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venerdì 4 maggio 2012

Uno studio lacrimale

Dalla collaborazione tra la National Cartoonists' Society e il Center for Cartoon Studies è nato il magazine in formato tabloid The Cartoon Crier (gratuitamente consultabile, o scaricabile previa registrazione, su issuu), rivista stagionale che propone strisce e cartoon del passato e del presente legati in qualche modo alle lacrime e alla tristezza. In particolare c'è un bellissimo fumetto realizzato da Jon Chad sulla scienza dietro le lacrime, che vi vado a proporre scomposto e con traduzione abbinata (vedi versione completa), che è anche un'ottima scusa per presentarvi, come al solito, una nota dedicata alla chimica delle lacrime.
Buona lettura, dunque, con un fumetto che tecnicamente richiama subito alla memoria i fumetti di Pippo professore!
Salve e benvenuti al Fizzmont institute of rad science(1). Il mio nome è Ben Bio e ci è stato chiesto dalla National Cartoonists' Society di parlare della scienza del pianto. Andiamo giù nel laboratorio!
Ci sono tre tipi di lacrime secrete dai nostri occhi:
Le lacrime basali sono prodotte dai nostri occhi costantemente per mantenerli umidi. Queste lacrime contengono glucosio, mucina, lisozima, lattoferrina, lipocalina, potassio e sodio.
Tutte le lacrime sono emesse dai nostri occhi allo stesso modo. Le lacrime escono dalla sommità dei nostri occhi (sotto le palpebre) dalla ghiandola lacrimale. Le lacrime fluiscono sulla superficie dell'occhio e colano nell'angolo in basso più vicino al naso attraverso un condotto chiamato punto lacrimale(2).
Le lacrime in eccesso che che non riescono a colare lungo il punto formeranno delle gocce che scenderanno lungo le vostre guance, lacrimando!
(Le lacrime che colano attraverso il punto colano fuori dal naso: che schifo!)
Prossimo livello: le lacrime riflesse
Le lacrime riflesse sono prodotte quando un irritante sia fisico (un dito in un occhio) sia chimico(3) (i fumi della cipolla) agita un occhio!!
Un occhio agitato manda un segnale di "aiuto" al tronco encefalico che innesca un segnale ormonale alla ghiandola lacrimale per produrre lacrime per alleviare l'irritazione.
Il terzo tipo di lacrime sono le lacrime emozionali.
Quando sperimentiamo un'emozione intensa (tristezza, paura, divertimento, ecc.) un segnale è inviato al nostro cervello dove sono memorizzate le emozioni complesse.
Un segnale ormonale è inviato alla ghiandola lacrimale per produrre le lacrime. La composizione chimica(3, 4) di queste lacrime è differente, però, e contengono tossine legate allo stress di cui il nostro corpo vuole sbarazzarsi.
Così, per riassumere, piangere rende il corpo felice! E' dimostrato!!
Grazie per il vostro tempo. Ora uscite fuori di qui e fatevi un buon pianto!
(1) A fake institute where we talk about REAL science!
(2) lacrimal punctum, evidentemente dal latino
(3) In effetti riguardo la chimica delle lacrime qualcosina in più la si può dire. Ad esempio, nel pdf che si chiede Perché piangiamo sia quando siamo tristi sia quando siamo molto felici?, si trova il seguente passaggio:
Questo ultimo tipo di lacrime [le lacrime emozionali] contiene percentuali molto alte di manganese e di alcuni ormoni tra i quali la prolattina
In un articolo apparso lo scorso anno su Science(4) si può poi leggere riguardo la loro composizione
Tears are drops of liquid produced by the lacrimal, accessory lacrimal, and Meibomian glands, which contain proteins, enzymes, lipids, metabolites, electrolytes, and traces of drugs. In mice, tears contain a chemosignal or pheromone. Because the chemical makeup of human emotional tears differs from that of reflexive eye-protective tears, we hypothesized that human tears may similarly convey a chemosignal.
Il gruppo di ricerca (di cui hanno scritto sia Christine Dell'Amore sul National Geographic, sia Janelle Weaver su Scientific American, via Wikipedia), per testare l'ipotesi, ha scelto un gruppo di donatrici tra i 30 e i 31 anni e ha verificato l'effetto delle loro lacrime su vari gruppi di uomini. Per varie tipologie di emozioni e di lacrime sono state utilizzate delle donatrici (ogni gruppo aveva un'età media intorno ai 30 anni) per poi essere sottoposte all'attenzione di differenti gruppi di uomini (le età medie dei gruppi di uomini oscillavano tra i 28 e i 29 anni). Interessante, comunque, osservare come il primo test sia stato necessario per comprendere se le lacrime possedevano un qualche odore in grado di farle distinguere rispetto, ad esempio, a una soluzione salina. Dopo aver determinato che le lacrime non posseggono odori caratteristici, si è potuto procedere tranquillamente con l'esperimento vero e proprio che aveva come obiettivo quello di verificare una delle due ipotesi al vaglio, ovvero o che le lacrime contenessero dei segnali chimici legati al contesto di tristezza nel quale erano state prodotte, o che le lacrime umane, come quelle dei topi, sono in grado di segnalare informazioni legate al comportamento sociosessuale.
I risultati alla fine del test sono semplicemente riassumibili con questo passaggio tratto dall'abstract:
We found that merely sniffing negative-emotion–related odorless tears obtained from women donors induced reductions in sexual appeal attributed by men to pictures of women's faces. Moreover, after sniffing such tears, men experienced reduced self-rated sexual arousal, reduced physiological measures of arousal, and reduced levels of testosterone. Finally, functional magnetic resonance imaging revealed that sniffing women’s tears selectively reduced activity in brain substrates of sexual arousal in men.
I risultati, ovviamente, si portano dietro una serie di domande, come ad esempio quali siano le sostanze all'interno delle lacrime responsabili di questo tipo di risposte, o se questo tipo di segnali è ristretto alle lacrime emozionali, o se ancora si possono riscontrare degli effetti identici anche nelle lacrime degli uomini rispetto alle donne.
E' altrettanto interessante notare quello che non si dice nell'articolo, ovvero che questo genere di ricerche può fornire le informazioni migliori per veicolare con maggiore efficacia un certo tipo di messaggi di tipo commerciale. Come sempre scoprire qualcosa di nuovo su noi stessi ha l'altro lato della medaglia: può banalmente essere usato contro di noi. La bellezza del mondo che ci circonda, però, vale alla fin fine il rischio, soprattutto se certe scoperte non restano al chiuso delle stanze dei ricercatori e dei finanziatori.
(4) Gelstein, S., Yeshurun, Y., Rozenkrantz, L., Shushan, S., Frumin, I., Roth, Y., & Sobel, N. (2011). Human Tears Contain a Chemosignal Science, 331 (6014), 226-230 DOI: 10.1126/science.1198331

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