo). Tra l'altro scrisse a proposito del romanzo di Anderson:
(...) una frenetica tragedia imbevuta di fatalismo in cui l'eroismo umano, l'amore e l'ambizione, manipolata da dei amorali, elfi e troll, ha portato inevitabilmente a conseguenze tragiche.
In effetti la storia, che narra le avventure di Skafloc, umano cresciuto tra gli elfi, si incentra sullo scambio dei figli di due re, uno elfico e uno umano, sul loro legame e sulla guerra tra elfi e troll che vede i due "fratelli" fronteggiarsi. Tra l'altro Valgard è, in un certo senso, un personaggio accostabile al mostro di Frankenstein: nato dagli esperimenti magici del re elfico Imric e da questi rinnegato, accetterà il suo retaggio e la follia che porta una volta comprese le sue origini.
In questo senso La spada spezzata è un intricato dramma familiare dai toni shackespeariani e dalla conclusione altrettanto tragica la cui forza sta soprattutto nella verosimiglianza della vicenda e nella costruzione di personaggi credibili, nessuno dei quali realmente classificabile come "buono" o "cattivo".
Una narrazione in toni di grigio, quindi, spesso rara nel genere fantasy dell'epoca (il romanzo è del 1954, anno d'uscita de La compagnia dell'Anello, primo romanzo della trilogia di Tolkien) ma anche in quello successivo e che rende quindi Elrik e la saga di Moorcock eredi di Skafloc e di Poul Anderson.
La copertina in apertura, estratta da Battered, Tattered, Yellowed, & Creased, è quella dell'edizione del 1971, riveduta dallo stesso Anderson, e realizzata da George Barr, noto illustratore fantasy dell'epoca che aveva anche disegnato la riduzione a fumetti del romanzo sulla fanzine statunitense Trumpet, ma rimasta incompleta.

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