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venerdì 18 marzo 2011

Il caso con nove soluzioni

La recensione di un giallo, un libro scritto con maestria, un poliziesco antesignano di famosi serial come CSI. E la biografia del suo scrittore, Alfred Walter Stewart, in arte J.J. Connington, scrittore ma soprattutto chimico di buona levatura.

More about Il caso con nove soluzioni Con lo pseudonimo di J.J.Connington, il chimico Alfred Walter Stewart, forse per riposare la mente dalle sfide della ricerca, intraprese una carriera nella letteratura. I suoi inizi nel fantasy non diedero grandi risultati, e forse questo gli consigliò di cambiare genere, andando a uno che più si addiceva alla sua formazione: il giallo. In quest'ambito si inserì nel sottogenere del poliziesco grazie alla sua creazione di maggior fortuna, sir Clinton Driffield, capo della polizia di un'immaginaria contea britannica.
Il nostro si troverà ad affrontare un caso intricato, ma tutto sommato dalla soluzione abbastanza semplice, in cui in meno del primo terzo ci sono già tre morti, e il quarto verrà scoperto più tardi. Stewart gioca con il lettore in maniera estremamente chiara, fornendogli tutti gli indizi necessari per la risoluzione del caso, che poi sono gli stessi in possesso di Driffield. A differenza degli altri investigativi e polizieschi, poi, il protagonista non rivela al lettore le sue elucubrazioni e le sue tecniche di indagine al momento di arrestare l'assassino, ma attraverso il quaderno degli appunti che costituisce tutto l'ultimo capitolo e che probabilmente è anche la versione romanzata degli appunti di Stewart sul romanzo. E' in questa sede che ci si può confrontare, capitolo per capitolo, con il percorso dell'indagine di Driffield, e in effetti anch'egli giunge presto alla soluzione del caso.
Ciò che colpisce, però, è il modo in cui chiude il cerchio intorno al colpevole: nonostante i sospetti arrivino abbastanza presto nei confronti di Markfield, collega di Silverdale, la cui moglie muore a causa dell'incompetenza del suo spasimante, morto poi per mano del suo amante, il nostro Driffield non esclude nessuna possibilità, per poi scartarla man mano che arrivano sempre nuovi elementi. Da una parte è dunque un gioco enigmistico dove l'applicazione della logica è necessaria per la risoluzione (non sufficiente, però, essendo necessari gli esami di laboratorio), dall'altra fornisce alcune pillole sul metodo scientifico applicato alla vita reale, ad esempio alle indagini per un omicidio. Non è un affidarsi esclusivamente alle prove di laboratorio, però: queste contribuiscono a disegnare tracce sempre più definite, ma comprendere in maniera univoca quale sia la traccia giusta che conduce all'assassino è un po' come risolvere un labirinto, dove bisogna distinguere tra le svolte che portano alla meta e quelle che si dirigono verso un vicolo cieco.
Non solo: nel caso specifico, come sottolinea lo stesso Driffield, è l'assassino che commente un errore di troppo, che alla fine gli risulterà fatale, nel vero senso della parola...

Un classico del giallo, uscito nella serie de I Bassotti della Polillo, dove la matematica e la chimica giocano un ruolo fondamentale, e non poteva essere diversamente visto chi si nasconde dietro lo pseudonimo di J.J.Connington. Alcuni degli aspetti più interessanti di queste due discipline applicate nel romanzo verranno sviluppati nei prossimi giorni, ma ora due parole sull'autore:

Stewart nasce a settembre del 1880 a Glasgow, ultimo figlio del reverendo Stewart. Si laureò in chimica nel 1902 nell'università della sua città. Subito dopo collaborò, per un anno, con il chimico tedesco Theodor Zincke a Marburg e nel 1903, dopo aver vinto una borsa all'interno del programma 1851 Research Fellowship, si trasferì all'University College di Londra, dove lavorò insieme con Collie e Ramsay (forse il Premio Nobel del 1904?).
Dopo il dottorato (1907 a Glasgow), ottenne la cattedra di stereochimica a Londra per poi andare a Belfast, nel 1909, per la cattedra di chimica organica. Nel 1914 torna a Glasgow per la cattedra di fisica chimica e radioattività.
La sua predizione dell'isobarismo(1) tra gli elementi fu successivamente verificata da Aston(2). Ha anche scoperto la tesla-luminescenza(3) dei composti organici(4) e illustrato la relazione tra questi spettri e la costituzione chimica dei composti.(5)

Di Stewart potete trovare una raccolta di libri, che si possono leggere gratuitamente, su Onread.com. Su archive, invece, c'è il suo primo libro di chimica, datato 1911 e che quindi proprio quest'anno compie 100 anni dalla sua pubblicazione: Recent advances in organic chemistry.

(1) La qualità o stato di essere pari in peso, in particolare nella pressione atmosferica. (da The free dictionary
(2) Molto probabilmente Francis William Aston, Nobel per la Chimica nel 1922
for his discovery, by means of his mass spectrograph, of isotopes, in a large number of non-radioactive elements, and for his enunciation of the whole-number rule

(da cambridgephysics)

(3) Ecco una serie di articoli sulla tesla-luminescenza di Stewart:
Tesla-luminescence spectra.
con McViker e Marsh:
Part I. The form of apparatus and the spectrum of benzene
Part II. The effect of varying temperature and pressure on the benzene spectrum
Part III. Some mono-substitution products of benzene
Part IV. Some hydrocarbons containing a single benzene nucleus
Part V. Some polynuclear hydrocarbons
Part VI. Some amino-derivatives
con Alfred Russell
Part VI. Some phenolic compounds and their ethers (con James Cameron Macmaster)
Part VII. Some aromatic aldehydes
Part VIII. Some halogen-substituted derivatives of benzene
(4) Ad esempio ecco The emission spectra of organic compounds, sempre con McVicker e Marsh
(5) Sia il passaggio, sia l'immagine di Stewart, sia parte della biografia, sono tratti dal frontespizio di Alfred Walter Stewart

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