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lunedì 8 ottobre 2012

L'ultima lacrima

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Stefanno Benni è un poeta e un profeta. Un poeta non solo in termini letterari (basti leggere i suoi blues), ma anche quando mette mano alla prosa. Ne L'ultima lacrima, infatti, alcuni dei racconti sono dei veri e propri piccoli racconti zen, così brevi e semplici che possiamo considerare simili a delle poesie o, ancora meglio, a degli haiku. Esempio ne è la Lombritticoetica, una raccolta di brevi storie morali di varia lombirichitudine, e tutte che iniziano con la lampante:
Un lombrico stava attaccato all'amo. Un pesce lo vide.
con le conseguenze del caso, nel senso che è casuale il seguito della storia.
D'altra parte colpisce per la sua semplicità Il re moro, mentre già Che tempo fa? sta sospeso tra la poesia e la profezia, non nel senso che Benni profetizzò dell'arrivo del programma multiculturale di Fabio Fazio, ma che già vide l'arrivo a spron battuto di un uomo che tutto poteva, anche far splendere il Sole in un giorno di pioggia! E se state pensando proprio a quello lì, vi fugo ogni dubbio: la raccolta di racconti venne pubblicata nel 1994. Quell'anno lì, appunto.
Benni, però, profetizzò anche più di così: profetizzò la crisi, sperando che un giorno i bancomat d'Italia, se non del mondo, iniziasserro a distribuire soldi a destra e a manca sottraendoli ai conti correnti più facoltosi (diciamo che questa redistribuzione del reddito mi sembra molto più interessante di quella che dovrebbe fare uno stato centrale...); oppure profetizzò l'arrivo della televisione nei luoghi più impensabili, come l'ingresso nelle carceri per gustarsi lo spettacolo di una condanna a morte; oppure vide una visione incredibile in cui per andare bene a scuola bisogna essere dei quasi perfetti ignoranti (a parte guardare la televisione, magari il gossip sfrenato o i telequiz in voga a quel tempo, che oggi sostituiremmo con i reality): e per fortuna a tale punto non siamo ancora arrivati (o almeno così mi pare: ditemelo pure, se nel frattempo mi sono distratto...).
Non possiamo però soffermarci su ciascun racconto, io e voi, cari lettori, altrimenti voi, cari lettori, non comprerete il libro, che quello lì ci ha raccontato tutto! Ci ha tolto tutto il divertimento! E allora resta poco da dire, solo poche lacrime ancora, giusto per ricordarvi la bravura di Benni nello scrivere anche delle bellissime e divertenti storie dell'orrore (Il nuovo libraio), o la grande abilità nella narrativa di viaggio (uno splendido trittico che si conclude con L'inferno, preceduto da una splendida reinterpretazione del mito di Orfeo ed Euridice), o la precisione nel racconto fantascientifico (Erasmo, il venditore del cosmo). Questo è molto altro ancora, signori, si trova ne L'ultima lacrima. Una raccolta da non perdere!

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