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lunedì 11 agosto 2008

Il Valhalla cosmico

Immagine di La grande dinastia dei paperi - 1961 - Vol. 23Nel 1962 faceva il suo esordio il mitico Thor, o per meglio dire la versione Marvel della divinità nordica Thor, dio del tuono, che con il suo magico martello era in grado di controllare le tempeste. Figlio di Odino, nella versione Marvel il suo spirito era ospitato nel corpo del dottor Blake, zoppo, che battendo il suo bastone a terra si trasformava immediatamente nella mitica divinità. Lo sposalizio tra eroi mitologici e supereroi trova in questa occasione il suo massimo apice: certo Wonder Woman l'aveva preceduto, e in un certo senso, anche se non in maniera così evidente, anche altri supereroi, primo fra tutti il Capitan Marvel della Fawcett (successivamente assorbita dalla DC Comics). Nel 1961, però, circa un anno prima di Stan Lee (che aveva una particolare predilezione per il cartoonist di cui tra poco vi parlerò, tanto che personalmente sospetto che proprio la sua storia ispirò il sorridente per il suo Thor) e Jack Kirby vennero preceduti da un indiscusso Maestro dei comic books, proveniente dall'Oregon: Carl Barks!
In Zio Paperone e il Valhalla cosmico, l'Uomo dei Paperi prende simpaticamente in giro la mitologia, il supereroismo, una certa propensione a prendere troppo sul serio i miti e le leggende. Vicino alla Terra, in particolare vicino a Paperopoli, si sta avvicinando un oggetto misterioso, che influenza i campi elettrici e magnetici, tanto che i nostri paperi vengono risucchiati verso questo corpo, che si rivela un pianeta errante, detto Valhalla, dove dimorano una serie di figure mitiche, tra panteon nordici e mediterranei: sono proprio gli abitanti di questo pianeta, che in luogo di poteri mistici posseggono poteri tecnologici (compreso il martello di Thor!), ad aver ispirato le leggende della Terra. Così Barks realizza una divertente avventura mettendo a confronto i miti dell'antichità, visti con sguardo disincantato, con dei piccoli miti del mondo di oggi, come erano e sono tutt'ora i suoi paperi di Paperopoli!

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