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sabato 15 ottobre 2011

La distanza della Luna

Una delle scene più impressionanti de La scorribanda nei secoli di Jerry Siegel e Romano Scarpa era la scena della caduta della Luna sulla superficie della Terra. Peperone e Archimede, infatti, si ritrovavano in una situazione non proprio simpatica, schiacciati tra l'attrazione verso il basso della Terra e quella verso l'alto della Luna.
In una situazione del genere non è difficile immaginare che ci siano alcuni oggetti più leggeri (e poi via via quelli più pesanti) che si allontanano dalla superficie terrestre verso quella lunare. Qualcosa del genere, ad esempio, accade nel primo volume di Trolls di Troy di Arleston e Mourier, in cui una congiunzione astrale particolare genera una forza gravitazionale esterna opposta a quella del pianeta di Troy, generando situazioni comiche come i personaggi che nuotano in aria, attraversando magari bolle di acqua marina sospese, con tanto di pesci all'interno.
Su un satellite posto a un tiro di schioppo, però, si può anche andare grazie all'uso di una corda opportunamente lunga, come i paperi di Barks ne L'isola del cielo, come ho scritto velocemente ne Il più grande esperto di alieni sulla Terra. E d'altra parte...
Una volta, secondo Sir George H. Darwin, la Luna era molto vicina alla Terra. Furono le maree che a poco a poco la spinsero lontano: le maree che lei Luna provoca nelle acque terrestri e in cui la Terra perde letteralmente energia.
A quel tempo, quando la Luna rasentava la superficie della Terra, c'erano degli intrepidi personaggi, come ad esempio tale Qfwfq (dal nome gustosamente palindromo), un tipo che ha assistito ad eventi di incredibile portata, come ad esempio la nascita del Sistema Solare o ancor prima della Via Lattea, senza contare tutte le evoluzioni che ha subito, che viaggiavano su piccole barchette in gruppi di 3 o 4 persone sulla superficie del mare per avvicinarsi alla Luna e con un salto ben congegnato arrivare sulla sua superficie.
Sulla barca erano necessarie così tante persone perché qualcuno doveva restare giù e reggere una scala a pioli per la salita, mentre un altro restava ai remi per governare la barca e mantenerla nella posizione corretta. Per salire sulla Luna era necessario, quindi, arrivare fino all'ultimo piolo e tendere le braccia verso l'alto per trovare un appiglio sulla superficie lunare. Una volta aggrappato, Qfwfq racconta che:
(...) immediatamente sentivo scala e barca scapparmi di sotto, e il moto della Luna svellermi dall'attrazione terrestre. Sì, la Luna aveva una forza che ti strappava, te ne accorgevi in quel momento di passaggio tra l'una e l'altra: bisognava tirarsi su di scatto, con una specie di capriola, afferrarsi alle scaglie, lanciare in su le gambe, per ritrovarsi in piedi sul fondo lunare.
Il ritorno sulla Terra era, se possibile, ancora più difficile:
(...) consisteva in un salto in alto, più in alto che si poteva, a braccia alzate (visto dalla Luna, perché visto dalla Terra invece era più simile a un tuffo, o a una nuotata in profondità, le braccia penzoloni), uguale identico al salto dalla Terra, insomma, solo che adesso ci mancava la scala, perché sulla Luna non c'era niente a cui appoggiarla.
Altri allunaggi precedenti a quello famoso di Armstrong, però, risalgono addirittura al 180(1). Da allora ci sono stati scrittori, ma anche scienziati che hanno raccontato della Luna, In particolare Keplero nel suo Somnium(2) utilizzò un mitico viaggio a bordo di demone nel quale descrisse con grande precisione il rapporto tra la Luna e la Terra. Il racconto, nello specifico, diventa un modo per divulgare informazioni scientifiche sulle sue teorie. E un intento del genere era anche quello di Italo Calvino con le sue Cosmicomiche, un modo per divertirsi con la scienza e al tempo stesso raccontarla.
Le citazioni presenti nel post, infatti, sono tratte da una delle cosmicomiche lunari di Calvino, La distanza della Luna, che non è la sola cosmicomica lunare. Si contano infatti, La molle Luna, La Luna come un fungo sulla formazione del nostro satellite, Le figlie della Luna, sulla sua struttura. Sulla cosmicomica specifica, poi, vi propongo una analisi di Stefano Sandrelli su torinoscienza.it (via Emanuela Zerbinatti).
C'è poi un dettaglio che non ho chiarito: perché Qfwfq e i terrestri vanno sulla Luna? Semplice: per raccogliere il latte lunare!
Concludo, però, con questa illustrazione lunare di Jacovitti tratto dall'articolo di Catani (vedi note):
(1) Una Luna segreta da Leonardo all’Apollo 11 di Vittorio Catani (anche su Delos)
(2) Del Somnium scrivono anche Gianni Zanarini su Scienza in rete e Giangiacomo Gandolfi su torinoscienza.it. Ulteriori dettagli, invece, sulla Luna nella fantascienza li trovate su Wikipedia.

P.S.: il post, ovviamente, è dedicato a Italo Calvino di cui Google festeggia l'88.mo anniversario della nascita con un doodle ispirato proprio a La distanza della Luna:

1 commento:

  1. http://soundcloud.com/la-distanza-della-luna/la-distanza-della-luna

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