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venerdì 4 settembre 2009

Pollo alle prugne

More about Chicken with PlumsEra uscito in Italia, nel 2005 per la Sperling & Kupfer, quella di Faletti, Pollo alle prugne, di Marjane Satrapi, l'acclamata autrice che si è raccontata e ha raccontato l'Iran in Persepolis (ho avuto la fortuna di leggerlo pochi mesi dopo l'uscita dei quattro volumi della Lizard, quindi posseggo proprio quella versione e non quella attuale, completa, contenente le quattro parti). Da allora, Pollo alle prugne non è più tornato, così avendo la possibilità di acquistarlo nella traduzione inglese della Pantheon Bokks di New York grazie alla frequentazione delle librerie milanesi, ecco che non mi sono fatto sfuggire Chicken with plums.
L'edizione statunitense dell'opera (originariamente uscito in francese nel 2004) è semplice da leggere e non presenta nemmeno tanti americanismi. La storia è anche, altrettanto semplice. Ambientata nell'Iran del 1958 racconta di Nasser Ali Khan, acclamato suonatore di tar, che cerca di acquistarne uno nuovo che possa soddisfarlo a causa della rottura del suo, dono del suo maestro di musica.
Nella prima parte la Satrapi, con leggerezza e ironia racconta dei due infruttuosi tentativi di Ali Khan di acquistare un buon tar, e dopo il secondo insuccesso (giunto alla fine di un lungo viaggio insieme con il figlio più piccolo), decide semplicemente di lasciarsi morire. La prima parte introduttiva si conclude con il funerale del musicista, il 22 novembre del 1958, con parenti e amici riuniti nel pianto della perdita. A questo punto la cartoonist iraniana si concentra sugli ultimi 8 giorni di vita, scoprendo le carte, esaminando i rapporti tra il musicista con i figli (dei quali poi ci verranno fornite immagini della loro vita), con il fratello, con una moglie che non ha mai veramente amato, ma che ha sposato quasi per dimenticare il suo perduto amore giovanile.
Così tra ricordi del passato, visioni del futuro, leggende, preghiere, incomprensioni e con la visita di Azrael, l'angelo della morte, solo leggendo tutto il libro si scopriranno il legame con la scena iniziale, nella prima pagina, e il motivo per cui Nasser Ali Khan non è più riuscito a suonare alcun altro tar oltre quello distrutto da una moglie frustrata e trascurata.
Ovviamente la Satrapi non ha rinunciato a criticare le consuetudini e le ipocrisie di una società iraniana in lenta trasformazione, costruendo una sorta di leggenda, di favola orientale moderna. La si potrebbe, in questo caso, accostare al geniale scrittore e sceneggiatore di fumetti, Neil Gaiman, anch'egli impegnato a rinnovare il genere favolistico riscoprendo le atmosfere delle storie del passato, ma ambientate nel presente. E la Satrapi non rinuncia nemmeno a un omaggio all'Italia, con una delle sue attrici più note all'estero, la sensuale Sofia Loren, sogno erotico di Ali Khan e della sua generazione.

P.S.: La Sperling ha ristampato l'opera, proprio con la copertina dell'edizione statunitense. Ho scoperto, con grande piacere, di aver pagato questa edizione importata in inglese meno di quella italiana!

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