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domenica 22 aprile 2018

Topolino #3256: Il freezer vegetale e altre storie

Nell'attesa di mettermi a scrivere una recensione de Il giro del mondo in 80 giorni (siderali) di Fausto Vitaliano e Lorenzo Pastrovicchio che si è conclusa con la pubblicazione della seconda e terza parte sul numero #3256, in un numero che è al tempo stesso valido ma che lascia un po' perplessi, incominciando proprio dalla scelta di concludere su questo volumetto la parodia steampunk del capolavoro di Jules Verne.
E l'Earth Day?
La tradizione ecologica e ambientalistica di Topolino è ormai consolidata da anni. Non mi metterò qui a elencare le storie e le iniziative speciali realizzate dal settimanale disneyano, alcune delle quali realizzate proprio in concomitanza dell'Earth Day, ma è indubbiamente ben poca cosa la pubblicazione di un paio di pagine redazionali (che non sono nemmeno presenti nello strillo di copertina, come è successo negli ultimi anni) con una scarna spiegazione dell'iniziativa e una pubblicazione di una mappa con un numero minimale di eventi, pur se corredata dal link al sito ufficiale italiano. La pochezza dell'impegno redazionale viene enfatizzata non solo dall'eccessivo spazio dato alla mappa (una pagina intera che poteva essere sfruttata per un articolo vero e proprio), ma anche dal fatto che queste due paginette vengono pubblicate diverse pagine prima rispetto a Il freezer vegetale di Matteo Venerus e Lucio Leoni, che si può presumere essere la storia dedicata all'Earth Day 2018.
Il numero, dunque, conferma la sensazione che il restyling redazionale è andato nella direzione del risparmio economico, con articoli ridotti al minimo indispensabile, come conferma anche l'assenza del pur piccolo articolo introduttivo al nuovo capitolo de La storia del cinema di Topolino.
Passiamo, però, alle storie di cui mi preme scrivere in questa occasione, iniziando dalla storia conclusiva:
Un pigna nel Polo Nord
Qui, Quo, Qua nelle vesti di generali delle Giovani Marmotte si dirigono in missione al Polo Nord presso l'avveniristica banca dei semi qui costruita accompagnati da una coppia di giornalisti. Questa pigna di ghiaccio ha il compito di preservare i semi della Terra, in modo da mantenere la biodiversità vegetale e ripristinare le specie vegetali in pericolo, proprio come la banca dei semi reale. In effetti d banche dei semi con lo stesso scopo della pigna disneyana ne esistono diverse nel mondo: molto probailmente Venerus si è ispirato in particolare alla Svalbard Global Seed Vault, nata da un progetto del Fondo mondiale per la diversità delle colture (Global Crop Diversity Trust) finanziato dal governo norvegese. Questa è fondamentalmente una cripta di conservazione dei semi costruita sotto uno strato di permafrost sulle isole Svalbard e inaugurata ufficialmente nel 2008.
Il motore della storia di Venerus, invece, è quello di portare a destinazione i semi di una pianta rara che, a causa di un disastro naturale, rischia di scomparire definitivamente. Ovviamente ci sarà chi, per i suoi danarosi interessi, proverà a mettere i classici "bastoni tra le ruote" a Qui, Quo, Qua, ma la storia avrà il classico lieto fine con un bucolico finale.
La storia, che alterna momenti d'azione ad altri un po' più rilassanti, ottimamente disegnata da Lucio Leoni, propone anche un paio di interessanti aggiornamenti, come ad esempio l'uso di una versione digitale del Manuale in luogo di quella cartacea.
Bella poi la quadrupla dedicata alle aurore boreali, sia per la gestione delle ombre sia per la colorazione: le aurore boreali sono, in effetti, un fenomeno atmosferico causato dalla ionizzazione delle parti alte dell'atmosfera terrestre dovuto ai flussi di particelle cariche (protoni ed elettroni) trasportati dal vento solare. I colori prodotti sono legati allo spettro di emissione degli atomi che costituiscono la ionosfera.
Cinema impegnato, cinema d'azione
Per La storia del cinema di Topolino di Roberto Gagnor torna ai disegni una sempre più brava Giada Perissinotto. Lo stile rotondo e dinamico si sposa con qualche sparso esperimento di deformazione delle linee dei personaggi per enfatizzare al meglio le loro espressioni: a puro titolo di esempio basti vedere il Dinamite Bla sconfortato della quarta vignetta di pagina 89.
La storia, ambientata da Gagnor nella Paperopoli degli anni Sessanta del XX secolo, si concentra sulla ricerca di Pico de' Paperis di un genio del cinema impegnato, uno di quelli in grado di mettere d'accordo la critica sul suo valore intrinseco di cineasta. Nel corso della storia viene citato anche Duckhol, che con il nome Andy era stato protagonista de La factory di Andy Duckhol, ma in questa storia cinematografica il nome diventa Randy, elemento che suggerisce come La storia dell'arte di Topolino e La storia del cinema non "vivono" nello stesso universo narrativo.
Elementi di continuity a parte, la storia, Le 400 melanzane, che vede Dinamite Bla come cineasta protagonista, è evidentemente un modo per prendere in giro un certo tipo di critica e di cinema che spesso dimentica gli interessi e le passioni degli spettatori. L'eccezionale Paperone della Perissinotto, però, non dimentica l'elemento essenziale del cinema, ciò che lo ha reso grande, e riesce con un'abile mossa di marketing a trasformare il film di Dinamite da un possibile flop dopo la bocciatura della critica a un successo commerciale, di fatto diventando la pellicola che ha fondato il cinema d'azione alla Tarantino (o Ponentino, come è stato disneyzzato da Gagnor).
Un giorno di ordinaria amministrazione
Come può Paperon de' Paperoni riuscire a conciliare tutte le sue molteplici nature di tirchio, affarista, imprenditore e avventuriero (e quant'altro qui non entrerebbe nell'elenco)? Una possibile risposta prova a fornirla Federico Rossi Edrighi ne La pianificazione improvvisata. Lo sceneggiatore, alla sua seconda storia per Topolino ma noto soprattutto per il suo coinvolgimento in 4hoods, riesce con grandissima abilità a trasmettere al lettore tutto lo stresso di una giornata tipo di Paperone e soprattutto lo stress che deve sopportare la sua segretaria Miss Paperett. I problemi arrivano quando Paperone manca, per un imprevisto, un incontro d'affari più volte rimandato: la situazione verrà risolta dall'intervento di Archimede e dalle abilità di Miss Paperett, in una storia che, dopo molto tempo, riesce a tirare fuori con efficacia tutto il potenziale di un personaggio che, in Italia, ha subito molte trasformazioni soprattutto fisiche.
A disegnare la storia troviamo, invece, Alessia Martusciello, che nel suo percorso di evoluzione sta virando dallo stile rotondo degli esordi verso uno più "secco" e per certi versi più anonimo, pur se nel complesso efficace relativamente alla storia di Edrighi. Certo è forse ben poca cosa, al momento attuale, vedere che le espressioni corrucciate di Paperone e di Cuordipietra sono uno dei pochi elementi che colpiscono maggiormente nel tratto della disegnatrice.

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