Stomachion

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venerdì 7 novembre 2025

The man who sold the world

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Quando il 22 giugno del 1973 Life on Mars? venne rilasciata nel Regno Unito, il lato B di questa seminale canzone di David Bowie era un pezzo a modo suo altrettanto seminale, che era stato rilasciato quasi 3 anni prima, il 4 novembre del 1970: The man who sold the world.
Penultima traccia dell'omonimo album, secondo il racconto tradizionale, sarebbe stata ispirata al romanzo di Robert Heinlein L'uomo che vendette la Luna e alla storia storia d'apertura di Strange Adventures #47 della DC Comics con lo stesso titolo della canzone di Bowie, The man who sold the world.
Eppure, se seguiamo quanto disse lo stesso Bowie a BBC Radio 1 nel 1997, forse c'è da aggiungere un'ulteriore ispirazione:

sabato 21 aprile 2012

Fuori tempo

Ho intervistato Giorgio Salati a proposito di Law, il nuovo fumetto di genere legal thriller che ha ideato insieme con Davide Caci e Fabiano Ambu e uscito per la Star Comics. Queste sono le impressioni (già inviate allo stesso Giorgio via e-mail e leggermente ampliate) che mi ha lasciato il primo numero una volta conclusa la sua lettura.
Innanzitutto la struttura dell'albo in sé: un editoriale di apertura, firmato dai due sceneggiatori, un frontespizio classico, firmato per questo numero da Riccardo Burchielli, un finto articolo di giornale dove si racconta l'antefatto alla serie, con la morte di Bernard J. Cussler (che richiama il noto scrittore di romanzi d'avventura, Clive Cussler) uno dei due titolari, insieme alla moglie Gwen Brandise, dello studio protagonista della serie, Cussler & Brandise,e infine un articolo di approfondimento sul genere legal thriller firmato da Fulvio Gambotto che è da considerarsi l'introduzione di una sorta di piccolo saggio che accompagnerà la serie nei 6 numeri bimestrali che verranno prodotti.
In particolare i due spazi redazionali richiamano a due altri ottimi prodotti attualmente presenti nelle edicole italiane: il finto articolo di giornale richiama Kepher, serie cyberpunk sempre edita dalla Star introdotta proprio da finti articoli giornalistici di questo lontano futuro (o presente alternativo), mentre l'approfondimento finale in terza di copertina richiama ai primissimi numeri di Dampyr dove veniva serializzato un lungo e interessante saggio sul vampirismo.
Veniamo, ora, al fumetto in sé, introdotto e chiuso da una canzone, un po' come nelle tipiche serie statunitensi dove per ogni puntata vengono proposte all'ascoltatore un paio di canzoni ispirative (sono quelle stesse che ho incorporato nel post). Nel complesso siamo di fronte a un fumetto ben fatto, che scorre veloce e lascia il lettore incollato fino all'ultima pagina, proprio come un buon romanzo da cui non si riesce a staccarsi o la puntata di una di quelle serie televisive, legal e meno, che ti catturano così, all'improvviso, senza nemmeno rendertene conto.

venerdì 2 settembre 2011

La missione spaziale di Major Tom

Il 27 agosto, sul suo sito (che in realtà è un tumblr) Andrew Kolb ha proposto un particolare pdf (che ora non è più possibile scaricare fino a che non saranno chiariti i soliti problemi con il copyright) con una versione illustrata nello stile tipico di quello dei libri per bambini una delle canzoni più belle della scena alternativa di tutti i tempi, Space Oddity del mitico David Bowie:
Il singolo, che fa parte dell'omonimo album, uscì l'11 luglio del 1969, in tempo per l'altrettanto celeberrima impresa della missione Apollo 11 e del suo sbarco sulla Luna. Non è probabilmente impossibile che la produzione e l'artista fecero di tutto per uscire proprio quel giorno. D'altra parte l'avventura spaziale in solitaria raccontata del Major Tom da Bowie è molto probabilmente ispirata dal film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, uscito appena l'anno prima.
Era il senso di isolamento ad attirarmi
spiegò Bowie. E in un certo senso sembra proprio questa la base della canzone, visto che, riferendosi a Space Oddity, disse anche:
Riguarda l'alienazione
Sulla pagina Wiki della canzone ci sono poi un paio di interpretazioni interessanti di un paio di versi del testo che da una parte sembrano confermare l'interpretazione data dallo stesso Bowie sul suo testo, e dall'altra approfondiscono vari aspetti, come una sorta di rinuncia al libero arbitrio o una constatazione dell'inevitabile tristezza del genere umano. A tale proposito si riferisce probabilmente il verso
Planet Earth is blue, and there's nothing I can do
che però si ripropone in due momenti differenti nel testo: prima quando Major Tom esce dall'astronave
I'm stepping through the door
e poi dopo il disastro, dopo la perdita del controllo. Così nel primo caso si può interpretare quasi in senso letterale (all'interno del contesto spaziale), ovvero la Terra è azzurra e non c'è niente che posso fare perché sono lontano da essa, e l'unica cosa che posso fare è guardarla, mentre nel secondo nel senso inteso sulla Wiki, ovvero la Terra è triste e non c'è niente che posso fare per cambiare questo fatto(1).
In effetti sembrano queste le due interpretazioni che Kolb usa nel suo libro illustrato, però rispetto a Bowie, l'illustratore propone al lettore anche una causa per la perdita del controllo durante la missione del Major Tom: una pioggia di meteoriti.