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martedì 27 gennaio 2009

La guerra

- Sembi pensieroso - osservò Brintesia
- Pensavo alla guerra.
- A che in particolare?
- Alla sua apparente inevitabilità- - Fogarty fissò il soffitto. - Quando ero a scuola, uno dei professori ci consigliò di guardare alla storia non come a un periodo di pace interrotto dalle guerre, ma come a un lungo periodo di guerra interrotto da momenti di pace. Non aveva tutti i torti. - Si girò su un lato per guardarlo. - Mio padre si è fatto la 14-18.
- Che cos'è la 14-18?
- La Prima Guerra Mondiale. La prima nel mio mondo ad essere combattuta da ogni nazione del pianeta... o almeno da quelle importanti. In tutto ci morirono otto milioni di soldati, e quasi altrettanti civili. La chiamarono la "Guerra per Porre Fine a Tutte le Guerre". Di sicuro pose fine a mio padre... si beccò una pallottola sulle Somme. Però non pose fine alle guerre. Ricominciammo daccapo ventun anni dopo. In quella c'ero anch'io.
- Me l'hai detto. - Madama Circe gli accarezzò gentilmente la mano.
- Forse mi sarei divertito di più se avessi saputo che sarei sopravvissuto. Durante quella guerra distruggemmo intere città... intere nazioni... Comunque, neanche quella servì a porre fine alle guerre - proseguì Fogarty. - Cinque anni dopo ne scoppiò un'altra in Asia... in Corea. E dopo un'altra in Vietnam, che è durata vent'anni. E dopo abbiamo avuto l'Afghanistan, la guerra arabo-israeliana, la guerra Iran-Iraq, due guerre del Golfo, le Falkland, l'Angola e va' a sapere quante altre guerre civili delle quali nemmeno abbiamo mai sentito parlare. Capisci cosa voleva dire il mio insegnante di storia?

(da Il regno in pericolo di Herbie Brennan, trad.Angela Ragusa)

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