Stomachion

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sabato 12 luglio 2008

E' chiaro che nessuna creatura potrebbe viverci!

E' quanto dicono i paperini di fronte a degli strani asteroidi scolpiti e quello che dicono gli abitanti di quegli stessi asteroidi di fronte all'astronave dei paperi in Zio Paperone e l'isola nel cielo del Maestro Carl Barks.
La fantascienza non è un banale genere di intrattenimento. In ogni romanzo di tal genere è presente, in maniera più o meno superficiale, una critica alla società, alla politica, al costume. Lo sa bene, ad esempio, Will Eisner, che ha realizzato una splendida storia quasi fantascientifica in Vita su un altro pianeta (dove esplora le conseguenze sulla Terra di un presunto contatto con gli alieni), e lo sa ancora meglio l'insuperabile Barks. Come già ho avuto modo di dire ne La luna a 24 carati, Barks utilizza le storie di ampio respiro, e in particolare quelle di fs, per proporre le sue idee sulla società moderna.
L'avventura inizia con la solita ricerca di Paperone di un posto sicuro dove stipare il suo denaro, mentre Paperopoli viene tratteggiata come vera e propria Città del Domani, con futuristici mezzi che viaggiano tra i suoi alti grattacieli, e con le sue astronavi che solcano lo spazio tutte ispirate, per stessa ammissione dell'autore, a quelle di Buck Rogers. Il viaggio spaziale dei paperi li porterà ad incontrare, su uno spoglio e sperduto asteroide, un popolo di indiani spaziali che ricordano fortemente gli Indiani paperuti dell'omonima avventura: è a questo punto che Barks inserisce il suo messaggio sociale, chiarificato dallo stesso cartoonist parlando della sua storia:

venerdì 4 luglio 2008

La luna a 24 carati

Nel 17.mo volume de La grande dinastia dei paperi, la storia di chiusura è Zio Paperone e la luna a 24 carati. Spesso molti critici hanno considerato il fumetto disneyano minore rispetto ad ogni altro tipo di fumetto, e molti hanno preso tale punto di partenza come un ottimo motivo per non prendere in considerazione mai alcuna storia di topi o paperi, forse pensando (a tratti anche giustamente) che il loro predominio, quasi una dittatura, in Italia abbia fatto più male che bene. Eppure un autore come Carl Barks ha sempre cercato di trattare i paperi come una satira della natura umana e della società che lo circondava. Esempio lampante e stupendo è proprio questa Luna a 24 carati, in cui parte una corsa alla conquista di una piccola luna d'oro che si trova dietro la nostra stessa luna. La sfida verrà vinta da Paperone, ma già la sfida stessa sembra essere una satira della sfida spaziale che, in quegli anni, imperversava tra USA e URSS. E se da una parte il critico potrebbe usualmente porre l'attenzione sull'ennesima anticipazione barksiana (lo sbarco sulla luna), è ancora più interessante il modo con cui Paperone acquisisce i suoi diritti sulla luna d'oro.