Network Bar

sabato 22 agosto 2015

Topolino #3117

Come nel caso del numero precedente, pubblico anche qui la brevisione del numero, integrata con alcune considerazioni sulle storie non entrate in quella che verrà pubblicata su LSB, che in origine conteneva le considerazioni su Papere alla riscossa e Paperino e Paperoga agenti salvaparco.
Chiunque si ritrovi a partecipare alle attività decisionali, ad esempio lavorando in una commissione, deve affrontare una serie di più o meno gravosi compiti, come riunioni con altri colleghi,ricerca ed esame di relazioni e fascicoli, ecc... Più o meno è questo quello che deve affrontare Nonna Papera nel terzo episodio di Papere alla riscossa. Marco Bosco e Silvia Ziche, però, non fanno entrare da sola la tenace contadina erede di Cornelius Coot nel palazzo del potere, quello dell'Accademia della Pannocchia, ma le affiancano come assistenti Brigitta, Miss Paperett e Paperina. Ognuna delle tre si prende carico di un differente compito in funzione delle proprie competenze e ciò permette allo sceneggiatore di esaminare, seppur in maniera veloce e sintetica, tutti gli aspetti complessi di un incarico di una certa importanza come quello ricoperto da Elvira Coot. Se sul lato grafico non c'è nulla da aggiungere rispetto a quanto già scritto per il primo episodio, c'è da rilevare come Bosco inserisca sempre più elementi mistery nella trama, anche se non risultano così efficaci all'interno del racconto, forse a causa di una mancata costruzione della tensione nel finale della puntata.
Zio Paperone e le meraviglie di Zobeide di Pietro B. Zemelo per i disegni di Alessia Martisciello rinverdisce i fasti delle avventure alla ricerca di città perdute sul genere di Shangri-La, mito che ispirò alcuni tra i più grandi fumettisti disneyani come Carl Barks o Romano Scarpa. Zemelo, però, sembra guardare soprattutto a Rodolfo Cimino, anche se con uno stile decisamente più leggero. A colpire, in negativo, è soprattutto la caratterizzazione iniziale di Paperino, che nel corso della vicenda passa da un atteggiamento pavido e indolente al prendere in mano l'azione. Ottimo il finale, decisamente ciminiano.
Topolino e Gambadilegno in: Mai come me di Fabio Pochet è un gradevole intermezzo, quasi esclusivamente muto, che racconta in parallelo la giornata tipo dei due classici arcinemici. Gradevoli i disegni leggeri di Pochet che seguono la linea stilistica alla Warner Bros di Stefano Turconi.
Una spy story d'azione è invece Paperino e Paperoga agenti salvaparco di Bruno Sarda e Lucio Leoni. Dal ritmo serrato e ben rappresentata dai dinamici disegni di Leoni, si gioca sul mix tra gag e investigazione tipico della serie P.I.A. con una buona caratterizzazione dei due protagonisti.
C'è poi da aggiungere che, come raramente accade, i guai di Paperoga riescono a trasformarsi in risultati positivi per la coppia di agenti di Paperone, con un Paperino spigliato e dinamico.
Conclude il numero Orazio e la casa nel bosco di Giuseppe Zironi. L'avventura è un mix di generi e ispirazioni. Dopo la scena iniziale che costruisce l'ambientazione e l'atmosfera, Zironi ci porta con un flashback al prologo dell'avventura a Topolinia, dove Orazio riceve la lettera che lo porterà verso una avventura in solitaria. In poche pagine Zironi, dopo un intermezzo campagnolo, ci porta nella foresta che sarà la location della storia. La mente va immediatamente a grandi thriller ambientati anche parzialmente nei grandi spazi naturali del Nord America, come ad esempio Sulle tracce dell'assassino di Roger Spottiswoode, ma con l'ingresso sulla scena dopo poche pagine degli alieni, ecco inizia a farsi strada l'idea di Concrete, confermata successivamente dalla cattura di Orazio dopo che questi aveva aiutato gli alieni a riparare la loro astronave. Storia nel complesso gradevole, con un finale serrato, ma con un inizio forse un po' debole: forse il soggetto meritava qualcosa di più delle 26 pagine date a disposizione dell'autore.

Nessun commento:

Posta un commento