Stomachion

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martedì 31 marzo 2026

La saga di Elric: Il canone secondo DAW

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Questa è una storia di emozioni mostruose e di ambizioni sfrenate. E' una storia di sortilegi, di tradimenti e d'ideali onorevoli, di sofferenze e piaceri spaventosi, di amore amaro e di dolce odio.
Questa è la storia di Elric di Melniboné.
La prima volta che incontrai Elric, se la memoria non mi inganna, fu in uno dei volumi dedicati a Conan raccolti nel cofanetto che Newton Compton dedicò a Robert Erwin Howard. Probabilmente scritto da uno dei due curatori di quella raccolta, Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, raccontava di un personaggio, Elric, appunto, che era antitesi di Conan: mentre quest'ultimo era espressione di forza, Elric era espressione di debolezza; mentre Conan era tutto muscoli, Elric per sostenere se stesso e poter combattere, aveva bisogno di magie oscure. In pratica Elric rappresentava tutto ciò contro cui Conan combatteva e che persino disprezzava. E nonostante all'epoca trovassi Conan un gran bel personaggio (e continuo a trovarlo tale ancora adesso, nonstante molti critici non riescano a vedere oltre i suoi muscoli), rimasi completamente affascinato da quella descrizione di questo stregone, tanto che per diverso tempo drizzai le orecchie per carpire, invano, qualsiasi volume che ristampasse i suoi romanzi e racconti.
Il secondo contatto con il personaggio arrivò diversi anni più tardi, dopo il mio arrivo a Milano. Fu una visione fugace, quella della copertina dell'edizione italiana di, probabilmente, The Making of a Sorcerer, fumetto del 2004 di Walt Simonson e scritto dal creatore del personaggio: Michael Moorcock.
Non presi quel volume e per un semplice motivo: volevo prima leggere i romanzi.
Il primo, vero contatto con Elric era quindi solo rimandato.

giovedì 25 maggio 2023

Mondo senza stelle

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L'elemento più interessante di Mondo senza stelle di Poul Anderson alla fine non è quello che alla fine spinge all'acquisto, ovvero l'ambientazione su un pianeta posto fuori dalla Via Lattea, ma come quest'ultima abbia influenzato la cultura e le credenze di questo pianeta, con cui il genere umano cerca di prendere contatto.
La Via Lattea, infatti, è diventata, per i due popoli presenti sul pianeta, una divinità o un demone. E qui abbiamo probabilmente lo spunto di riflessione più interessante, legato alla religione e a come questa sia solo una costruzione dell'intelligenza e non un qualcosa che mette realmente in comunicazione con il soprannaturale, ammesso che esista. E in questo senso risultano significative le circostanze che hanno portato gli esploratori umani ad allearsi con una delle due fazioni presenti sul pianeta.
Ovviamente Anderson ci fornisce anche alcune informazioni sulla società umana del futuro, dando anche un certo spessore, soprattutto una certa malinconia di fondo, ai suoi protagonisti.

mercoledì 18 gennaio 2017

Benvenuti tra i mercanti cosmici

Il recupero della recensione de La spada spezzata di Poul Anderson non era stato fatto per caso, ma per poter pubblicare subito dopo quella de La ruota a tre punte, libro di scoperta recente nonché terzo volume della saga della Lega Polesotecnica, che ha come protagonista Nicholas van Rijn. A parte proprio questo La ruota a tre punte, dove invece fa la sua comparsa il giovane ma brillante David Falkayn.
Di come la matematica può rompere i tabù e altre storie
Il volume si costituisce di tre brevi romanzi, La ruota a tre punte, che da il titolo alla raccolta italiana (edizione cartonata del 1975 della Nord), Un sole invisibile e Gli scansaguai. Il protagonista, David, è un apprendista mercante della Lega Polesotecnica, una lega di mercanti che commercia con tutti i pianeti abitati scoperti dai popoli che costituiscono la lega stessa.
Dunque l'ambientazione non è molto differente da quella della Legione dei Supereroi, il gruppo di eroi del lontano futuro DC Comics, mentre lo stile dell'autore è leggero e ironico, con Falkayn personaggio arguto, un po' arrivista e decisamente scanzonato, una caratterizzazione che, ad esempio, si può ritrovare in Han Solo, uno dei protagonisti della trilogia originale di Star Wars. In effetti l'atmosfera della serie, la varietà di pianeti e di razze presenti ne La ruota a tre punte fa pensare proprio alle Guerre Stellari di George Lucas. D'altra parte il pianeta del terzo romanzo breve è desertico, come Tatooine, e rivolge costantemente una faccia contro il sole intorno cui ruota.
Uno dei punti forti del trittico è, oltre alla caratterizzazione dei personaggi e alla vivida descrizione delle ambientazioni, è proprio la parte prettamente scientifica (messe da parte, ovviamente, le violazioni alla relatività speciale necessarie per permettere ai commercianti di collegare in poco tempo i vari pianeti).
Ad esempio ne La ruota a tre punte (in questo caso il romanzo breve d'apertura), David riesce a trovare un modo per introdurre un sistema che si comporta come una ruota pur non avendo una forma circolare, tabù per motivi religiosi sul pianeta dove è ambientato.

martedì 17 gennaio 2017

Il fantasy realistico di Poul Anderson

Il blocco dello scrittore può sorgere in due casi: o la sua mente si zitisce di fronte al foglio bianco, non sapendo cosa scrivere, o si ingolfa per le troppe bozze messe da parte, non sapendo quale utilizzare prima. Più o meno è quest'ultimo blocco quello che si sta presentando negli ultimi periodi: molte bozze abbastanza complete e scritte e l'indecisione su quale rileggere e pubblicare. Rileggendole, però, ecco spuntare ilnome di Poul Anderson, uno dei miei scrittori di fantascienza preferiti e presente tra le bozze delle recensioni con due romanzi, di cui uno leto nell'inverno del 2015. Ed è proprio di quello che vado a scrivere:
La spada spezzata
Come scritto, Anderson è uno scrittore di fantascienza, ma è stato anche un appassionato di storia. Una delle sue più grandi creazioni, la Pattuglia del tempo, ha unito queste sue inclinazioni: grazie a questa serie ha raccontato alcuni degli eventi cardine del passato, giocando con essi, modificandone gli esiti e quindi realizzando delle vere eproprie realtà alternative. Per riportare la storia sui giusti binari, permettendo così alla razza umana di evolversi, ecco ideare una delle prime tempolizie della letteratura, il cui compito era evidntemente quello di riportare gli eventi nel loro usuale corso storico.
La passione per la storia lo ha portato, oltre a scrivere alcuni romanzi di genere, anche a interessarsi alle leggende nordiche, quelle del mondo delle fate, o degli elfi, e dunque al fantasy. La spada spezzata è uno dei romanzi di Anderson nel genere che vede J.R.R. Tolkien dominatore quasi incontrastato. Non a caso un grande interprete del genere, Michael Moorcock, non solo confrontò La spada spezzata con Il Signore degli Anelli, ma lo ritenne ben superiore (e personalmente sono abbastanza d'accordo). Tra l'altro scrisse a proposito del romanzo di Anderson:

lunedì 12 aprile 2010

La teoria del tutto

(inizia ComunicareFisica, e io sono lì; seguendo il link potrete avere qualche aggiornamento sull'evento, oppure dare un'occhiata ai vari siti su twitter (Science Backstage, Gianluigi), google buzz (Science Backstage, Gianluigi Filippelli), posterous (ulaulaman) o magari iscrivervi al gruppo; per ora beccatevi questa citazione...)
Oh sì, gli scienziati avranno campo di azione per qualche tempo. Ma la maggior parte dei fisici con i quali ho parlato recentemente, hanno manifestato il sospetto che il campo d'azione della scienza non sia illimitato. Pensano che le varie leggi della natura e i fenomeni che si possono scoprire siano di numero limitato, in quanto in definitiva farebbero capo ad un'unica teoria, e oggi non siamo molto lontani dall'aver scoperto questa teoria. Non si tratta di un postulato che possa essere senz'altro accettato senza discutere, ma sembra molto accettabile. In ogni caso non possiamo essere tutti scienziati.
(Rossman in Quoziente 1000 di Poul Anderson)
(oggi per noi questa teoria del tutto è la teoria delle stringhe, ma non è il caso né la sede di parlarne...)

giovedì 8 aprile 2010

Quoziente 1000

Cosa succederebbe se all'improvviso ogni essere vivente, dagli animali agli uomini, acquisisse un quoziente intellettivo superiore? O per meglio dire un miglioramento delle proprie facoltà intellettive? La domanda se la pone Poul Anderson in Quoziente 1000 (che però in originale si chiama Brian Wave), romanzo differente rispetto a Hanno distrutto la Terra, epopea spaziale obiettivamente un po' monca.
Questo sembra essere una sorta di prequel alla nascita della super razza umana che ha ideato la Time Patrol nella omonima serie di racconti: in questo caso la Terra sembra uscire da una sorta di campo di inibizione, che ha costretto gli uomini a evolvere con delle facoltà intellettive inferiori alle proprie possibilità. Uscita fuori dall'influenza di questo campo, tutti gli abitanti del pianeta hanno sviluppato completamente le proprie facoltà e con un ritmo abbastanza elevato, tanto che le situazioni di disordine e di follia sono state per molto tempo all'ordine del giorno.

mercoledì 5 agosto 2009

Hanno distrutto la Terra

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Hanno distrutto la Terra. Questo urlano i protagonisti del romanzo di Poul Anderson, fisico e scrittore di fantascienza e fantasy. Tra le sue creazioni più belle e brillanti, la Pattuglia del Tempo, un gruppo di avventurieri che viaggiano lungo il tempo per riparare a eventuali errori nel flusso temporale o a risolvere i problemi creati dai terroristi temporali, tutto per far sì che il futuro dell'umanità possa compiersi.
Nella serie di racconti temporali di Anderson, lo scrittore dimostra una grande e vasta cultura sia come storico sia come... mitologo! Questo suo aspetto, oltre allo stile preciso, rapido e asciutto, viene ottimamente dimostrato nel corso del romanzo, durante il quale vengono descritte le peripezie di due gruppi di terrestri che vagano nello spazio dopo la distruzione della Terra.
Gli aspetti negativi del romanzo, però, che ho recuperato a Milano su una bancarella, stanno da una parte proprio nella sua rapidità.
I vari aspetti, le varie vicende sono scarsamente approfondite: ad esempio c'è poca attenzione alle battaglie spaziali, in particolare a quelle conclusive, che non sono per nulla descritte; non dimentichiamo poi che le avventure della missione spaziale europea, tutta femminile, sono in proporzione molto minori rispetto a quelle dell'equipaggio statunitense, tutto maschile.
Un romanzo comunque gradevole, molto utile per queste torride giornate estive.