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martedì 8 novembre 2016

Il dilemma di Benedetto XVI

Ho inseguito questa raccolta di racconti uscita su Urania 745 sin da quando il nome di questo papa è uscito sulla ruota della Città del Vaticano, e finalmente sono riuscito a trovarlo in una delle librerie di Milano che trattano libri vecchi e fallati.
Fantascienza, fantasy, horror
Il racconto di apertura, che da anche il titolo alla raccolta, è opera di Herbie Brennan, scrittore passato al lato umoristico del genere (in effetti la serie con cui l'ho scoperto è un mix di fantasy e fantascienza scritta con uno stile alla Douglas Adams, vista comunque l'importanza della scienza in questi romanzi) e si regge su tre elementi distinti. Il racconto, infatti, propone l'elemento scientifico nella macchina che permette al terapeuta contattato dal Vaticano di esaminare la mente del papa per determinarne la pazzia. L'elemento fantastico è nella possibilità dell'esistenza di questa macchina. L'elemento distopico è quello più interessante di tutta la faccenda e si presenta sin dal titolo originale, The armageddon decision.
Alla fine il lettore non può fare altro che interrogarsi su cosa avrebbe fatto al posto dei protagonisti nel momento di prendere la decisione finale sullo stato mentale del papa.
Più o meno uno schema simile può essere trovato in molti altri racconti fantascientifici, come ad esempio Mentre l'Atlantico muore di Hilbert Schenck, fulgido esempio di eco-fantascienza che ruota intorno a un esperimento sfuggito di mano (guarda un po'!) ai militari (l'elemento che soddisfa maggiormente, oserei scrivere utopistico, è come un'istituzione accademica, per quanto statale, riesca a opporsi grazie alla necessità di divulgare le scoperte per la salvezza del pianete a un'altra che si copre dietro il paravento della sicurezza nazionale), o Lui di Alan Dean Foster (lo scrittore della novelizzazione di Alien), dove l'elemento fantastico è rappresentato dal Carcharodon megalodon, che diventa un modo per filosofeggiare sull'uomo e sul suo rapporto con se stesso e con gli altri.
Altro interessante racconto che ha molto a che spartire con la filosofia (e un po' anche con la scienza) è L'uomo che salvò il Sole di Stephen Tall, che chiude la raccolta. Si concentra sulla fine della nostra stella, supponendo che in qualche modo i calcoli sulla sua vita siano errati e quindi anticipando di qualche miliardo di anni la sua morte prevista. In questo caso l'elemento fantastico è la presenza, nel nostro sistema solare, di entità energetiche in grado di modificare persino la traiettoria di Mercurio (potrebbe essere interessante provare a esaminare tale possibilità in concreto in un post dedicato), mentre quello filosofico più che approfondito viene proposto al lettore nelle parole del professor Goodwin, l'astronomo che ha scoperto l'anomalia nel Sole. Egli, infatti, invita le persone a vivere in maniera più profonda e completa i mesi rimasti al pianeta e ai suoi abitanti.
Dimostriamoci obiettivi, interessati, curiosi, fino all'ultimo. La scienza non si arroga il diritto di decidere se noi siamo il risultato di uno sviluppo e di un'evoluzione casuali, o se siamo stati creati per uno scopo preciso. Altri, forse, potranno farlo. E' loro privilegio.
Gli elementi horror sono invece presenti (oltre che in Lui) in Dove si arrampica il caprifoglio di Manly Wade Wellman, una sorta di Romeo e Giulietta ambientato nella brughiera statunitense, o Nelle mani dei maligni di J. Michael Reaves, dove la vita di una donna viene, in qualche modo, influenzata da un demone. Per certi versi molti elementi di questo racconto si possono trovare sia in Neil Gaiman sia in Clive Barker, ma mentre per il primo ciò è incastrato in una narrazione più intimista, in Barker vengono portati alle loro più esplicite conseguenze.
Completano la raccolta Il posto senza nome di Raylyn Moore, che obiettivamente mi ha lasciato ben poco, il simpatico e ironico Retrofuturo di Haskell Barkin con un interessante paradosso temporale, basato su una macchina del tempo in grado di portare il viaggiatore solo indietro nel tempo (garantendo, comunque il... ritorno al futuro!) e sorpattutto l'intelligentissimo Venerdì 13 di Isaac Asimov, racconto matematico sul calendario (e sul particolare giorno che da il titolo al racconto!) che, a mio giudizio, da solo vale metà della raccolta, e su cui quasi sicuramente scriverò un post prossimamente!

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