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lunedì 14 maggio 2018

Anonime ricerche

In un'era in cui la maggior parte dei servizi traccia le nostre attività sul web e quelle nella realtà a esse in qualche modo connesse, poter eseguire una ricerca in perfetto anonimato, anche solo per ovviare al problema del filtraggio dei risultati da parte dell'algoritmo di ricerca che si basa proprio sui nostri dati di navigazione diventa sempre più importante. Il principale tracciatore della nostra attività è indubbiamente Google, un motore di ricerca propriamente detto, seguito a ruota da Facebook, un social network che comunque decide cosa mostrare ai suoi utenti. Per cui proprio la posizione di dominanza di Google, quel suo aver quasi ucciso l'offerta di motori di ricerca, potrebbe risultare, unita con una maggiore richiesta di anonimato, il punto di partenza per la rinascita del mercato. In un interessante articolo di Christian Stewart vengono raccolti alcuni motori di ricerca anonimi, ovvero che promettono di eseguire una ricerca sui contenuti web con il massimo della precisione senza tracciare in alcun modo la nostra attività. Ho fatto un piccolo test con i motori di ricerca consigliati, confrontandoli con Google. La chiave di ricerca che ho utilizzato, influenzato dalla lettura di La realtà non è come ci appare di Carlo Rovelli, è stata quantum gravity. La ricerca su Google è stata fatta utilizzando il mio profilo principale, ma essendo i miei interessi strettamente legati alla chiave scelta, non mi sono preoccupato di eseguire la ricerca da anonimo, anche in considerazione del fatto che per farla da anonimo avrei dovuto prima eliminare i cookie sul browser da un alto, e dall'altro dalla consapevolezza che nel caso specifico le differenze sarebbero state minime. E in effetti, considerando che sia search encrypt sia startpage affermano di utilizzare l'algoritmo di Google per le loro ricerche senza alcuna profilazione, i loro risultati si sono discostati di poco da quelli di Google. Le differenze tra i due motori di ricerca sono, probabilmente, spiegabili con il fatto che la versione dell'algoritmo utilizzata per la ricerca non è esattamente l'ultima per nessuno dei due. Inoltre startpage permette un minimo di impostare alcune opzioni come la lingua.
Il successivo, Gibiru, mostra già alcuni risultati non presenti in nessuno dei tre motori di ricerca precedenti, pur utilizzando lo stesso algoritmo di Google, mentre swisscows, che si basa su bing, si discosta decisamente dai risultati del principale motore di ricerca e, nonostante l'utilizzo della lingua inglese in luogo di quella del browser, propone anche risultati in italiano. La risposta a questa curiosità risiede nella colonna a sinistra costituita da una serie di rettangoli con al centro altre parole chiave connesse con l'argomento, e una di queste è Rovelli, spiegando così quei due o tre risultati in italiano infiltratisi tra quelli in inglese.
Anche yippy è sulla stessa filosofia di swisscows proponendo una colonna a sinistra con le ricerche correlate. In entrambi i casi cliccando su, ad esempio, Rovelli (o Carlo Rovelli, come nel caso di yippy) si ottenga una ricerca che dovrebbe essere un sottogruppo di quella principale. In questo senso risulta più funzionale yippy, che propone veramente una selezione dei risultati principali, rispetto a swisscows che in effetti propone una nuova ricerca cui aggiunge alla chiave "quantum gravity" anche "Rovelli". Ovviamente i due approcci possono essere usati alternativamente in funzione delle esigenze del momento.
Se però già yippy sembra staccarsi sia da Google sia dai suoi concorrenti profilanti, desearch di BitClave, qwant e DuckDuckGo, che per ora è la mia scelta, si distaccano per vari motivi da Google. In particolare quell che mi sembra ancora in evoluzione è desearch, mentre qwant è quello che propone una visualizzazione più interessante. I risultati, infatti, vengono suddivisi in tre colonne (web, news e social) mentre nella striscia sopra vengono mostrati i risultati della ricerca per immagini. Inoltre il motore permette anche di iscriversi al sito, in similitudine a Google. DuckDuckGo, invece, che ha da sempre presentato risultati apprezzabilmente differenti da quelli di Google, ha deciso di mutuare dal più usato motore di ricerca la possibilità di raffinare la ricerca con opzioni legate alla lingua, alla sicurezza dei risultati, alla loro cronologia di uscita.
In questo momento la mia scelta è caduta su quest'ultimo, ma penso di dare un'occhiata in futuro anche a yippy, che mi sembra particolarmente interessante.

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