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giovedì 14 agosto 2008

Rivoluzione Invisibile

Immagine di Invisibles (v.1.1)
Tornato da Milano con una serie di volumi sugli Invisibili, per poterli leggere senza nulla perdere della narrazione di Morrison, inizio con la rilettura di tutta l'opera (unico volume della serie a mancarmi è Entropy in the U.K. - speriamo che la Planeta decida di ristampare anche questa serie!). Il primo volume, Rivoluzione Invisibile, conferma anche in questa nuova rilettura, tutto il suo valore: costituito da due saghe, Su e giù tra Inferno e Paradiso, dove facciamo conoscenza con i componenti del gruppo e con la loro nuova recluta, e Arcadia, complessa avventura che inizia con un mistico viaggio nel tempo, è l'inizio roboante di una delle saghe più belle mai uscite per l'etichetta Vertigo.
In Su e giù tra Inferno e Paradiso evidente è l'ispirazione di Arancia meccanica (film e romanzo): Dane, il futuro Jack Frost, è un piccolo teppista che finisce in un istituto di correzione minorile dove cercheranno di reindirizzarlo nella società. Le parole del giudice che commina la pena a Dane e gli intenti dell'istituto riecheggiano proprio il romanzo di Burgess, salvo poi passare alla deriva fantascientifica: quell'istituto è gestito dai nemici degli Invisibili, che cercano di preparare un mondo omologato e pronto per l'invasione da parte degli Arconti, una sorta di demoni lovecraftiani che, si scoprirà in seguito, provengono da un universo alternativo. Dopo questo inizio, comincerà per Dane la fuga e l'addestramento magico, di cui molti aspetti verranno poi chiariti nella saga conclusiva della prima stagione, L'ultima tentazione di Jack, dove il nostro piccolo mistico dovrà salvare alcuni componenti della cellula Invisibile catturati dai loro nemici. Tra questi due volumi c'è, come detto, Entropy in the U.K., che mi manca, e Vite invisibili, costituito dall'epologo di Arcadia (la seconda saga di Rivoluzione Invisibile), dal prologo all'Ultima tentazione di Jack, e da alcuni episodi slegati tra loro, ma importanti per la comprensione di tutta la vicenda che sta sviluppando Morrison.
A questo punto, però, è giunto il momento di parlare di Arcadia. La bella storia di Morrison è ambientata all'inizio nella Francia del Terrore, in quel periodo in cui nessuna testa era veramente al sicuro. L'obiettivo è recuperare il barone De Sade, ma qualcosa va storto, e così mentre un gruppo si trova rinchiuso in una cartolina a dover rivivere una interpretazione moderna dell'opera di De Sade, Ragged Robin finisce a Rennes le Chateau a parlare con la testa di Giovanni Battista (secondo Morrison è questo il segreto che ha arricchito Sauniere!), e nel nostro tempo Jack e Lord Fanny devono combattere contro uno spietato killer di un'altra dimensione. In mezzo a tutto questo Morrison inserisce anche alcuni flash incentrati su Lord Byron e sul poeta Shelly, il marito di Mary l'autrice di Frankenstein.
Arcadia alla fine della lettura è una vera e propria opera multimediale, ricca di spunti e idee, fondamentalmente anarchiche e comunque critiche contro una certa società omologante e alienante. E' questo il filo rosso di tutta l'opera di Morrison, che si va a mescolare con le più letterarie idee su un complotto mondiale per portare l'Apocalisse in Terra il prima possibile, tutte basate sulle più disparate teorie e leggende mistiche, come la fine del tempo (non del mondo o dell'universo!) il 21 Dicembre del 2012... ma questa è un'altra storia!
Ultima nota: ne L'ultima tentazione di Jack si inizia a intravedere un ingrendiente importante della seconda stagione: il linguaggio, come fonte di potere e controllo. In particolare in questo volume King Mob utilizza una sorta di meta linguaggio con il quale è stato infettato, la Chiave 17, che riecheggia il Babel-17 di delaniana memoria, linguaggio che conferiva alla protagonista del romanzo poteri telepatici e un'elevata velocità di pensiero, un po' come avviene allo stesso King Mob in una scena della storia.

(continua)

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