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martedì 29 aprile 2008

Bestie

Immagine di BestieCorse, combattimenti e macellazione clandestina, traffico di fauna esotica o protetta, racket degli animali, doping, bracconaggio e zoopornografia: sono queste le voci più significative dei profitti criminali a danno degli animali. E poi maltrattamenti, mutilazioni e uccisioni fine a se stessi, senza scopo di lucro, solo sfogo violento delle peggiori e inconfessabili pulsioni umane. Un lungo e inesorabile elenco di crimini e misfatti che vedono come protagonisti gli esseri umani e come vittime sempre gli animali. Crimini che nella maggior parte dei casi rimangono impuniti, invisibili ai grandi media, nascosti agli occhi dell'opinione pubblica. A partire dal traffico di specie animali e loro derivati (pellame e avorio, in particolare) protetti dalla Convenzione Internazionale di Washington (Cites).
A cimentarsi con i loschi traffici sono "collezionisti" di animali rari e trafficanti, soprattutto coloro che si rivolgono al mercato della cosiddetta medicina alternativa, come quella tradizionale cinese: otarie, leoni marini, balene, delfini, elefanti africani, coccodrilli, tartarughe verdi, macachi, leopardi, tigri e così via, diventano pillole e unguenti vari per curare ogni sorta di malanno. La bile di orso, ad esempio, continua a essere il "rimedio" cinese più usato per curare impotenze, gastriti, artriti e raffreddori. Il giro d'affari globale messo in piedi dalle "multinazionali del crimine" è stimato dal Corpo Forestale dello Stato in 1,5 miliardi di euro, per un mercato "frequentato" soprattutto da occidentali. A rischio c'è l'estinzione di circa 100 specie di animali ogni anno, sia terrestri sia marine.
Dal globale al locale. In Italia, c'è sicuramente la mano della criminalità organizzata, Mafia, Camorra, 'Ndrangheta e Sacra Corona Unita in testa, dietro le corse clandestine dei cavalli e i combattimenti tra cani, per accaparrarsi un business di tutto rispetto: 1,2 miliardi di euro per le corse e 700 milioni per i combattimenti, secondo le stime dell'Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa). E visto che in questi casi gli animali significano soldi, ogni mezzo è buono per aumentarne le prestazioni: doping e maltrattamenti sono all'ordine del giorno. Ma anche dopo la morte il circuito illegale continua con le macellazioni clandestine, per ovvi motivi economici e, a volte, anche per motivi religiosi: il giro d'affari ammonta a circa 500 milioni di euro. Preoccupante anche il ricorso al bracconaggio, cioé alla caccia illegale, e alla pesca di frodo. In particolare, la raccolta illegale di datteri di mare e la pesca con le spadare rischiano di "desertificare" i fondali dei nostri mari. L'elenco degli orrori termina con il peggiore tra questi: la zoopornografia, lo sfruttamento animale a fini sessuali, in particolare nell'ambito del mercato del porno di provenienza asiatica. Il mondo animale è davvero sotto assedio.

(dalla postfazione di Antonio Pergolezzi, Coordinatore Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità Legambiente, al romanzo Bestie di Sandrone Dazieri)

E come si sa, Sandrone Dazieri è il gorilla, e proprio un gorilla è in copertina al romanzo, e in un certo senso è proprio un gorilla che indaga e risolve un omicidio che nasconde un terribile traffico, un traffico di animali. E alla fine solo un uomo come il protagonista che ha provato le sbarre poteva risolvere un caso in cui gli animali sono sfruttati, incatenati, uccisi, venduti, il tutto indipendentemente dai problemi della giustizia italiana, che rendono il romanzo di Dazieri semplicemente più realistico di quanto già non è.

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