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venerdì 1 ottobre 2010

La controversa storia dei Tre porcellini

Possiamo considerarla come la seconda parte del post di ieri, dedicato ai Tre Porcellini nell'animazione. Ovviamente di animazioni ce ne sono anche oggi, però il post odierno è più incentrato sull'educazione che non sull'animazione in se.
Cercando video e informazioni, sono incappato in The True Story of the Three Little Pigs, riscrittura, in chiave moderna, della fiaba originale ad opera di Jon Scieszka e illustrata da Lane Smith.
Scieszka realizza una versione raccontata dall'altro lato della barricata, dal lupo, anzi da A. Wolf, un povero lupo raffreddato, preda di terribili starnuti, che si avvia verso le case dei suoi vicini per chiedere lo zucchero necessario per fare una torta alla nonna. Purtroppo nessuno dei tre vuole aprirgli e così ad abbattere le case non è il famelico soffio, ma lo sfortunato starnuto!
La storia viene proposta soprattutto per spingere i bambini (e non solo) a pensare sugli eventi che accadono ogni giorno, sulla loro effettiva realtà, a cercare di distinguere tra versioni differenti e a come sia difficile avvicinarsi alla realtà dei fatti. Questo spunto è, poi, così interessante che, girando un po' per la rete, si trovano una gran quantità di proposte educative che sono sorte dal 1989, anno della prima edizione, a oggi: è proprio con l'idea di proporle, per quel che mi è possibile, anche al pubblico italiano che ho deciso di scrivere questa seconda parte(*). Uno degli indizi, comunque, del grande interesse è la multidisciplinarietà che presentano alcune delle proposte di insegnamento che ho trovato e selezionato: si spazia, come vedrete, dalla lettura, alla grammatica, senza dimenticare filosofia e matematica (e si ci potrebbe mettere anche la fisica, come ho suggerito in alcuni punti del post). Sono anche stati realizzati spettacoli teatrali proprio con l'intento di proporre questionari e lavori didattici intorno alle due versioni della stessa fiaba.
In definitiva un modo nuovo e divertente, ma certo molto utile, per avvicinare i bambini (e non solo!) a tematiche differenti, alcune anche piuttosto complesse. Iniziamo, però, il nostro discorso partendo dall'incipit della storia:
Questa è la "vera" storia di tre piccoli porcellini le cui case sono state soffiate e abbattute in frantumi... vista dalla prospettiva del lupo. Questo povero, più che maligno lupo se l'è vista brutta. Si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, a starnutire, cercando innocentemente di prendere in prestito una tazza di zucchero per fare una torta alla sua nonna. E' colpa sua se quei prosciutti(1), o meglio maiali, hanno costruito case così fragili?(2)
Così inizia la storia di Scieszka, una favola che si basa tutta sull'equivoco e che rappresenta i porcelli in maniera non proprio ideale, anzi più simile ai maiali di Orwell che non a quelli della favola originale.
Su Teching Heart si propone una lezione basata sulla lettura della fiaba in classe. Ci sono attività precedenti alla lettura (ad esempio una lettura della versione originale, ricordare che seguirà la lettura della versione originale, enfatizzare su alcune differenze, come i narratori delle due storie) e attività successive alla lettura. In questa fase spicca un brainstorming, poi ci sono le classiche sezioni dedicate alle domande e alla grammatica (con una suggerita minilezione sugli aggettivi) e c'è persino la proposta di una piccola lezione sulla matematica (il contare, i numeri ordinali, ...).
La nuova rielaborazione dei Tre porcellini, poi, può essere utilizzata anche per parlare di filosofia ai più piccoli, come suggerisce Teaching children philosophy.
Come sottolinea Sarah Rowley
La questione filosofica più importante che questa storia solleva è se sia o meno possibile determinare la verità riguardo un evento accaduto.(3)
Nella storia
Al presenta un resoconto degli eventi che differisce dalla versione tradizionale dei Tre porcellini. La differenza tra gli eventi spinge a chiedersi quale sia, se c'è, la verità.(4)
C'è anche, dunque, lo spunto per ragionare sulla possibilità che entrambe le versioni siano false, o comunque parzialmente errate. Infatti:
In filosofia, ci sono alcuni disaccordi sul fatto che possiamo conoscere o meno ciò che è accaduto. Alcuni filosofi credono che ogni esperienza individuale sia influenzata dai propri pensieri e sentimenti. Se questo è il caso, allora nessuno dei due individui ricorderà lo stesso evento allo stesso modo. Come risultato, non c'è alcun modo per determinare quale prospettiva riflette accuratamente la realtà degli eventi, poiché non c'è modo di rimuovere la soggettività dell'esperienza dal racconto. Altri filosofi sono in disaccordo e ritengono che sia possibile immaginare ciò che è accaduto oggettivamente. Così guardando indietro al testo possiamo considerare quale versione della storia è vera, e se è ancora possibile rispondere alla questione.(5)
Affrontare questo punto non è, ovviamente, semplice, e certo si verrebbe tentati di affrontare anche il discorso della relatività einsteiniana, che però risolve la questione dell'obiettività utilizzando gli strumenti della matematica, cosa piuttosto difficile da utilizzare in casi come questo, cioè due versioni di una stessa storia. D'altra parte, per togliersi qualsiasi dubbio, forse bisognerebbe fare una indagine alla CSI, cosa che però non è possibile in tutti i casi, o cercare di applicare la logica: entrambi gli approcci, però, sono legati anche alla possibilità di recuperare tutte le informazioni sugli eventi, ma anche in questo caso si rischia di passare per la soggettività dei singoli protagonisti, che potrebbero riportare o meno tutti i particolari.
Al di là di questi ragionamenti, però, interessante è la sezione delle domande, che vi invito a leggere per voi stessi e, se siete anche insegnanti, alle vostre classi, o magari anche ai vostri figli.
Ad esempio, sugli eventi svolti, si propone:
Quali sono le somiglianze tra le due versioni della storia? Quali le differenze?
(aiutatevi, eventualmente, con un diagramma di Venn)(6)
O sugli intenti criminali del lupo:
Può un'azione essere un crimine se la persona non lo intende come tale?
Spiegare.(7)
E c'è anche una domanda sul razzismo, che ha senso considerando che la storia si svolge in una società di maiali:
Al è trattato differentemente perché è un lupo? Come mai?(8)

Il video che avete appena visto (spero che non vi siate fatti fermare dai secondi iniziali), è ottimo per introdurre la prossima risorsa, che viene dal Center for Puppetry Arts, dove vengono proposte una serie di attività per gli studenti dal 1.o al 6.o grado (le nostre scuole elementari e il primo anno delle medie, più o meno), da farsi dopo la visione dello spettacolo per marionette realizzato da Paul Mesner.
Prima di affrontare le attività vere e proprie, sono consigliati, nel pdf, una serie di risorse in rete che possono essere utilizzate per il lavoro con gli studenti.
A puro titolo di esempio vi propongo questo esercizio sulle relazioni spaziali:

Viene poi proposto anche un possibile diagramma di Venn per risolvere un esercizio non dissimile da quelli proposti nella lezione filosofica:

Mentre l'ultimo esercizio è il così detto crucipuzzle (se non ricordo male il nome): bisogna cercare le parole in grassetto nel testo. Il testo proposto, oltre a prestarsi a un adattamento opportuno in italiano, potrebbe anche essere proposto non tradotto durante una lezione di inglese, unendo la ricerca dei termini con la comprensione del testo.
Sul sito del SEDL è possibile trovare una nuova attività di discussione legata alla lettura della storia. Non ricordandomi il link da cui ho scaricato il piano della lezione, ho deciso di mettere in condivisione il pdf su Google Docs.
Stesso destino anche per il testo teatrale tratto dalla fiaba di Jon Scieszka nella lettura di Bridget Scofinsky.
Chicca finale questo bellissimo corto animato di produzione russa: unico neo è la lingua, il russo, ma per il resto è comprensibilissimo:

L'ultimo spunto che vorrei proporre è per una possibile introduzione alla fisica e alle forze: in fondo ci si può sempre chiedere se uno starnuto è in grado di abbattere una casa. Certo è in grado di rompere un fazzolettino di carta o di far fare un salto (per lo spavento!) a un passante: da allergico ve lo posso garantire!

(1) hammer, in inglese, vuole anche dire istrione. Dalla wiki: Oggi, il termine indica un attore che indulge ad una recitazione enfatica, volta a suscitare plateali emozioni. Per estensione: persona che nell'atteggiamento e nel comportamento assume pose insincere, affettate o esibizionistiche.
(2) Here is the "real" story of the three little pigs whose houses are huffed and puffed to smithereens... from the wolf's perspective. This poor, much maligned wolf has gotten a bad rap. He just happened to be in the wrong place at the wrong time, with a sneezy cold, innocently trying to borrow a cup of sugar to make his granny a cake. Is it his fault those ham dinners--rather, pigs--build such flimsy homes? Sheesh.
(3) The most salient philosophical issue this story raises is whether or not it is possible to determine the truth about an event that has occurred.
(4) Al presents an account of events that differs from the traditional version of The Three Little Pigs. The difference between the accounts leads one to wonder which version, if either, is the truth.
(5) In philosophy, there is some disagreement as to whether or not we can ever know for certain what actually happened. Some philosophers believe that every individual's experiences are influenced by his or her thoughts and feelings. If this is the case, then no two individuals will remember the same event the same way. As a result, there is no way to determine which perspective accurately reflects the actuality of events, because there is no way to remove the subjectivity of experience from the account. Other philosophers disagree and argue that it is possible to figure out what has occurred objectively. So looking back at the text we can consider which version of the story is true, and if it is even possible to answer that question.
(6) How are the two versions of the story alike? How are they different? (Consider creating a Venn diagram to illustrate this)
(7) Can an act be a crime if the person didn't mean for it to happen? Explain.
(8) Is Al treated differently because he's a wolf? How so?
(*) Oltre a quanto scritto (e a quanto non scritto), spero che ci sia qualcuno con buona volontà e maggior tempo che abbia voglia di tradurre/adattare le risorse segnalate (e altre che magari mi sono sfuggite).

3 commenti:

  1. Bellissimo,Gianluigi!

    é sorprendente il valore educativo del racconto. Si possono ottenere ottimi risultati utilizzando delle storie anche a fini didattici, correttivi ed in alcuni casi terapeutici. In effetti è più facile comprendere un principio generale partendo da un caso concreto:ciò che prima era poco chiaro, attraverso la narrazione di un aneddoto o di una storia, diventa comprensibile.Da consigliare quindi a grandi e piccini!

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  2. Ottimo, Gian! Un lavoro di indiscutibile valenza educativa. L'ho segnalato in "Cose buone dal web", su scientificando. L'articolo è stato molto apprezzato da grandi e piccini.

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