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sabato 25 agosto 2012

Joe il barbaro

More about Joe the Barbarian
Succede a volte quando, leggendo per caso una recensione su web di un tizio mai letto prima (non riesco a ritrovare il link... scusatemi e quindi vi segnalo la recensione su Lo Spazio Bianco!), che questo tizio è così bravo e preciso da metterti curiosità in quello che ha recensito. Se poi ci aggiungiamo che metà degli autori dell'opera è lo sceneggiatore di fumetti Grant Morrison, allora la curiosità di leggere quella stessa opera recensita aumenta a dismisura.
Mi riferisco a Joe the barbarian, un racconto che vuole essere al tempo stesso un omaggio al Conan di Howard e all'heroic fantasy, ma anche a un'opera complessa e intrigante come La storia infinita di Ende. Il protagonista del romanzo a fumetti, disegnato da Sean Murphy, autore che si ispira in maniera abbastanza evidente al bravissimo (e lentissimo) Travis Charest, è infatti il giovane Joe, un ragazzino affetto dal diabete di tipo I, che come il Sebastian de La storia infinita, si trova immerso in un mondo fantastico. Mentre, però, il giovane protagonista del romanzo di Ende si ritrova a Fantasia all'improvviso a metà lettura del romanzo, Joe viene catapultato in un mondo fantastico quasi sin dall'inizio della storia: a fine del primo capitolo (corrispondente, ovviamente, al primo albo della miniserie originale, uscita per la Vertigo) infatti il ragazzo ha un attacco ipoglicemico e iniziano quelle che egli crede delle visioni e che forse sono un vero e proprio mondo alternativo, sovrapposto al nostro.
Una delle migliori trovate di Morrison sta nel parallellismo tra il mondo reale e quello fantastico: per ogni posizione nel mondo corrisponde una posizione e una struttura geografica nel mondo parallelo, e per ogni evento nel mondo parallelo ecco il corrispondente evento nel mondo reale. La spiegazione di questo parallellismo è anche fornita da un gruppo di strani personaggi che si oppongono al classico tiranno che si oppone alla regina di questo mondo, dalla fisionomia identica alla madre di Joe (richiamando quindi il nome che Sebastian assegna alla regina di Fantasia prima di vivere le sue avventure in quel mondo, invece di leggerle sul libro). La loro introduzione, però, sembra un omaggio al Pinocchio di Collodi: Joe si sveglia, dopo essere svenuto, circondato da quattro strani personaggi con in testa dei teschi di rettile che stanno parlando di come lo hanno salvato, richiamando la scena che, all'opposto, vedeva un gruppo di dottori riuniti al capezzale del burattino. Uno di questi personaggi, Zodra, il supremo assente, spiega l'arcano parallellismo:
La radice quadrata dell'occhio dinewt, su funzione del coseno dove eee equivale a magia fissa la velocità di tutte leprobabilità al quadrato.
Mi seguite?
Come risultato abbiamo due stati d'essereisomorficamente collegati che sono rappresentati da queste ellisse, mentre questa circonferenza qui rappresenta la somma del totale nel suo complesso.
Ora, tutto questo era semplice teoria, finché non sei apparso tu.
Sei nato per esistere in due mondi simultaneamente.
Per unire assieme ciò che, nel bene e nel male, era separato.
Questo collegamento senza precedenti ha causato un catastrofico collasso nell'ordine naturale delle cose.
La luce del giorno sta svanendo e le ombre si stanno levando da Hypogea.
E' stata aperta una porta sull'oscurità remota.(1)
Un bellissimo fumetto sull'amicizia, l'amore, il rapporto con un padre morto e con una madre preoccupata per la situazione economica non proprio tranquilla, che si conclude con una delle scene migliori mai scritte da Morrison per uno dei migliori fumetti mai scritti dallo sceneggiatore scozzese, subito dopo Gli Invisibili.

(1) Traduzione di Michele Foschini

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