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domenica 18 gennaio 2015

L'isola dei segreti

Anne: Lo zero. E' un numero?
Jamie: Si e no. Puoi dire che lo è, perché lo usi come un numero all'interno di sistemi numerici. O almeno, lo usi nello stesso modo in cui usi i numeri. Per esempio, nel numero 507 lo zero si comporta come un numero. Significa che non ci sono decine nel numero, solo centinaia e unità. D'altro canto, dato che tutto il senso dello zero è che indica l'assenza di un numero, non può essere davvero uno di loro.
Ne La scacchiera di John Brunner, quando uno dei "pezzi" si rende conto di essere stato manipolato come un pezzo su una scacchiera, decide di ribellarsi al gioco, trasformandosi in una sorta di variabile impazzita. Più o meno è quello che succede in quasi tutti i romanzi distopici: c'è qualcuno che si rende conto della manipolazione che avviene dall'alto e decide di opporsi al sistema.
La destrutturazione televisiva di questa trama ha trasformato un soggetto dalla forte connotazione di critica sociale e socialista nel così detto filone dei reality show, la cui prima interpretazione è stata quella di chiudere un gruppo di persone a stretto contatto una con l'altra in una location limitante: ad esempio una casa o un'isola deserta.
E' quello che succede ai protagonisti di Bright Young Things di Scarlett Thomas, giunto in Italia con il titolo de L'isola dei segreti: Anne, Jamie, Thea, Bryn, Emily, Paul vengono selezionati con un annuncio per menti brillanti e spediti su un'isola deserta da un misterioso mecenate. I ragazzi scopriranno di essere stati selezionati come cavie di un non meglio specificato esperimento.
Posti di fronte al dilemma se provare a ricontattare il mondo esterno o restare su un'isola sostanzialmente autosufficiente, la risposta sarà forse scontata, ma non per questo meno appagante.
Scarlett Thomas, in questo caso, si concentra su una tematica molto da reality, in un percorso che trae ispirazione anche dal classico Il signore delle mosche di William Golding. In questo caso, però, i giovani naufraghi troveranno anche le motivazioni per collaborare tra loro, nonostante le divergenze di carattere, mentre la scrittrice potrà mostrare le sue abilità nella gestione di un gruppo variegato di personaggi.
Esistono, poi, almeno due ulteriori tematiche oltre al gioco letterario/sociale delle interazioni: innanzitutto una lettura politica, essendo ognuno dei protagonisti un qualche tipo di reietto, di alienato dalla società, una "mente brillante" che, staccandosi dal controllo statale, può costruire nella realtà una società utopistica autosufficiente; e infine una tematica religiosa, che va in sottotraccia (e che la Thomas ripescherà rendendola quasi centrale Il nostro tragico universo), che può essere condensata nella citazione qui sotto:
Anne: Se il contrario di qualcosa è il suo opposto assoluto, tipo la sua immagine allo specchio o una cosa del genere, allora il contrario di uno deve essere meno uno. Lo zero si trova giusto tra i due e da significato a entrambi. Perciò credo che zero non sia un numero. Credo che lo zero sia Dio.

Traduzione di Massimo Bocchiola

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