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giovedì 4 marzo 2010

La nuvola nera

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Visto il tema della recensione odierna, è fuori di dubbio che è estremamente consigliata la lettura del 4.o Carnevale della Fisica.

A noi vivi di Robert Heinlein, pubblicato postumo, ci consegna in un unico libro un lungo saggio socio-politico e i semi di tutta l'attività fantascientifica dello scrittore statunitense. Il tentativo di divulgazione attraverso un romanzo di Heinlein fu, come sa chi ha letto il libro, un fallimento: nessun editore mai gli accettò il testo e così lo scrittore si vide, per nostra fortuna, costretto a prendere ciascuna delle molte idee contenute in A noi vivi e seminarla in romanzi separati.
Di romanzi che divulgano la scienza, però, ne sono stati pubblicati molti: ho già parlato in questa sede de Il codice Oxford, ma anche PopCo, entrambi con i loro spunti matematici. Aggiungerei anche Ritorno al domani di Ron Hubbard dove il futuro fondatore di Scientology, prima di folleggiare con questa pseudo-setta scrive un romanzo di fantascienza basato sul famoso paradosso dei gemelli della relatività ristretta einsteiniana. Fred Hoyle, astronomo come Carl Sagan, con La Nuvola Nera va oltre Hubbard e scrive un romanzo che è anche un saggio divulgativo e che possiede tre distinti livelli di lettura: uno fantascientifico, uno scientifico (inevitabilmente legati uno nell'altro) e uno politico.
La storia è semplice: una strana nuvola nera si sta avvicinando al Sistema Solare, direzione Terra. A scoprirla è un dottorando di Monte Palomar che esaminando le lastre fotografiche (il romanzo, scritto nel 1958, è ambientato nel biennio 1964-1966) di una certa porzione di cielo alla ricerca di una supernova, osserva una strana anomalia. La nuvola nera si avvicina abbastanza velocemente al Sistema Solare, puntando diretta proprio contro il Sole: gli scienziati, gli astronomi di Monte Palomar e alcuni teorici del Caltech, si riuniscono per esaminare la situazione e cercare di comprendere più dati possibili sulla nuvola. Qui, ad esempio, il primo momento per me di divertimento nel romanzo, con i calcoli del teorico Weichart che vengono messi in una nota a pié pagina: equazioni differenziali e quant'altro che raccontano di una stima di avvicinamento di circa 20 mesi, stima che poi Hoyle correggerà e raffinerà con l'aggiunta di nuove ipotesi con l'avanzare del romanzo.
Prima, però, di proseguire con la discussione sul romanzo, vediamo i dettagli del calcolo di Weichart:
Posti α il diametro angolare della nuvola, d quello lineare, D la distanza della nuvola dalla Terra, v la velocità della nuvola, T il tempo totale che la nuvola impiegherà per raggiungere la Terra, allora il diametro angolare sarà dato dal rapporto tra il diametro lineare e la distanza Terra-Nuvola:

mentre l'equazione del modo della nuvola sarà data dalla seguente equazione differenziale:

ovvero la derivata rispetto al tempo t della prima equazione.
D'altra parte la velocità della nuvola è data da:

e l'equazione del moto diventa:

dove al posto della velocità si è sostituito il rapporto tra D e T.
Dall'ultima equazione è facile trovare il tempo che la nuvola impiegherà a raggiungere il nostro pianeta:

che sostituendo ai differenziali, gli intervalli, diventa:

Poiché in un mese la variazione angolare è stata del 5%, è semplice calcolare una stima per il tempo di arrivo in 20 mesi.
Questo calcolo rende bene l'idea del grandissimo rigore con cui la parte scientifica de La Nuvole Nera viene trattata, senza contare poi la vivida descrizione dei problemi ambientali e climatici che la Nuvola causerà al pianeta se effettivamente oscurasse il Sole (descrizione che denota come già allora i problemi ambientale e climatico fossero sentiti: comunque, come ogni buon lettore di fantascienza sa, questo è un problema presente in molti romanzi del genere), la descrizione dei fenomeni fisici alla base del romanzo, chiari come in poche altre occasioni. In questo Hoyle gioca sporco rispetto agli altri scrittori, essendo competente in materia, ma gioca con il lettore anche nella parte politica del romanzo. Evidente risulta la critica ai politici, critica che evidentemente non ha confini di tempo o di spazio, mal sopportati dal vero protagonista del romanzo, il britannico Kingsley, una sorta di trasposizione letteraria di Turing. Personaggio abbastanza anticonformista, grande esperto di computer (quelli dell'epoca, ovviamente, che chiedevano in pasto schede perforate), sempre in conflitto con i politici, ritenuti ignoranti e profittatori, pronti a sfruttare la situazione e il proprio popolo per mantenere il potere e il controllo su chi li ha eletti. In questo senso in 50 anni e più nulla è cambiato, non solo in Italia, ma anche all'estero: la stessa tassa sul carbone varata qualche tempo fa da Sarkozy e poi bocciata, è stata criticata dall'opposizione e dagli ambientalisti perché a pagarla, in pratica, non sarebbero state le industrie inquinatrici ma i cittadini.
Gli aspetti fantascientifici, invece, sono lasciati all'incontro con la Nuvola: essa risulta un essere intelligente, che ha bisogno dell'energia delle stelle per sintetizzare gli elementi nutritivi e il carburante necessari per continuare a sopravvivere nell'universo. La Nuvola consente a Hoyle di esaminare la cultura e la società umane, di descriverle anche da un punto di vista diverso, oltre che a proporre un'idea alternativa di intelligenza aliena. Non solo: lo scrittore fa anche parte di coloro secondo cui una intelligenza aliena così avanzata da venire fino a noi e da comunicare con noi, magari imparando il nostro linguaggio, non può essere ostile e crudele a priori.
Le ultime pagine del romanzo, poi, sono dedicate a delicate situazioni politiche generate proprio dal cattivo rapporto di Kingsley con il potere e dall'improvvisa partenza della Nuvola, che spingerà Weichart e Kingsley a provare un esperimento pericoloso e alla fine, purtroppo per loro, mortale.
Un romanzo appassionante, che si legge tutto d'un fiato, ricco di spunti scientifici, e non solo, estremamente intelligenti e interessanti.

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