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venerdì 4 luglio 2008

La luna a 24 carati

Immagine di La grande dinastia dei paperi - 1958-59 - Vol. 17Nel 17.mo volume de La grande dinastia dei paperi, la storia di chiusura è Zio Paperone e la luna a 24 carati. Spesso molti critici hanno considerato il fumetto disneyano minore rispetto ad ogni altro tipo di fumetto, e molti hanno preso tale punto di partenza come un ottimo motivo per non prendere in considerazione mai alcuna storia di topi o paperi, forse pensando (a tratti anche giustamente) che il loro predominio, quasi una dittatura, in Italia abbia fatto più male che bene. Eppure un autore come Carl Barks ha sempre cercato di trattare i paperi come una satira della natura umana e della società che lo circondava. Esempio lampante e stupendo è proprio questa Luna a 24 carati, in cui parte una corsa alla conquista di una piccola luna d'oro che si trova dietro la nostra stessa luna. La sfida verrà vinta da Paperone, ma già la sfida stessa sembra essere una satira della sfida spaziale che, in quegli anni, imperversava tra USA e URSS. E se da una parte il critico potrebbe usualmente porre l'attenzione sull'ennesima anticipazione barksiana (lo sbarco sulla luna), è ancora più interessante il modo con cui Paperone acquisisce i suoi diritti sulla luna d'oro.
Il possessore di tale satellite è, infatti, un venusiano, Muchkale, che, per cedere la sua luna, pretende una grande ricchezza: una manciata di terra! Con questa semplice manciata (che si trova sull'astronave di Paperone perché era necessario tranquillizzare Paperino), il venusiano, grazie ad un fantascientifico macchinario, si fabbrica un intero pianeta, con tanto di coltivazioni di cavoli fetidi, di cui è enormemente ghiotto. Comunque, con l'interazione tra Paperone e il venusiano e soprattutto con l'affare da essi concluso, Barks sembra lanciare un monito agli esseri umani, che troppo spesso dimenticano la varia ricchezza presente sul nostro pianeta, per concentrarsi solo su quei metalli rari e perciò divenuti preziosi come ad esempio l'oro.
Interessante, in tal senso, ciò che dice Muchkale andandosene:
Eh, sì! Qui mi sentivo così povero, avendo a disposizione soltanto atomi d'oro! Ma ora ho un mondo tutto per me... con cibo, bevande e vita! Inoltre ho un mezzo per tornare a casa!
Lasciando Paperone con la sensazione di non aver fatto un buon affare!

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