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venerdì 2 settembre 2011

La missione spaziale di Major Tom

Il 27 agosto, sul suo sito (che in realtà è un tumblr) Andrew Kolb ha proposto un particolare pdf (che ora non è più possibile scaricare fino a che non saranno chiariti i soliti problemi con il copyright) con una versione illustrata nello stile tipico di quello dei libri per bambini una delle canzoni più belle della scena alternativa di tutti i tempi, Space Oddity del mitico David Bowie:
Il singolo, che fa parte dell'omonimo album, uscì l'11 luglio del 1969, in tempo per l'altrettanto celeberrima impresa della missione Apollo 11 e del suo sbarco sulla Luna. Non è probabilmente impossibile che la produzione e l'artista fecero di tutto per uscire proprio quel giorno. D'altra parte l'avventura spaziale in solitaria raccontata del Major Tom da Bowie è molto probabilmente ispirata dal film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, uscito appena l'anno prima.
Era il senso di isolamento ad attirarmi
spiegò Bowie. E in un certo senso sembra proprio questa la base della canzone, visto che, riferendosi a Space Oddity, disse anche:
Riguarda l'alienazione
Sulla pagina Wiki della canzone ci sono poi un paio di interpretazioni interessanti di un paio di versi del testo che da una parte sembrano confermare l'interpretazione data dallo stesso Bowie sul suo testo, e dall'altra approfondiscono vari aspetti, come una sorta di rinuncia al libero arbitrio o una constatazione dell'inevitabile tristezza del genere umano. A tale proposito si riferisce probabilmente il verso
Planet Earth is blue, and there's nothing I can do
che però si ripropone in due momenti differenti nel testo: prima quando Major Tom esce dall'astronave
I'm stepping through the door
e poi dopo il disastro, dopo la perdita del controllo. Così nel primo caso si può interpretare quasi in senso letterale (all'interno del contesto spaziale), ovvero la Terra è azzurra e non c'è niente che posso fare perché sono lontano da essa, e l'unica cosa che posso fare è guardarla, mentre nel secondo nel senso inteso sulla Wiki, ovvero la Terra è triste e non c'è niente che posso fare per cambiare questo fatto(1).
In effetti sembrano queste le due interpretazioni che Kolb usa nel suo libro illustrato, però rispetto a Bowie, l'illustratore propone al lettore anche una causa per la perdita del controllo durante la missione del Major Tom: una pioggia di meteoriti.

In effetti è un evento possibile e non così improbabile (consideriamo che, come ricorda Philip Plait nel suo libro, Death from the skies, l'urto della Terra con un asteroide o comunque con un oggetto molto grande, ha probabilità di avvenire maggiore rispetto a un attacco terroristico - almeno un ordine di grandezza, se non ricordo male...), che ovviamente avrebbe conseguenze letali per una missione spaziale che non considererebbe né nei calcoli né nei sistemi di protezione un evento di questo genere.
In questo senso il libro di Kolb punta l'attenzione non già sull'alienazione e l'isolamento dell'individuo nella società moderna, ma sulla precarietà della vita e delle cose belle in generale e sulle difficoltà e i pericoli che gli astronauti affrontano e hanno affrontato andando nello spazio intorno alla Terra nel particolare della sua reinterpretazione. Unica consolazione sembra essere l'amore, là dove invece è forse la perdita dell'amore il motore principale di Bowie per la scrittura del testo.
Ovvio è solo una interpretazione personale basata sulla visione delle illustrazioni realizzate da Kolb, che nulla toglie al fatto che forse l'illustratore avesse in mente anche le motivazioni di Bowie, anche se ritengo più che altro che le immagini realizzate vengano esclusivamente dalle impressioni lasciate su di lui dal testo e dalla musica che non da altre considerazioni particolari.
Ma a questo punto sono state scritte troppe parole ed è quindi giusto lasciare lo spazio alla musica, non prima di invitarvi a dare un'occhiata al post uscito su Comics Alliance, che è fonte di questo piccolo contributo:
(1) Considerando che qualcuno vede anche un primo germoglio di critiche nei confronti della celebrità, si potrebbe pensare anche al significato di osceno che in certi casi può assumere blue, ma non credo

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