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martedì 18 agosto 2009

Pochi e inutili

More about Pochi inutili nascondigliIn attesa di completare il suo nuovo romanzo, Giorgio Faletti un anno fa o poco più da alle stampe Pochi inutili nascondigli, una raccolta di racconti che oscillano tra il fantastico, l'horror e il gotico.
Alla prova dei fatti non è certo una grandissima prova per lo scrittore e comico romagnolo, anche se dopo Fuori da un evidente destino dimostra che la sua strada preferita è quella del romanzo alla King o ancor meglio alla Preston e Child. Dei racconti presentati uno, La ragazza che guardava l'acqua, era già uscito nei Corti di carta e tutto sommato non è poi così male. Rilevanti, comunque, sono L'ospite d'onore, dove racconta il mondo dello spettacolo e ritorna il Faletti umoristico e divertente, seppure la conclusione sia decisamente hitckockiana; interessante Physique du role, ambientato sul set di un film dell'orrore, ambientazione abbastanza tipica per racconti dello stesso genere; con Spugnole vengono trattati argomenti ecologisti, mentre Graffiti entra nel mondo della scuola raccontando le vicende e gli inconfessabili segreti di un irreprensibile professore di lettere (e per il modo con cui ha trattato la collega di matematica, devo dire che il finale è l'unico possibile!).
Infine i due più lunghi, che aprono anche la raccolta: da una parte L'ultimo venerdì della signora Kliemann racconta dei tentativi di una donna di mantenere una vita normale dopo la morte del marito (ovviamente l'invito è leggere come questa vita ha cercato di mantenerla); Una gomma e una matita, invece, è un modo nuovo e diverso per raccontare dove possono portare le ossessioni e i tradimenti.
Una raccolta che, in ogni caso, è una discreta lettura estiva, ma non certo eccezionale, forse più consigliata per chi vuole portarsi qualcosa sulla spiaggia o non vuole farsi mancare nessuna delle opere falettiane.

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