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lunedì 31 marzo 2008

La società moderna

Da quando sono arrivato a Milano, sono riuscito a trovare a poco prezzo alcuni vecchi albi disneyani. Vorrei soffermarmi in particolare sul Grande Classico n.160, che ristampa la storia di Massimo De Vita Paperino e le massime di Zio Paperone.
Paperino, in un modo o nell'altro, riesce a pescare un pesce e, per accontentare i nipotini, lo getta nella vasca da bagno. Il giorno dopo si ritrova con una nidiata di piccoli pesci: abbagliato dal miraggio della ricchezza e, soprattutto, dalla possibilità di iniziare un vivaio, costruisce una piscina dove ospitare mamma pesce e i suoi piccoli. Quando ormai ha concluso un accordo con un commerciante, i nipotini riescono a convincere lo zio Paperino a liberare i pesci nel mare:

Manderesti i nostri amici a friggere in padella assieme alla loro mamma?
(...)
Li abbiamo visti crescere!
Li abbiamo allevati amorosamente!

Il messaggio della storia non è molto condivisibile: un lavoro come il vivaista, il contadino, e altri simili che restano a contatto con la natura, nel senso che hanno allevamenti di cui una parte serve comunque per la produzione del cibo, da consumare e da vendere, è necessario, e non lo si può contrastare con un ricatto morale come quello di cui sopra dato dai nipotini. La nostra società moderna non può certo sostenersi con l'attuale sfruttamento delle risorse ancora per molto tempo, ma certo non è buttando a mare il proprio lavoro che si inverte la tendenza, ma decidendo di sostenere risorse alternative e gestire in maniera più opportuna le risorse a disposizione.

domenica 30 marzo 2008

Cartoomics 2008: Impressioni dalla fiera

Milano. Sabato pomeriggio. Un lungo pomeriggio passeggiando per gli stand di Cartoomics 2008. La mia prima fiera fumettistica (alcuni anni fa, per molti problemi, non sono riuscito ad andare alla fiera romana, pur se ero a Roma proprio durante quel periodo...). Insieme a mia sorella una passeggiata tra i banchetti vari: l'inizio con i banconi centrali dei principali editori: presente la Alastor, con i volumi dei suoi editori principali, su tutti Magic Press e Planeta DeAgostini (assenti con loro stand), quindi un passaggio per lo stand Pan/Panini Comics, e poi passaggi per lo stand de Il Giornalino, quello della Disney (con, sul retro, alcuni tavoli con delle persone che stavano giocando al gioco di carte da tavolo Wizards of Mickey). Ovviamente gli stand più interessanti sono quelli delle varie fumetterie e negozi di gadget: una lunga passeggiata alla ricerca del 6.o numero di Death Note (incredibilmente si trovano tutti i numeri dall'1 al 5 e dal 7 fino all'appena uscito n.9 ma del 6 nemmeno l'ombra!!!) e dei vecchi volumi de I Maestri Disney per cercare di colmare le lacune: anche questa missione impossibile da portare a termine!
Al centro della manifestazione, però, un ampio spazio espositivo che ospita, nel corridoio centrale, una serie di poster e immagini celebrative dei 100 anni di fumetti in Italia, quindi una grande mostra, La mano dietro la Linea, dedicata al maestro dell'animazione e del fumetto Cavalli, il creatore de La Linea, quindi un'ampia mostra con tavole, immagini e copertine sul Corriere dei piccoli. In aggiunta a ciò anche uno spazio in cui viene presentato il procedimento di preparazione di una tavola a fumetti, partendo dai disegni preparatori fino alla tavola inchiostrata. Stessa cosa per le copertine degli albi. Per questa sezione viene utilizzato il fumetto della Bonelli Julia. Quest'ampia sala viene completata con le anteprime dei nuovi fumetti dell'Eura (dedicato ai carabinieri) e della Star (scritto e... interpretato da Carlo Lucarelli!!!), e da una raccolta di immagini storiche dedicate a Eva Kant, partendo dalla sua prima tavola!
Presente anche una sezione dedicata a James Bond, con un intruso: Paperino e la missione Bob Fingher.
Un pomeriggio divertente, con qualche acquisto (più che altro pupazzetti e accessori per il cellulare, a parte Quelli del 49, di Alan Moore e Gene Ha) e comunque diverso dal solito. Chissà che in futuro non riesca a tornarci ancora!!!

sabato 29 marzo 2008

La dottrina

Immagine di La DottrinaDi distopie ce ne sono tante, milioni di milioni, la più famosa delle quali è certamente quella di 1984 di Orwell, ma anche quella congegnata da Alessandro Bilotta e Carmine Di Giandomenico nei tre volumi de La dottrina non è da disprezzare.
Ambientata in Italia, come si evince dai nomi dei personaggi e dalle divise degli alunni delle scuole elementari, la storia narra di una società in cui viene imposto agli abitanti un controllo totale sulle proprie azioni ed una catalogazione degli stessi attraverso nomi propri e numeri, che identificano i Professori, ovvero una sorta di poliziotti col volto nascosto che sono gli esecutori del volere del Nocchiere, il capo del governo, e le abitazioni e i luoghi di lavoro dei comuni cittadini, nonché sostituiscono le stesse onomatopee dei rumori della graphic novel (piedi che colpiscono una pozzanghera d'acqua, pugni, esplosioni, ...). Questa società ideale, come molte società ideali, cresce al suo interno dei tumori, alcuni dei quali sono controllati dagli stessi controllori come strumento spionistico, altri sono invece delle schegge incontrollabili, come la Smorfia, il cattivo, l'avversario di turno (e mai nome fu più azzeccato, alla fine della lettura!). Con il volto coperto come il ben più famoso V, inizia ad uccidere Professori per le strade cittadine, fino a mandare una trasmissione pirata sugli schermi dei cittadini nella quale fa rivelare ad un archivista il segreto dei numeri, come nella buona smorfia napoletana. Per questi piccoli dettagli così italiani, per il finale, che ricorda molto i classici film sulla Seconda Guerra Mondiale, la graphic novel dei due bravi autori italiani si segnala come un'opera in fondo originale per l'uso e l'ambientazione, molto steam punk, di strumenti classici e tipici della narrativa del novecento.

giovedì 27 marzo 2008

Il vecchio e il mare

Immagine di Il vecchio e il mareQuando andai la prima volta alla scuola di dottorato di Otranto, il tempo fu ogni giorno bello e si poteva stare sulla spiaggia sia nell'intervallo tra i seminari del mattino e quelli del pomeriggio, sia dopo la cena, tranne negli ultimi giorni, quando tra il maltempo che stava arrivando e le prime partenze, la spiaggia era praticamente deserta, a parte uno: il sottoscritto.
Esistono molti modi di vivere il mare, ad esempio restando sulla spiaggia a prendere il sole, oppure gustandolo in solitaria, come qualcosa di prezioso per quello che potrebbe sussurrarti, con il suono delle onde che si accavallano una sull'altra e il suo odore così particolare, salmastro. E' proprio per questo particolare rapporto con il mare, di cui ho già accennato in un post di alcuni anni fa, che la letteratura lovecraftiana ha un fascino particolare nei miei confronti, in cui i protagonisti sono al tempo stesso attirati dal mare e dal suo fascino, ma anche dagli orrori che in esso si nascondono. E nonostante la letteratura lovecraftiana sia, in pratica, una letteratura dell'orrore, ho avuto delle sensazioni non dissimili e per certi versi ancora più vivide e reali con la lettura dell'opera che diede il nobel ad Ernest Hemigway: Il vecchio e il mare.
C'è ben poco da aggiungere a quanto detto fino ad ora, se non sottolineare ancora una volta la magia di un romanzo breve, o racconto lungo, o in qualsivoglia modo lo si classifichi, che racconta di come un pescatore cubano, Santiago, affronti il mare dopo più di 80 giorni senza aver mai pescato nulla, per affrontare una delle più formidabili bestie marine, un pesce spada, per poi lasciare che il mare, attraverso i suoi predatori più formidabili, si riprenda la preda del vecchio. E il protagonista del romanzo, a differenza della Ballata del vecchio marinaio di Coleridge, non ha di fatto offeso il mare e i suoi abitanti, ma ha lottato per se stesso e la sua sopravvivenza, in una storia normale, senza troppi risvolti ed interpretazioni, se non quello che Hemingway ha scritto su quelle pagine: il suo amore per il mare.

mercoledì 26 marzo 2008

Bar Sport (1)

Immagine di Bar sportE' naturale che quasi sempre il playboy da bar racconti delle balle.
Non so se Stefano Benni è un playboy, ma certo non tutto quello che racconta in Bar Sport è vero, ma non tutto quello che racconta in Bar Sport è necessariamente e completamente errato.
Basta provare ad entrare in qualche bar disperso per paesini di campagna...

martedì 25 marzo 2008

Ah! I vichinghi!

Lavoro qui da tre mesi e non succede mai niente!
Mi pagano molto e lavoro poco... mah... Forse non dovrei lamentarmi!
Ma io sono un tipo nato per la lotta... l'avventura... mi sento l'animo degli intrepidi vichinghi, io!
I vichinghi! Quelli sì ci sapevano fare! Attraversavano gli oceani a bordo di vecchie bagnarole e... solo il sole e le stelle a guidarli!
Facevano vela verso l'Islanda e la Groenlandia e pare che siano arrivati in America centinaia di anni prima di Cristoforo Colombo!
(...)
I vichinghi! Tutto il giorno a dare la caccia a balene e trichechi, a combattere i nemici! E io? Qui a mostrar farfalle a naturalisti con le lenti spesse un centimetro!
Quella nobile stirpe di uomini non sarebbe potuta scendere più i basso!

(Paperino in Paperino e il cimiero vichingo, di Carl Barks)

lunedì 24 marzo 2008

Missione impossibile!

Immagine di Missione su JaimecNon tanto il film con Tom Cruise, quanto la missione che deve affrontare James Mowry, terrestre nato sui mondi seleniti, gli avversari in questo romanzo di fantascienza spionistica di Erik Frank Russell. Uscito sul n.1532 di Urania, il romanzo si rivela di semplice e veloce lettura, appassionante e divertente, e conduce il lettore nella scoperta di una missione apparentemente suicida in cui il protagonista deve sabotare gli avversari, facendo credere loro che, in realtà, stanno affrontando una vasta e ben radicata organizzazione anti-bellica.
Le peregrinazioni di Mowry sono varie e appassionanti, mentre il finale strappa una bella risata. In definitiva una lettura bella, spensierata e, comunque, consigliata!

domenica 23 marzo 2008

La tigre del 2008 augura a tutti Buona Pasqua

E non poteva esserci modo migliore di fare gli auguri a tutti i ferraristi di una vittoria in quel di Malesia, con un Gran Premio dominato dall'inizio alla fine, con unico neo quello del, per ora, errore del piccolo brasiliano Massa. Lontane le BMW con Kubica, lontane le McLaren con Kovalainen.
E adesso restiamo in attesa del prossimo GP in Beherein!

sabato 22 marzo 2008

Neve su neve su neve

Immagine di La neve se ne fregaE' quella protettiva, che cade quando è inverno, che copre e nasconde i pensieri e le parole, che rende il mondo un posto più puro e sicuro. E' la neve del titolo del romanzo di fantascienza di Luciano Ligabue, il famoso cantante. La neve se ne frega è un'opera prima e particolare in molti sensi. I due protagonisti sono una coppia di innamorati e il racconto è narrato, in prima persona, da lui, DiFo, dopo che l'autore ci ha introdotto alla carte degli 11 diritti e degli 11 doveri del Piano Vidor, un piano che ha creato un Modello di vita sociale che non viene messo in discussione da nessuno e che è pressoché perfetto per ogni abitante della Terra.
L'utopia ideata da Ligabue, a prima impressione, sembrerebbe non molto differente da quella di 1984 di Orwell: mentre nel caso dello scrittore inglese ogni lavoratore deve impegnarsi per portare avanti il bene comune e la forza dello stato, nel romanzo del cantautore nostrano i terrestri, liberi ormai dalle ingerenze dell'economia, possono dedicarsi alle loro attività lavorative, così come sono assegnate loro dal Piano alla nascita. E la loro nascita è molto particolare: vivono la vita a ritroso, uscendo da macchine particolari sin da vecchi e abbinati ad altri individui da lì fino alla fine dei loro giorni, quando torneranno neonati e senza alcuna coscienza. E passeranno tutta la loro vita lavorando, vivendo, facendo l'amore, senza mai mettere in dubbio il Piano e coloro che lo attuano, e che per il bene comune li osservano quasi continuamente nella loro vita, il tutto per preservare i loro diritti e controllarne i bollenti spiriti, eventualmente punendoli con pene detentive più o meno importanti.
E' un'utopia dal sapore perfetto, se non fosse che la gente è, per la maggior parte, sterile, tranne, a quanto sembra, DiFo e Natura, la sua compagna: questa loro diversità li porterà ad essere degli osservati speciali, ma a differenza dei personaggi di Orwell, non metteranno mai in dubbio la giustezza del Piano, tranne forse pensando al loro figlio, quell'ultimo figlio che sono riusciti a far vivere, pensando che la sua vita al diritto per noi, al rovescio per loro, forse è un po' più corretta, un po' più naturale.
E interessante nel libro di Ligabue è anche il modo in cui una società, in effetti abbastanza asettica e controllata, quasi sapendo di non riuscire ad essere perfetta, è riuscita a costruire alcune piccole imperfezioni, necessarie perché l'utopia possa continuare a sopravvivere. In un certo senso l'autore si è reso conto che la cosa più importante, il punto su cui doveva centrare l'attenzione, al di là dello stile narrativo da utilizzare, era l'essere umano ed i suoi rapporti con gli altri innanzitutto e con le persone a lui care, come sono care uno con l'altra DiFo e Natura.
Un bel romanzo, una bella storia, un buon libro da leggere, soprattutto ora che sta uscendo per la Panini la graphic novel realizzata da Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli.
Buona lettura!

venerdì 21 marzo 2008

E son tornato...

...almeno a Cosenza, almeno per le festività di Pasqua. E l'accoglienza al ritorno? Molto semplice: treno in ritardo (partito circa 15 minuti dopo!), tempo brutto e piuttosto variabile, e, dulcis in fundo, qualcosa a cui io stesso, sul momento, ho riso come un folle.
Avendo una valigia carica piena di libri, ho preso la bella decisione di prendere le scale mobili per salire. Salgo e mi porto dietro la valigia, che però è piuttosto pesante e cade, con me dietro, e io finalmente salgo verso l'alto con i piedi che volano e la testa, che punta verso il basso, che se la ride come un folle!
Certo, sono stato aiutato da un paio di signori, ma alla fine nulla che una buona risata non possa risolvere. Insomma, la solita, unica, tipica routine del sottoscritto, che non si smentisce mai!

E intanto, anche se con un giorno di ritardo, auguri a tutti i papà d'Italia e del mondo!!!

martedì 18 marzo 2008

I sogni di Brooklin

Immagine di Brooklyn Dreams - Vol. 2Brooklin è un quartiere di New York. Uno dei suoi abitanti, Vincent Carl Santini, si presenta al lettore seduto su una poltrona immersa completamente nel buio tranne per un occhio di luce puntato proprio sopra di lui. Egli decide, quasi come se fosse ad una seduta dello psicanalista, di raccontarci un anno in particolare della sua vita, della sua adolescenza, il 1971, quando ebbe una rivelazione sconvolgente ed incredibile, ancora più sconvolgente ed incredibile per come gli venne.
E' chiaro che la sensazione di vedere Santini da uno psicanalista non è così campata in aria quando saprete che l'autore che ne scrive la storia è il meglio noto psicologo dei supereroi: J.M.De Matteis.
Aiutato ai disegni da Glenn Barr, De Matteis costruisce quello che si può ben definire un vero e proprio romanzo: i dialoghi tra i personaggi sono ridotti al minimo indispensabile, mentre la voce narrante in prima persona ci porta per mano tra le sensazioni del personaggio. Rispetto ai romanzi classici, Brooklin Dreams, ha poi il vantaggio non indifferente di avere una parte grafica (ottimoed eclettico Barr) che rende la narrazione decisamente più scorrevole e veloce, senza far perdere alla stessa la profondità di un romanzo usuale.
Una storia familiare, che si inserisce nello stile di Auster, rivisitato dal personalissimo stile di De Matteis che crea un personaggio molto reale e profondo anche grazie alle sue numerose divagazioni.
Pubblicata in due volumi nel 1994 dalla Magic Press, l'opera di De Matteis e Barr è stata pubblicata originariamente nella ormai morta linea editoriale Paradox della DC Comics e, se riuscite a recuperarla, il suo acquisto è altamente consigliato.

lunedì 17 marzo 2008

Concorrenza

Sto leggendo molti vecchi post di downloadblog, e tra tanti mi capita di leggere un articolo sul vero concorrente a PowerPoint di Microsoft Office. La cosa più interessante è che non vengono considerati come altri eventuali concorrenti quelle applicazioni off-line che dovrebbero essere i veri concorrenti di PowerPoint, e soprattutto la ancora assoluta ignoranza di un prodotto assolutamente gratuito, professionale e che consente un controllo assoluto (o quasi) una volta imparate tutte le sue funzionalità: Beamer.
Pacchetto per LaTeX, ha come unico inconveniente quello di dover imparare non solo il linguaggio LaTeX di scrittura scientifica, ma anche un minimo delle particolari funzioni ed opzioni che offre il pacchetto. Lo strumento è potente e le presentazioni possono essere prodotte direttamente in versione pdf, una tipologia di file molto diffusa ed apribile da qualsiasi sistema operativo.
Potete trovare alcuni link sul LaTeX e Beamer sulla mia pagina utente su del.icio.us.

domenica 16 marzo 2008

Conto alla rovescia...

E parte il conto alla rovescia per ritornare a casa, a Cosenza, anche se, purtroppo, solo per le vacanze pasquali...
Anche solo questi pochi giorni di pausa faranno più che bene per staccare, portare avanti alcune cose lasciate in sospeso, ricaricarsi e poi riprendere con l'attività di supplenza, che finirà sempre troppo tardi.
Spero, sinceramente, di non essere costretto a trasformare l'insegnamento nelle scuole come un lavoro...

venerdì 14 marzo 2008

Chi vuole uccidere Picasso?

Immagine di Chi vuole uccidere Picasso?Anche se con un po' di ritardo rispetto alla sua effettiva lettura, mi sembra giusto parlarvi di Chi vuole uccidere Picasso?, graphic novel di Nick Bertozzi edita da Guanda, editore che ha il... vizio di pubblicare tante buone cose anche tra i fumetti.
In pratica l'opera di Bertozzi è un po' noir, un po' umoristica ricostruzione storica dei movimenti artistici parigini del periodo di Picasso e co., gli inizi del 20.mo secolo. Grazie al sapiente utilizzo di questi elementi, Bertozzi riesce a creare un'opera al tempo stesso appassionante, divertente, bella anche graficamente e con tutti gli elementi del genere.
Non lasciatevela sfuggire!

giovedì 13 marzo 2008

La notte dell'oracolo

Immagine di La notte dell'oracoloNon c'è altro autore per cui la parola ha più importanza di Paul Auster. Non solo ciò è evidente nella Trilogia di New York (in particolare in Città di vetro), ma ancora di più ne La notte dell'oracolo.
Auster, che qui si identifica (in un certo senso) con Sidney Orr, narra le vicende accadute al suo personaggio (o alter ego?) dopo circa un paio di anni di matrimonio, quando, superato un terribile incidente dal quale sembrava non dover tornare vivo, acquista un taccuino blu di produzione portoghese e ricomincia, dopo molto tempo, a scrivere. Sul finire del romanzo, si accorge che, in effetti, buona parte delle sue invenzioni narrative sono quasi un oracolo, una visione di quanto succederà nel finale.
Alla fine Auster costruisce un noir al contrario, se mi passate la definizione, in cui il lettore viene spinto attraverso le sensazioni e le emozioni dell'autore, viene stuzzicato con un romanzo incompiuto che non si leggerà mai e con delle deduzioni assolutamente plausibili, ma non verificabili, questo perché la realtà, la vita vera, entra prepotentemente nella vita dello scrittore, lasciandogli però la sensazione che la parola, scritta o detta, non sia poi così ininfluente nella vita vera.

mercoledì 12 marzo 2008

La disfida dei poeti

- Sciocchezze! - riprese Gregory, che era assai ragionatore quando qualcun altro tentasse dei paradossi - Perché mai tutti gli impiegati e gl'inservienti dei treni appaiono così tristi e annoiati, proprio tanto tristi e annoiati? Ve lo dirò io. E' perché sanno che il treno va dove deve andare. E' perché sanno che, per qualsiasi luogo abbiano preso il biglietto, ci arriveranno proprio; è perché, dopo aver passato Slone Square, sanno che la stazione successiva dovrà essere Victoria e niente altro che Victoria. Oh! come sarebbero invece pazzi di rapimento, oh, come avrebbero gli occhi splendenti al pari di stelle e l'anima ancora una volta nell'Eden, se, nella stazione successiva essi si trovassero inaspettatamente a Baker Street!
- Voi, piuttosto, siete antipoetico! - ribatté il poeta Syme. - Se quel che dite degli impiegati è vero, è perché essi sanno soltanto essere prosaici come la vostra poesia. La cosa rara, strana, sta appunto nel raggiungere la meta; la cosa ordinaria e ovvia sta invece nel mancarla. Noi consideriamo come alcunché di epico che un uomo con una freccia rude colpisca un uccello distante. E non è pure epico che un uomo, con una rozza macchina, colpisca una stazione distante? Il caos è insulso, perché nel caos il treno potrebbe andare dovechessia, a Baker Street come a Bagdad. Ma l'uomo è un mago, e tutta la sua magia sta in questo, ch'egli dice Victoria, ed eccolo proprio a Victoria. No, no. Prendete pure i vostri libri di pura poesia e prosa; lasciate invece ch'io legga un orario delle ferrovie, con lacrime d'orgoglio. Tenete il vostro Byron, che celebra le disfatte dell'uomo; datemi invece Bradshaw(1), che ne commemora le vittorie. Datemi Bradshaw, dico!

(1) E' il noto orario ferroviario delle grandi linee europee.

(da L'uomo che fu Giovedì, di G.K.Chesterton, ed.Bompiani)

martedì 11 marzo 2008

Aleph

Immagine di L'AlephUna serie di racconti, quasi tutti fantastici. Una serie di racconti emozionanti, spiazzanti, coinvolgenti, in alcuni dei quali l'autore, Borges (chi altri, se no?), è anche il protagonista, un mediatore netto e preciso tra il lettore e la storia di volta in volta intessuta dal bravo scrittore argentino.
Una lettura che non può mancare nella biblioteca di nessuno!

lunedì 10 marzo 2008

Sei calabrese se...

...pur nn avendo un lavoro e un euro in tasca offri il caffè al bar ai tuoi amici!

...quando ti lamenti sempre della tua città e quando sei fuori la vanti come se fosse il paese delle meraviglie!!!

..quando vivi fuori, almeno 1 volta al mese ricevi il pacco che ti manda tua madre da giù con tutte le cose tipiche!

... ami la tua terra e ti fai le vacanze nei tuoi posti di mare ...pur vivendo al Nord da dieci anni, non hai perso una virgola del tuo meraviglioso accento!!( puru ca tutti ti pijjianu po' culu!) ...se trovi un portafoglio per terra e te futti tutti li sordi..(e puru u borsellinu si è bonu) ...se parcheggi la macchina in quinta fila e dopo ti lamenti pure perché ti hanno fatto la multa ...se per fare 100 metri prendi la macchina!!!!

...se già quando hai un anno sai ballare la tarantella e suonare il tamburello ... se hai la marmitta modificata e i neon blu nella macchina .. se vai allo stadio con la macchina piena di gente vestita amaranto, con la sciarpa dietro Forza Reggina, e canti CHI NON SALTA MESSINESE E'!!

...abiti in un paesino di 4000 abitanti e conosci tutti ...se ad ogni rumore che senti ti affacci a vedere chè è successo ...sei calabrese se parli con tutti e gridi anche se la persona a cui parli ti sta a 10 cm di distanza ...se vai al militare perché non sai che fare del tuo futuro ...se dopo 3 ore che conosci una persona la inviti a casa tua per le vacanze estive ...se parcheggi la macchina ai parcheggi abusivi e per te è tutto normale ...se al parcheggiatore abusivo dai 50 cent quantu mi to cacci davanti ...se trovi normale vedere 3 ragazzi che vanno in giro tutti su uno scooter ...se almeno una volta nella vita sei stato raccomandato!!!

...se quando vai in macchina alzi la musica a palla ...se commenti quello di prima con la frase:KI ZARRU!!

...se quando incontri fuori un tuo concittadino che non avevi mai cagato in città,ci parli come se usciste insieme da una vita!

...quando dici di non essere permaloso e ti incazzi ad ogni appunto che ti fanno!

...quando vivi al nord e almeno una volta al giorno ti viene nostalgia della tua terra e della sua gente!

...se ridi anche nelle situazioni drammatiche e fai divertire la gente ...se vai al Nord per lavorare per la tua famiglia ...se ti fai in quattro per fare un favore ad un amico ...se lavori a nero pure tutta la vita ...se passi l´estate tra disco e sagre di paese ...se il sabato sera vai a ballare solo se hai gli omaggi ...se hai sempre un sorriso e un consiglio per gli amici ...se ti chiamano "terrone" al Nord e non ti offendi, anzi...

...se hai un soprannome che ti danno gli amici del paese ...se in estate la prima volta che ti abbronzi, ti ustioni e spelli Ma sei calabrese soprattutto quando non ti vergogni della tua terra e ricordi sempre il luogo dove sei nato. Quando la esalti per il mare e la buona cucina, per il caldo anche d´inverno, per l´ospitalità della gente e per tutte le bellezze che la rendono una terra splendida!!!

P.S.: Ci sono giorni in cui ti chiedi: e oggi cosa posto? E ci sono giorni in cui la risposta ti arriva così, senza preavviso, via e-mail!!! Buon divertimento, con un post dedicato a tutti i calabresi, quelli che sono in Calabria e quelli che lavorano fuori dalla nostra bella regione!

domenica 9 marzo 2008

L'essere giunto dalle fogne

Immagine di Clone
O per meglio dire Clone, romanzo fantascientifico di T.L.Thomas e K.Wilhelm, che in pratica con questo romanzo del 1965 danno il via ad un nuovo tipo di fantascienza, in cui viene esaminata la possibilità di dover affrontare minacce aliene nate però sulla Terra, a causa di una scienza incontrollata o, come in questo caso, da uno scarso controllo dei rifiuti che finiscono negli scarichi delle nostre città. In effetti, indipendentemente dal divertimento e dalla vicenda appassionante, il romanzo presenta un messaggio ecologista abbastanza importante: il controllo sui rifiuti. La situazione terribile e la lotta contro un organismo in grado di inglobare in se una gran quantità di sostanze chimiche, comprese quelle che costituiscono il corpo umano, cui deve far fronte la città di Chicago, è dovuta al fatto che in quegli anni, per una scarsa sensibilità ecologica, nelle fogne così come nelle spazzature private, vengono gettati tutta una serie di rifiuti che altrimenti dovrebbero essere smaltiti in modo differente e più attento. La strana alchimia, infatti, nasce per l'unione imprevista tra i rifiuti di un laboratorio scientifico con i rifiuti urbani, tra cui resti umani.
Inquietante il finale del romanzo stesso:

Ma al di sotto di ogni grande città scorrono fiumane d'acqua cariche di elementi nutritivi e di minerali che contengono l'energia sufficiente a rendere possibile qualsiasi reazione chimica. Vi sono nutrimenti in putrefazione di tutti i tipi possibili e immaginabili. Ci sono saponi e detergenti, medicine e spezie, aromi e coloranti, inchiostri e cosmetici, risciacquature e candeggianti, resine, catalizzatori ed enzimi, e i prodotti di scarto dei processi vitali. La mescolanza di questi materiali, in una varietà infinita di concentrazioni, costituisce un alambicco da cui può scaturire qualunque cosa.
(trad. Beata Della Frattina)

E non si può non dire che, forse, a Napoli e dintorni non stia succedendo proprio questo, non in questi termini, ma in un modo decisamente più subdolo ed inquietante.

sabato 8 marzo 2008

Persepolis: la sfida di una donna ad un paese intero

Oggi è la festa delle donne, e per festeggiare degnamente, segnalo il trailer di Persepolis, il film tratto dall'omonimo fumetto di Maryane Satrapi, iraniana trapiantata in Francia, una donna che ha sfidato e continua a sfidare le tradizioni maschiliste dei paesi islamici, come ad esempio l'Iran che ha censurato il film tratto dal suo bel fumetto.



(link al video su Tiscali)

venerdì 7 marzo 2008

Buone notizie... una volta tanto

Come le modifiche alla Bossi-Fini per gli atenei italiani o la presunta scoperta della materia oscura.

La prima mi conforta, sulla seconda sono ancora un po' diffidente...
Vedremo... anzi no, sicuramente non vedremo!

P.S.: certo, sono un po' vecchie, ma ogni tanto ci vuole qualcosa per tirarsi su di morale...

giovedì 6 marzo 2008

Ogni tanto...

...mi va bene (anche solo per 5 minuti!!!)

L'osteria volante

Immagine di L' osteria volante
Padre di uno stile pungente, ironico e divertente, Chesterton, come già detto, presenta uno stile in Italia ripreso dal nostro Stefano Benni, mentre nell'ambito della letteratura anglosassone dall'altrettanto mitico Douglas Adams. L'osteria volante, infatti, presenta dei personaggi che in parte ricordano quelli della saga della Guida Galattica, come ad esempio Patrick Dalroy, un personaggio sopra le righe, molto Prefect Ford, che si diverte a rompere gli schemi per difendere uno stile di vita consolidato ormai da secoli, o come il suo compare, l'oste Humphrey Pump, che se per certi aspetti sembra riprendere il buon Sancho Panza di donchisciottesca memoria (considerando che Chesterton è un estimatore ed uno studioso dell'opera di Cervantes, la cosa non è poi così incredibile, come anche lo stesso Gian Dàuli suggerisce nella sua Introduzione), per certi altri ricorda e non poco il suo successivo Arthur Dent, soprattutto in certi atteggiamenti un po' passivi. Inoltre le descrizioni, il modo di introdurre il lettore nell'azione, viene successivamente ripreso proprio dal già citato Adams.
L'osteria volante, poi, è costellata di alcuni passaggi assolutamente esilaranti, che rendono il racconto leggero, ma non per questo meno impegnato. Si parte, infatti, da una futuristica (per quell'epoca) Gran Bretagna, che stringe, prima tra i paesi europei, accordi commerciali e soprattutto culturali con i paesi dell'islam, arrivando a chiudere le osterie del paese (tranne poche eccezioni scelte, tutte a portata dei ricchi e dei potenti della nazione), fino alla trasformazione del corpo di polizia in agenti vestiti all'orientale con tanto di fez. In tutto questo Patrick Dalroy rappresenta la ribellione ad un modo di fare politica che dimentica le esigenze della popolazione, e guida la ribellione finale, quella che porta Lord Ivywood alla sua destituzione, ma che in pratica rappresenta la parte più breve di tutto il romanzo: in fondo la battaglia in se stessa ha ben poca importanza rispetto agli attimi di follia (per il governo) o di sollievo (per la popolazione) che porta per Londra e dintorni. In tutto questo spiccano anche alcuni personaggi di contorno di grande efficacia, come Lady Giovanna o il poeta di Dorian Wimpole, che ben rappresentano i cambiamenti in Lord Ivywood grazie alla loro vicinanza con l'eminente uomo politico.
In definitiva un romanzo che non può mancare nella biblioteca personale, soprattutto per la sua recente pubblicazione, facendo il paio con l'altrettanto ottimo L'uomo che fu Giovedì.

mercoledì 5 marzo 2008

Opinioni

Credo che per me non chiederei mai l'eutanasia.
Io sono medico per vocazione, ho studiato tanto per salvare la vita delle persone e ho lavorato tanto per lo stesso motivo. Se anche fosse legale, non praticherei mai l'eutanasia a nessuno, non ce la farei mai. Questo però non significa che sia contrario.
Penso che in alcuni casi non sarebbe ingiusto chiedere per sé l'eutanasia, ed è opportuno che si lavori a una legge che regolamenti questi casi estremi.
Per me non chiederei mai l'eutanasia ma vorrei che ognuno fosse libero di scegliere per se stesso.
Lo Stato è vittima di forti ingerenze religiose, e questo mi infastidisce; nessun principio religioso dovrebbe essere imposto in uno Stato laico.
Una buona legge servirebbe anche a evitare i pellegrinaggi verso l'Olanda o la Svizzera... che brutto per un malato morire tanto distante da casa, lontano dai suoi cari.
Se l'eutanasia fosse legale non la praticherei mai, andrebbe al di là del mio lavoro. Se faccio il fabbro posso non sentirmela di fare il cuoco, ma ben vengano anche i cuochi. E pensare di fare io l'eutanasia proprio ad Adolfo... neanche per sogno.

(Gianni Miloni, medico di Adolfo Baravaglio, da Perché mi torturate)

martedì 4 marzo 2008

La poetica

Sono le cose che vanno a dovere le poetiche! La nostra digestione, per esempio, che procede sacrosantamente e silenziosamente bene, ecco il fondamento di tutta la poesia. Sì, la cosa più poetica, più poetica dei fiori, più poetica delle stelle, la cosa più poetica del mondo è il non essere ammalato.

(Gabriele Syme da L'uomo che fu Giovedì, ed.Bompiani)

lunedì 3 marzo 2008

L'uomo che fu Giovedì

Immagine di L'uomo che fu Giovedì
Il grande Gilbert K. Chesterton, un po' come oggi il nostro Stefano Benni, ha uno stile pungente, scorrevole e umoristico, pronto a criticare i poteri forti e i costumi della sua nazione. Non sfugge da ciò nemmeno L'uomo che fu Giovedì, che racconta di come un poeta, Gabriele Syme, entra nel consiglio europeo degli anarchici, infiltrandosi come poliziotto nel consiglio.
Di fatto l'intero romanzo è una sintesi perfetta di un romanzo d'avventura, una spy story, una discussione politica sull'anarchia (un'anarchia nel libro così ben organizzata che è anarchia solo perché parla di bombe ed attentati), che si conclude con un finale imprevisto in tutti i sensi. Non solo: Chesterton riesce a costruire una sorta di commedia degli errori divertente, dissacrante e umoristica. Un piccolo capolavoro che non può mandare nella libreria di nessuno.

Buona lettura...

domenica 2 marzo 2008

CioccolaTo

Giornata... fuori porta quella di oggi con una capatina in quel di CioccolaTò, il festival della cioccolata torinese nella sua ultima giornata.
E' stato un passaggio tra gli stand ed i gazebo a vedere, degustare quel po' che si poteva (soprattutto le creme di cioccolato spalmabili), e ovviamente acquistare qualcosa. Rispetto alla Festa del Cioccolato cosentina questa è più raccolta, nella piazza Vittorio Veneto, raggiungibile molto facilmente con un bus dalla stazione di Porta Nuova. La piazza era gremita di gente, come ovvio aspettarsi in una giornata di festa, e l'odore di cioccolata intenso. Tra le particolarità assaggiate, la banana ricoperta di cioccolato, anche se, vuoi per la qualità della banana, vuoi per la qualità del cioccolato, non era eccelsa come sapore.
Comunque una giornata diversa in una città che sembra più accogliente di Milano.