Stomachion

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venerdì 7 novembre 2025

The man who sold the world

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Quando il 22 giugno del 1973 Life on Mars? venne rilasciata nel Regno Unito, il lato B di questa seminale canzone di David Bowie era un pezzo a modo suo altrettanto seminale, che era stato rilasciato quasi 3 anni prima, il 4 novembre del 1970: The man who sold the world.
Penultima traccia dell'omonimo album, secondo il racconto tradizionale, sarebbe stata ispirata al romanzo di Robert Heinlein L'uomo che vendette la Luna e alla storia storia d'apertura di Strange Adventures #47 della DC Comics con lo stesso titolo della canzone di Bowie, The man who sold the world.
Eppure, se seguiamo quanto disse lo stesso Bowie a BBC Radio 1 nel 1997, forse c'è da aggiungere un'ulteriore ispirazione:

martedì 4 novembre 2025

L'uomo che possedeva il mondo

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Una delle prime immagini
della superficie di Marte
- via commons
Era il 1961. Gli Stati Uniti, nel loro programma di esplorazione spaziale che prevedeva l'invio in orbita di esseri viventi, il 31 gennaio avevano inviato lo scimpanzé Ham nello spazio a bordo della Mercury-Redstone 2. L'Unione Sovietica, però, alzava la posta inviando in orbita, il 12 aprile di quell'anno, Yuri Gagarin, che a bordo della Vostok 1 passò alla storia come il primo uomo nello spazio.
Gli Stati Uniti riescono a rispondere abbastanza in fretta: il 5 maggio, infatti, a bordo della Freedom 7, mandano in orbita Alan Shepard.
Parallelamente all'invio di esseri umani nello spazio, che facevano anche molto rumore mediatico (cosa preziosa in quel periodo di guerra fredda), le due superpotenze stavano inviando diversi satelliti anche nell'esplorazione dei pianeti del Sistema Solare. Per esempio, proprio in quel 1961 i sovietici avevano inviato verso Venere il satellite Venera 1 che il 19 maggio compì il primo flyby intorno al pianeta. Sempre i sovietici avevano dato inizio anche all'esplorazione di Marte con le due missioni Marsnik 1 e 2 che a ottobre del 1960 avevano compiuto un flyby intorno al pianeta rosso.
La prima missione che, però, riuscì a inviare le prime foto della sua superficie fu la Mariner 4 che, compiuto il flyby il 14 luglio del 1965, inviò verso la Terra qualcosa come 21 foto.

lunedì 20 aprile 2020

Il contagio che distrusse la civiltà

L'uomo e la scienza si erano evoluti, col tempo, ma anche virus e batteri avevano seguito la loro evoluzione, e adesso gli ultimi ritrovati nel campo degli antibiotici si rivelavano inefficaci contro generazioni di virus che, sopravvissuti, avevano sviluppato una immunità all'attacco delle medicine. I medici avevano riconosciuto da tempo che un virus modificato da radioattività ambientale, o dal naturale bombardamento di raggi cosmici, poteva compiere passi da gigante nella scala dell'evoluzione, e raggiungere uno stadio che rendeva inutili tutti i tentativi della scienza umana. Il virus di Hueste apparteneva probabilmente a questo tipo.
L'epidemia era cominciata in Cina pochi mesi prima. Nessuno sarebbe mai riuscito a scoprire come si era formato il virus, al quale il dottor Ludwing Hueste aveva dato il nome ma non una spiegazione. In Cina le vittime della nuova malattia erano state milioni.
Il resto del mondo, dapprima scettico sulle notizie provenienti dall'Oriente, aveva poi accettato il fatto di quella nuova epidemia di origine orientale considerandola con preoccupazione, ma non con terrore, una specie di colera, o di asiatica. L'OIRV del resto aveva fatto di tutto per evitare che si spargesse il panico, e sulla malattia al pubblico arrivavano soltanto notizie precedentemente censurate, addomesticate ed edulcorate.

lunedì 20 aprile 2009

Il grande contagio

Immagine di Il grande contagio
La fantascienza ha un grande potere: quello di comprendere le rivoluzioni e i pericoli forse prima dei politici e degli scienziati. Esempio su tutti è Jules Verne, che ha anticipato molte invenzioni e molti eventi futuri (vedi, ad esempio, lo sbarco sulla Luna, uno dei leit motiv di questo 2009 astronomico). D'altra parte questo Il grande contagio di Charles Eric Maine ha una potenza previsionistica non indifferente. Al di là dei singoli protagonisti e dei loro destini, dei loro caratteri e delle loro vicende personali, il romanzo si lascia dietro un mondo caotico, preda della violenza e arretrato culturalmente di secoli. E', in un certo senso, nella linea de Morte dell'erba, altro romanzo apocalittico ed eco-fantascientifico, e d'altra parte è apocalittico e violento quanto L'anno del sole quieto di Wilson Tucker, per certi versi più vicino alla versione cinematografica (mai uscita) scritta da Altieri di quest'ultimo romanzo.
In sintesi: un terribile contagio, probabilmente un virus animale mutato passato agli esseri umani, inizia a mietere vittime. I governi iniziano a proporre una serie di leggi che, di fatto, suddividono la società in due gruppi: i privilegiati e il resto, che se riesce a sopravvivere bene, altrimenti non ha alcuna importanza. Ciò crea una serie di tensioni sociali e di rivolte, con violente battaglie, tra gruppi di ribelli più o meno organizzati da una parte e agenti governativi ed esercito dall'altra: entrambi gli schieramenti si distinguono solo per la parte che difendono, ma non certo per la violenza, sempre e comunque giustificata per un aleatorio bene superiore che nasconde solo ed esclusivamente il desiderio di potere degli esseri umani.