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giovedì 3 maggio 2018

Ozio creativo

Il concetto di ozio creativo sembra sia stato elaborato dal sociologo Domenico De Masi
Nella società post-industriale in cui la creatività predomina sulla manualità, i confini tra lavoro, studio e gioco si confondono. Questa fusione genera l'ozio creativo. Una situazione in cui si lavora senza accorgersi di farlo.
Però uno degli esempi che più mi piacciono sul successo dell'ozio creativo viene dal grande matematico francese Henri Poincaré:
(...) partii da Caen, dove vivevo, per partecipare a un'escursione geologica sotto gli auspici dell'Ecole des Mines. Le vicende del viaggio mi fecero dimenticare il mio lavoro matematico. Giunti a Coutances, salimmo su un omnibus per andare in qualche posto. Quando misi piede sul predellino mi venne l'idea, alla quale nulla nei miei pensieri precedenti sembrava aver preparato la strada, che le trasformazioni da me usate per definire le funzioni fuchsiane fossero identiche a quelle della geometria non euclidea. Non verificai l'idea; non ne avrei avuto il tempo mentre stavo prendendo posto sull'omnibus. Continuai una conversazione già cominciata in precedenza, ma mi sentivo perfettamente certo. Al ritorno a Caen verificai con comodo il risultato.
Questa citazione, nella traduzione di Libero Sosio, viene riportata da Roger Penrose nel suo La mente nuova dell'imperatore ed è a sua volta tratta da un libro del 1945 del matematico francese Jacques Hadamard sulla psicologia dell'invenzione matematica.
Concludo questa sorta di elogio dell'ozio segnalandovi una serie di citazioni sull'ozio, alcune delle quali decisamente condivisibili.

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