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domenica 19 aprile 2009

Shannara (3): Le pietre magiche

Immagine di Il ciclo di ShannaraE ritornano le pietre magiche, quelle che avevano salvato più di una volta i protagonisti de La spada magica, il romanzo col quale Brooks omaggia la saga arturiana da una parte e Il Signore degli Anelli dall'altra. Questa volta vengono utilizzate dal nipote di Shea, Wil, che deve proteggere l'eletta Amberle durante un viaggio che li porterà attraverso grandi pericoli per riattivare una magia antica e far sì che l'Eterea, la pianta magica che tiene lontani i demoni dal mondo in una dimensione oscura, possa rinascere e continuare a tenere lontane queste terribili e magiche creature.
Rispetto a La spada, Le pietre magiche è decisamente più originale, con la lotta contro una magia mistica e ormai lontana. Brooks riesce a gestire al meglio i personaggi, pur se continua a restare abbastanza evidente un piccolo difetto, in parte presente anche ne Il primo re: non sembra riuscire a gestire al meglio lo scorrere del tempo per le varie compagnie che si dividono la cerca e la sfida contro le forze del male. Comunque, pur non raggiungendo i toni epici della vicenda di Jerle Shannara, Le pietre magiche risultano estremamente efficaci, mescolando al meglio gli elementi del fantasy, con i sentimenti forti dei personaggi. Su tutti, come al solito, svetta Allanon, l'erede di Bremen, ma soprattutto la vicenda di Wil e Amberle, che affrontano le loro paure e i loro dubbi e da questi traggono il coraggio per superare le difficoltà che la vita gli riserva.
Un romanzo, quindi, sulle paure e sui dubbi della vita, un romanzo sulla ricerca di se stessi, decisamente più efficace del precedente: abbandonati gli omaggi a Tolkien ecco finalmente il Brooks che avevo letto sul Primo re. Decisamente il miglior romanzo della trilogia originale, il secondo subito dopo Il primo re.

Puntate precedenti:
- La saga di Shannara
1. Il primo re
2. La spada nella roccia

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