Possiamo classificare le particelle anche in una serie di sottofamiglie, come ad esempio quella dei barioni, particelle pesanti costituite da tre quark: ad esempio protonee neutrone sono barioni con composizione interna rispettivamente di uud e udd, dove u è il quark up e d quello down.
Conosciamo sei tipi di quark: up (u) e down (d), già incontrati e che spiegano protoni e neutroni, e quindi charm (c), strange (s), top (t) e bottom (b) che spiegano le altre particelle pesanti in base a una serie di combinazioni tra i quark stessi che possono essere visualizzate in grafici come il seguente:
Nella parte superiore ci sono le particelle con momento angolare J = 1/2 mentre in quella inferiore quelle con momento angolare J = 3/4. Oggi ci concentriamo sul gruppo con J = 1/2, in particolare sull'ultima scoperta di CDF, una delle collaborazioni del Tevatron presso il Fermilab, infatti non tutte le particelle predette dall'MS sono state trovate, e la caccia è ancora aperta.
Il 20 luglio, Pat Lukens ha annunciato la prima osservazione di \Xi_b^0, un barione con la struttura usb:

\Xi_b^0 \rightarrow \Xi_c^+ \pi^-
\Xi_c^+ \rightarrow \Xi^- \pi^+ \pi^+
\Xi^- \rightarrow \Lambda \pi^-
\Lambda \rightarrow p \pi^-
che si possono visualizzare nel seguente diagramma:
Alla fine di questo lungo lavoro i ricercatori sono stati in grado di osservare un picco nelle distribuzioni di \Xi_c^0 \pi^- (a) e \Xi_c^+ \pi^- (b):
Il preprint, però, presenta anche una interessante analisi che raramente si legge in articoli di questo genere: la ricostruzione delle traiettorie usando la distanza di volo trasversa, f(h) dell'adrone h, che è la distanza percorsa da una data particella nella vista trasversa.
Si può distinguere tra particelle neutre e cariche. Nel primo caso la dvt è data da
f(h) = \left (\vec{r_d} - \vec{r_o} \right ) \frac{\vec{p_T}(h)}{\left | \vec{p_T}(h) \right |}
dove \vec{r_d} è la posizione del decadimento della particella, \vec{r_o} è un punto di origine, \vec{p_T} il momento trasverso.
Per le particelle cariche, invece, f(h) è calcolata come la lunghezza dell'arco nella vista trasversa da \vec{r_c} a \vec{r_d}, dove \vec{r_c} è il punto più vicino a \vec{r_o} lungo la traiettoria della particella.
f(h) è anche utilizzata per calcolare il tempo proprio di decadimento degli stati debolmente decadenti(2):
t = f(h) \frac{M(h)}{c \left | \vec{p_T}(h) \right |}
dove M(h) è la massa ricostruita della particella.
Un altro strumento utilizzato per la ricostruzione delle traiettorie è la distanza d'impatto trasversa d(h), la distanza tra \vec{r_c} e \vec{r_o}. Per le particelle neutre è data da:
d(h) = \frac{\left | \left ( \vec{r_d}-\vec{r_o} \right ) \times \vec{p_T}(h) \right |}{\left | \vec{p_T}(h) \right |}
mentreper quelle cariche è semplicemente:
d(h) = \left | \vec{r_c}-\vec{r_o} \right |
La scoperta di \Xi_b^0, se confermata, va ad aggiungersi alle precedenti scoperte fatte dal Fermilab dei barioni \Xi_b^- (dsb), \Sigma_b^* (uub, ddb), \Omega_b (ssb).
Probabilmente lo conoscete, il Particle Data Group: possiamo considerarlo come la bibbia delle particelle! E sarà proprio tra le sue pagine che \Xi_b^0 troverà posto quando la sua scoperta verrà ufficialmente confermata.
Infine vi suggerisco un video divertente proprio riguardante lo zoo delle particelle.
Enjoy!
P.S.: un grazie a Marco Delmastro e Tommaso Dorigo per aver condiviso e scritto di questa news.
(1) Vedi anche il sito ufficiale dei gadget dello zoo delle particelle.
(2) L'interazione debole ha, tipicamente, dei tempi di decadimento brevi: ad esempio i bosoni W e Z vivono circa 10^{-24} s, o ancora il \pi^0 vive 10^{-16} s, mentre il neutrone è piuttosto longevo con i suoi 15 minuti.
Grandioso questo articolo!!! Luce dei miei occhi, nutrimento per la mia mente.. Grazie, Giangi!!
RispondiEliminaGrazie a te per averlo letto!
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